Puglia regina, parola del Gambero Rosso
- Claudio Frascella
- 26 apr
- Tempo di lettura: 4 min
Il “pesce” è qui!
Serena Leo firma per la rivista più autorevole una guida ragionata. Una prima mappa sui ristoranti di spicco, dalla tavola al panorama. Una cucina top, chef di primissimo piano per fare del Tacco d’Italia, il più grande attrattore di menù a base di mare

Se non adesso, quando. E’ il tempo e il clima giusto per dedicarsi una serata al mare. Non a fare due bracciate, ma a farsi tentare dalla buona cucina, ottima da queste parti, se declinata con piatti-mare. Non lo scopriamo oggi che il Gambero Rosso, insieme con i suoi esperti ha dedicato massima attenzione alla tavola pugliese, cosa della quale saremo eternamente riconoscenti. Il top nazionale nel Tacco dello stivale, dall’entroterra alla costa, quella bagnata dall’Adriatico e dal Mediterraneo, che proprio sotto la Suola del nostro Paese, diventa Ionio.
Ma lasciamo alla prossima occasione che non mancherà, prima o poi, ad essere nuovamente presa in considerazione, il cosiddetto entroterra, cioè la Puglia interna per parlare, consigliare quei ristoranti con suggestivo affaccio a mare. Condizione ideale, abbandonarsi al profumo e al sapore dei piatti, accompagnandosi al panorama pieno di fascino e talvolta mozzafiato.

VA DOVE TI PORTA IL GAMBERO
Per farlo non c’è occasione migliore che uno straordinario reportage a firma del Gambero Rosso, in una serie di recensioni firmate da Serena Leo in una serie di considerazioni riportate in questi giorni sull’autorevole rivista che conta centinaia di migliaia di follower.
Momento ideale per tornare al mare, indica il Gambero Rosso. In queste settimane le giornate si allungano e il pranzo vista-acqua diventa un rito. «Crudi freschissimi, primi di mare, tavoli affacciati sull’Adriatico; il litorale da Barletta a Bari pieno di localini che promettono – e mantengono, scrive Serena Leo – pranzi in grado di arrivare dritto al cuore. Tra una visita nei vicoletti antichi dei borghi marinari, porticcioli e rumore del mare, ecco dove sfiziarsi con cruditè e affini».

PELLEDOCA E INTRECCI
Ma veniamo al succo, in estrema sintesi. Ecco cosa indica il Gambero Rosso nell’autorevole guida «Dove mangiare pesce sul mare in Puglia». Trani, il suo porto una piccola bomboniera che si riversa sull’Adriatico ed è la location preferita per un’offerta gourmet elegante e discreta. Questo è il sentiment – riporta la rivista – del Pelledoca, il ristorante affacciato proprio sul bel passeggio tranese. Carlo La Porta, mente e cuore del locale, ha voluto riportare la filosofia della cucina marinara non criptica. I plateau sono assortiti e assolutamente sicuri tra cozze, ostriche, noci e ricci mediterranei. I primi piatti conquistano per semplicità e per gusto. Tutto è espresso, proprio come lo spaghetto al riccio, bandiera del locale. Segni particolari: cremoso, saporito e indimenticabile. Bisceglie, la sua passeggiata costeggia il porto. Romantica, profuma di mare e storie di pescatori ancora da raccontare. Defilato e in un antico stabile completamente ristrutturato, c’è Intrecci di Antonio Acquaviva, che propone un percorso lento in cui passione, precisione e creatività arrivano al piatto, ma non chiamatelo sterile fine dining. Si utilizza il pesce come materia prima principale, perché il territorio è importante, ma ogni piatto è costruito come un viaggio che inizia in Italia e fa il giro del mondo. I consigli per godersi per bene Intrecci? Godersi lo spettacolo seduti allo chef table.

BACCO E ROMANAZZI’S
Pranzo domenicale da non perdere? Sicuramente quello di Bacco, alla corte di chef Ruggero Doronzo. Qui la tradizione, sottolinea Gambero Rosso, ha il suo peso. I piatti con crudo di pesce certo non mancheranno, ma anche ingredienti di terra sapranno convivere in menù: da non perdere polpo cotto con datterino giallo, aglio nero e bottarga di muggine, oltre ai carpacci freschi locali. Per gli amanti del vegetale nessun problema, a ogni stagione la sua verdura. E come il nome del locale lascia intendere, qui si beve bene. Giovinazzo, con il suo piccolo porticciolo, è una vera e propria bomboniera. Silenziosa, a misura d’uomo, è anche la location per un pranzo per niente turistico. Da Romanazzi’s Restaurant si pranza e si cena letteralmente a pochi passi dal mare. Qui si gioca con i sapori di terra che decisi sposano la delicatezza del pesce. Ne è un esempio lo spaghettone bruciato, che unisce la crema di peperone giallo alla sapidità delle cozze. Non chiamatela assassina perché non ha nulla a che vedere con l’iconico piatto alla moda in Puglia. Chef Giuseppe Romanazzi non si ferma a un menù geolocalizzato, spazia tra ingredienti preziosi di tutto il mondo che sanno stare bene con pesci poveri di tradizione marinara.

DA BOLINA AL PESCATORE
Borghetto famoso, Santo Spirito è pieno di locali che propongono una cucina di mare semplice. Bolina, nella piazza che guarda al mare, ha voluto fare un salto in avanti lasciando spazio ad antipasti leggeri che giocano nel pairing – scrive ancora Serena Leo – tra pesce e vegetali, ma non mancano mai i crudi serviti in modo trionfale. Menzione speciale per i risotti e la zuppa di pesce in menù, piatti che identificano il locale. Per godere dell’esperienza Bolina però, basta affidarsi alla sala per scoprire le sorprese fuori menù.
Infine Bari. Al Pescatore si arriva dopo una brevissima passeggiata costeggiando il castello Svevo. L’offerta in menù è semplice ed è il biglietto da visita del locale. Una selezione di antipastini crudi e cotti centrali per iniziare, come il polpo cotto, le parmigianine e le fritture di pesce a gradire, finendo con una selezione di ricci, cozze pelose, noci, scampi, gamberi e tutto ciò che il buon mare ha da offrire ogni giorno. I risotti meritano una menzione, soprattutto il grande classico con frutti di mare, comfort food per eccellenza. La carta vini gira l’Italia e per qualità prezzo vale la pena accompagnare il pranzo con una buona bottiglia.




Commenti