Via da paura e sortilegio
- comunicazione283
- 26 ott 2017
- Tempo di lettura: 2 min

Lorologio al polso indica le 10.10. Pomeriggio, sul Lungomare, due passi dal Centro di accoglienza straordinaria di via Cavallotti, seduti davanti a un cappuccino. Antoine, ventuno anni, parla francese (un operatore fa da interprete). Arriva dalla Guinea dopo un viaggio di due anni. A casa ha lasciato mamma, due fratelli e una sorella. Il papà, dice serio,
Lorologio fermo alle dieci e dieci. Antoine spiega lequivoco delle lancette. dice
Importante. Un aggettivo torna spesso nei ragionamenti di Antoine. Come lo scappare dal proprio Paese, dove una tra famiglie improvvisamente potrebbe avere risvolti di una faida. entra nello specifico malattia satanica
Malattia satanica. Non dà altre spiegazioni allaccaduto. Perdere il papà in modo misterioso per Antoine è stato lelemento principale ad avere scatenato i risentimenti familiari. Il viaggio per lItalia, un calvario. dice Quel periodo, una scuola di sopravvivenza. quando e se avrai i soldi ripagherai la nostra ospitalità;
Algeria, poi Libia. sottolinea ancora Antoine

In Italia per aggrapparsi a un sogno. Antoine dà lidea afferrandosi a una ringhiera del Lungomare.
Un sogno per volta.
Storia delle lancette bis, altro piccolo equivoco. Gli chiediamo quanto sia alto. argomenta alzandosi dalla sedia Anche qui le cose non stanno come sembra, Antoine è molto più alto. Alassane, loperatore del Centro di accoglienza straordinaria traduce a parole

e gesti la nostra perplessità. Avanziamo una ipotesi, lultima volta laltezza lavrà misurata minimo dieci anni fa. In piedi, infatti, supera il metro e ottanta, il ragazzo guineano può ambire a un provino con la sua Juventus. Non ha fretta, il pallone di cuoio che nel suo Paese prendeva a calci anche a piedi nudi, può attendere.








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