Uno studio lancia un “allarme” a livello europeo
- Claudio Frascella
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 4 min
Animali domestici, adozioni alle stelle
Trentacinque milioni di esemplari in più in Europa. Veterinari sotto stress. Quattro medici su cinque avvertono pressione e responsabilità esercitata dai “padroni” delle bestiole, con un crescente disagio psicologico

Gli esseri umani preferiscono gli animali. Parafrasando il titolo di uno dei più famosi film hollywoodiani (Gli uomini preferiscono le bionde, Howard Hawks il regista, Marilyn Monroe la protagonista, e ti credo, aggiungiamo noi…), cerchiamo di fare due conti alla luce di uno studio di “Thank you vets”, ripreso dal Corriere della sera in un bell’articolo realizzato sul tema dell’adozione di animali domestici Alessandro Sala.
Nel mondo non si fanno più bambini come una volta. Anche per questo motivo ci sono meno matrimoni. Ma non è di questo che vogliamo parlare/scrivere, in quanto ci vorrebbe un approfondimento più deciso, dal taglio psicologico, ma di questo non è detto che non ci si possa tornare. Staremo a vedere. Intanto focalizziamo il tema, lo studio, la ricerca estesa sull’intero territorio europeo. Sono trentacinque milioni in più gli animali domestici adottati dall’uomo, inteso come essere umano, posto che anche le donne sono sensibili allo stesso tema.

TRENTACINQUE MILIONI IN PIU’!
Dunque, in Europa esistono, a oggi, trentacinque milioni di animali domestici in più, qualcosa che pone – questo racconta lo studio preso in esame – il 78% dei veterinari posti sotto stress e in disagio psicologico, proprio a causa di questo aumento. La presenza di animali domestici nelle case, scrive Sala, è sensibilmente aumentata negli ultimi anni e con essa anche la pressione sugli studi veterinari, che si trovano a dovere gestire un numero sempre maggiore di pazienti. Non solo, è spiegato nello studio dei dati di “Thank You Vets” commissionato da Purina e Anmvi per dare sostegno e aiuto ai “medici degli animali”. Non solo cifre indirizzate agli animali, ma anche orientati sui proprietari delle bestiole, qualsiasi esse siano. L’assistenza, dicono i dottori che si occupano degli animali, è richiesta anche dai loro proprietari, cosa non sempre facile.

APPELLO DEI VETERINARI…
Questo aumento esponenziale di adozioni, si diceva, è traducibile in un aumento di impegni e stress, al punto che il succitato 78% dei veterinari sente la necessità di un maggiore supporto per la propria salute mentale e il proprio benessere psicologico.
Si parla, calcoli alla mano, udite udite, di ben quattro veterinari su cinque, tanto che una considerevole percentuale (71%) è arrivata addirittura a prendere in considerazione l’idea di mollare letteralmente la professione. Motivo? Il disagio che ultimamente ne deriva. Tutti i proprietari di amici a quattro zampe, ma anche due (pure uccellini, pappagalli, rientrano nell’elenco di animali domestici) riversano proprio sui veterinari il proprio stress.
Per farla breve: uno acquista un animale per alleggerirsi di uno stato d’ansia, ma al primo intoppo declina le sue responsabilità al medico, che alla fine diventerebbe parafulmine o capro espiatorio, fate un po’ voi, del malessere delle proprie bestie e bestioline. Facile, no? «Non vogliamo avere figli, troppo impegnativi; ma non sapevamo che anche gli animali avessero bisogno di cure!», in generale l’atteggiamento dei padroni degli animali.

GIOCHIAMO A DATI
Ma torniamo ai dati. Questi emergono da uno studio svolto da Censuswide e commissionato, si diceva, da Purina Pro Plan che ha coinvolto un campione di oltre seicento veterinari, rappresentativo dei professionisti che operano in Francia (oltre duecento gli interpellati), Italia (stesso numero) e Portogallo (centocinquanta, si legge).
La rilevazione è avvenuta a metà gennaio e i dati sono stati diffusi dopo essere stati presentati lo scorso 4 marzo al Parlamento Europeo, durante una conferenza promossa dalla Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare.
Per cani e gatti spendiamo qualcosa come sette miliardi, la Lombardia è la regione italiana più attenta ai “pet”. «I risultati della ricerca confermano quello che osserviamo nella vita di ogni giorno – commenta Marco Melosi, presidente dell’Anmvi, riporta il Corsera – una iniziativa è importante sia per il sostegno che fornisce ai medici, sia per il messaggio che porta con sé: la salute dei veterinari è importante».

«NON UN LAVORO, UNA MISSIONE!»
«Questi medici operano in un contesto sempre più complesso e sfidante – aggiunge Sibyl Pezzotta – per questo motivo vogliamo essere al loro fianco nei momenti più complessi e riconoscere il valore del loro lavoro».
Altro dato che emerge dallo studio in causa è, infine, la gratitudine dei proprietari di animali, che – scrive ancora Sala – ha un ruolo fondamentale e un impatto significativo. Quattro veterinari su cinque ricevono un “grazie” nel corso di un mese, tanto che questo gesto influisce positivamente sulle proprie giornate e, di conseguenza, anche sulla motivazione nello svolgere bene il proprio compito, a tutto vantaggio dei nostri amici a quattro zampe.
Insomma, teniamo cura delle bestiole che ci fanno compagnia, ma rispettiamo anche gli esseri umani, i veterinari in questo caso, che nel loro lavoro ci mettono oltre alla professionalità, tanta, ma tanta passione. Diversamente non farebbero questo lavoro: se non amassero tanto gli animali farebbero un altro mestiere. Ecco, proprio perché, qualsiasi cosa dicano in giro, fare il medico degli animali, è davvero una missione.




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