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Insorgono le pastaie di Bari vecchia

  • Claudio Frascella
  • 27 ago 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Bari, orecchiette sequestrate


A qualche settimana dal rinvenimento di scatole e confezioni di pasta industriale, l’Amministrazione fa il polso duro con tutte quelle signore che avevano rilanciato il brand pugliese. «Possono tranquillamente esporre i loro telai oppure mettersi loro stesse in maniera dimostrativa a prepararle».  «Ma, attenzione, non possono vendere o esporre orecchiette industriali». Di questo passo, Bari, la Puglia, insieme andrebbero contro l’immagine della nostra tradizione. Quest’estate abbiamo subito un duro colpo dal turismo, ora proviamo a rialzarci

 

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Bari vecchia, continua la guerra delle orecchiette. Non che non ci fosse questa sensazione, cioè che la disputa fra le pastaie e rappresentanti della Polizia locale segnasse il passo. E, invece, no. Tutt’altro, la tensione in questi giorni è salita. Qualcosa del genere, rissa compresa, dovevamo aspettarcelo. Per giunta dopo che già nelle scorse settimane qualcuno aveva segnalato alle autorità la presenza di cartoni vuoti, con tanto di inequivocabile scritta all’esterno, e buste appartenenti a confezioni di orecchiette industriali, depositate in un angolo accanto ai telai esposti nelle suggestive stradine di Bari vecchia. Insomma, una manovra non del tutto corretta. Anzi, per dirla tutta, gravemente scorretta. Di sicuro a danno di quelle colleghe, non molte si dice, che si attenevano alle linee guida che avevano dettato da Palazzo di città. Come dire: l’appetito vien mangiando. Così orecchiette industriali per tutti, riservate anche ai turisti e fatte pagare a peso d’oro.


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DA PALAZZO DICONO…

Da Palazzo fanno sapere, e a breve approfondiremo, che questa seconda frattura con le istituzioni e un certo agire non del tutto corretto, farebbe il paio con un’estate pugliese – in particolare fra spiagge e ristoranti salentini – molto salata. Non è un bel colpo per la Puglia, dopo che questo angolo d’Italia negli ultimi tre anni era stato indicato dalle riviste americane più autorevoli come “il posto più bello del mondo”. L’ideale dove andare a trascorrere le vacanze, visitare paesaggi caratteristici e sedersi comodamente a tavola per gustare i prodotti di una terra unica.

Ma passo indietro, torniamo indietro di qualche giorno, alle Signore delle orecchiette e alle autorità del capoluogo. Pietro Petruzzelli, assessore comunale allo Sviluppo locale, ha spiegato a un cronista dell’agenzia Ansa che aveva chiesto in che modo a questo punto intendesse agire l’Amministrazione cittadina. «Alle pastaie di Bari vecchia abbiamo spiegato cosa intendevamo nel prospettare loro le linee-guida e continuare a svolgere attività artigianale, qualcosa che loro conoscono perfettamente: vogliamo tutelare l’aspetto legato alla tradizione delle orecchiette fresche; proprio in virtù di ciò, ribadisco che possono tranquillamente esporre i loro telai per le orecchiette fresche o per mettersi loro stesse in maniera dimostrativa a prepararle: ma, attenzione, quello che non possono fare, a meno che non abbiano un’autorizzazione alla vendita, è vendere o esporre le orecchiette industriali, pratica che andrebbe contro l’immagine della tradizione: qualcuna ha l’autorizzazione altre si stanno mettendo in regola».

 


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…CHIARO E TONDO

Quello che ha lasciato intendere l’assessore, e non solo lui, è che non sta bene, anzi, far passare come orecchiette artigianali, quei prodotti industriali a prezzi non sempre ragionevoli, non va bene. Rientrare nelle spese, arrotondare con qualche ora di lavoro va bene, ma non fare sfacciatamente affari. Insomma, hai voglia a lamentarsi, le pastaie (ripetiamo, quelle furbe) dovranno contenere il giro di affari.

Carla Palone, assessore alla Vivibilità urbana con deleghe Polizia Locale di Bari, in aggiunta a quanto già asserito dal collega Petruzzelli, ha spiegato alle dirette interessate e alla stampa quanto segue: «La polizia locale lavora sulla legalità, pertanto i prodotti non artigianali legati al commercio non possono essere vendute su aree pubbliche senza autorizzazione: questa, l’autorizzazione, nell’ultimo caso contestato dagli agenti di Polizia locale che hanno elevato regolare multa, non c'era: ecco perché il sequestro, una prassi che seguiamo nei nei mercati cittadini; stesso tipo di controlli nelle attività di ristorazione per la tracciabilità del prodotto: una verifica fatta anche sulle pastaie, un’immagine importante per la nostra città».


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