Vasco, anche quest’anno a Castellante Marina
- Claudio Frascella
- 14 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
«Non rientro nel biglietto-vacanza!»
«Sono qui come ospite pagante», ha scritto l’artista emiliano sul suo profilo social. «Quello che faccio, lo compio solo per puro piacere e con la mia disponibilità», redarguisce chi lo considera parte del panorama». In buona sostanza, spiega che non è un obbligo smettere la tintarella per fare foto e autografi. Poi il rocker, da quel generoso ché è, fa un passetto di lato: «Grazie davvero a tutto per l’affetto». Pace fatta

Vasco Rossi non sbotta quasi mai, se lo fa, lo fa raramente. Una volta assistetti praticamente non proprio in diretta, ma in differita, a qualcosa del genere. Anni difficili: una doppietta mica da ridere al Festival di Sanremo. In quell’occasione il rocker dei rocker aveva cantato il primo anno “Vado al massimo”, l’anno dopo “Vita spericolata”. Una delle due edizioni, la seconda, era perfino in playback, tanto che Vasco non trovò di meglio in segno di protesta di non cantare l’ultima strofa e mettersi il microfono in tasca mentre la base proseguiva nel “bello della diretta”.
Non furono momenti belli. Non certamente per il nostro, bensì per, in ordine sparso, l’organizzatore Gianni Ravera, l’orchestra della Rai rimasta a casa, i discografici che pur di promuovere un loro assistito avrebbero fatto carte false. Strano, non c’era Pippo Baudo, quell’anno, ma l’ex Conte di Montecristo, Andrea Giordana, e le tre stelline di Discoring(Falcetti, Pettinelli e Russinova).
VADO AL MASSIMO…
Vasco, aveva fatto girare un po’ le scatole a Ravera, che aveva scagliato strali contro il cantautore modenese con una di quelle frasi che oggi farebbero sorridere: “Ti distruggo, ti anniento! L’anno prossimo non si ricorderà più nessuno di te!”. E, ancora, “Come si chiama quello lì, scrivetemelo su un biglietto, devo annientarlo!”. La storia sarebbe lunga e imbarazzante. Il patron, tanto per gradire, sguinzaglia sulle caviglie di Vasco, il giornalista Nantas Salvalaggio, che gliene dice di “ogni”. Più avanti Nino Manfredi che dalla platea commenterà, più o meno: “Voi ‘a vita spericolata, fijetto mio? ‘A voi piena de guai? E che ce vo’, te do i miei…”.
Ma non crollò. A dirla tutta se ne infischiò, col suo produttore era andato direttamente in albergo. Lì, con santa pazienza, lo attesi fino alle tre del mattino. Stemmo a parlare e registrare (quella manufatto esiste ancora, vivaddio) fino alle sette del mattino, quando dopo quattro caffè si raccomandò: “Fino a Taranto? Ohi, vai piano, a modo, e non al massimo!”. Anche la raccomandazione immortalata, come quelle tre interminabili ore.

VADO A GONFIE VELE!
Vasco era così, adesso è un po’ più riservato, talmente popolare da non avere un suo privato. E qui veniamo a Castellaneta Marina, al suo post, all’affettuoso richiamo più che ai fan, a quanti approfittano dei ragazzi ai quali promettono, senza mantenere, di vedere a “una certa”, il Vasco.
Così, Vasco nei giorni scorsi, a scanso di equivoci, ha chiarito: «Non faccio parte del “biglietto vacanza” del resort pugliese dove alloggio: sono qui solo come ospite pagante; quello che faccio, lo faccio per puro piacere e con la mia disponibilità; grazie davvero a tutto per l’affetto». Un secondo intervento, più blando, perché Vasco si dispiace anche. Voleva sgombrare il campo da equivoci, qualora qualcuno lo avesse considerato severo nell’invocare un meritato relax. Come a dire, «se faccio sorrisi, foto, autografi, lo faccio con il cuore e non perché qualcuno ve lo ha promesso». Sapeste quanti ne ho visti intascare banconote da cento promettendo ai fan incontri e foto con questo o quell’artista. Dunque, bravo Vasco: per l’affetto e per l’eleganza senza colpo ferire.
«ABBIATE PAZIENZA»
«Prima il dovere, poi il piacere», aveva scritto sui social Vasco Rossi annunciando ai fan la partenza per la Puglia. Dopo un tour intenso e di successo, il Sig. Rossi più famoso d’Italiaera tornato a Castellaneta Marina, due bracciate da Taranto, località che da anniconsidera il suo “buen retiro”.
Lo scorso 8 agosto l’artista emiliano aveva condiviso sui suoi social la partenza a bordo di un aereo privato: «Forza, prendiamo il volo» e, poco dopo, «Finalmente in Puglia!». Un ritorno, il suo, molto atteso dai suoi fan che da anni sanno di poterlo incontrare tra spiagge, passeggiate e momenti di relax.
E’ qui, a Castellaneta Marina, dove Vasco è stato insignito cittadino onorario, che trascorre le sue estati. Mai negato un selfie, un autografo o una parola gentile a chi lo avvicina. Quest’anno, però, le insistenti richieste di foto e attenzioni siano state davvero tante.Troppe. Tanto da aver costretto Vasco, suo malgrado, portato a scrivere un post dal tono severo: «Non faccio parte del “biglietto vacanza” del resort pugliese dove alloggiando». E come se non bastasse, anche per far capire a due, tre imbecilli, che lui non viene gratis (quanti soldi ci vorrebbero?), prosegue: «Sono qui solo come ospite pagante; quello che faccio lo faccio per puro piacere e con la mia disponibilità: grazie davvero a tutto per l’affetto». E chi ha orecchie per intendere, intenda.

ANDIAM A LAVORAR…
Da quest’ultima estate, la Puglia non ne esce molto bene. Proviamo a rifarci l’anno prossimo. Dovremo smacchiare dall’abito estivo, quello più elegante, i prezzi alle stelle, sulle spiagge, nei resort e nei ristoranti; le orecchiette artigianali di Bari vecchia vendute come fossero state appena “strascinàte”; adesso la storia di Vasco che qualcuno si è “venduto”, come facesse parte del paesaggio. Ma anche basta, aggiungiamo noi.
La missione per l’anno prossimo è recuperare, tonare ad accorciare le distanze fra il territorio e il turismo. Per non perdere, in un colpo solo, “Filippo con tutto il panàro”. Ripassate un po’ di storia mista a leggenda. Dopo anni di sacrifici sarebbe davvero un peccato che i suddetti tre imbecilli, “professione ingordi”, gettino via una fortuna piovuta in Puglia dal cielo.
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