Trump e Putin ancora ai ferri corti, di mezzo il regime di Teheran
- Claudio Frascella
- 14 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Iran, USA Vs Russia!
Il presidente USA incoraggia gli iraniani a manifestare e prendere il controllo delle istituzioni. E aggiunge: «Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani, l'aiuto è in arrivo». Per il presidente russo, le minacce da parte degli Stati Uniti sarebbero «inaccettabili: un nuovo attacco all’Iran avrebbe conseguenze disastrose». Annuncio-choc: oggi, mercoledì 14 gennaio, secondo fonti governative iraniane «sarà giustiziato un manifestante di 26 anni». Si parla di dodicimila morti, il governo smentisce: duemila

Non c’è fine alla guerra. Non si fa in tempo a spegnere nuovi focolai, che divampa un altro terribile dramma, quello che interessa l’Iran. Come se non bastasse, oltre agli ayatollah, si agitano due dei principali attori che in questa stagione affogata nel sangue e in strage di innocenti: Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, e Vladimir Putin, presidente della Russia.
Il presidente USA, infatti, non è spettatore di quanto sta drammaticamente accadendo a Teheran. Incoraggia gli iraniani nel manifestare e prendere il controllo delle istituzioni. E aggiunge, in una nota diramata da Washington e ripresa dalle principali agenzie mondiali, compresa l’Ansa, la più autorevole agenzia giornalistica italiana: «Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani, l'aiuto è in arrivo», è l’annuncio del capo della Casa Bianca. Per il presidente russo, le minacce da parte degli States a Teheran sarebbero«inaccettabili: un nuovo attacco all’Iran avrebbe conseguenze disastrose».

E SE FOSSERO DODICIMILA?
Non si fermano le proteste, tantomeno le azioni di repressione esercitate dal governo iraniano, tanto che continua a salire il numero delle vittime della repressione. Iran International scrive di almeno dodicimila morti, molti dei quali giovanissimi. Per il regime, il numero dei morti sarebbe di duemila. E per domani sarebbe in programma un’altra esecuzione, quella di un giovane di ventisei anni arrestato assieme ad altre migliaia di persone. Dal suo canto, l’Onu si dice "inorridito" dalle violenze, mentre l’Unione europeaannuncia nuove sanzioni agli ayatollah.
Il Dipartimento di Stato americano e l’Ambasciata virtuale di Teheran (gli USA non hanno ambasciata o consolato in Iran), invitano i cittadini americani presenti in Iran, a partire immediatamente, a causa dell’intensificarsi delle proteste in tutto il Paese. L’invito perentorio partito dalla Casa Bianca, è partito lunedì, mentre il Paese registrava la terza settimana di manifestazioni antigovernative, con centinaia di morti e migliaia di arresti.

TENSIONE WASHINGTON-MOSCA
Il team per la sicurezza nazionale di Trump sta discutendo le opzioni per l'Iran. Secondo il New York Times, il Pentagono sta presentando al presidente una serie di opzioni di attacco più ampia rispetto a quanto riportato in precedenza. Tra i possibili obiettivi: il programma nucleare iraniano e i siti di lancio di missili balistici. Comunque, secondo la stessa fonte, le opzioni più percorribili sarebbero un attacco informatico o un attacco contro l’apparato di sicurezza interno iraniano.
Ma ecco, prontamente, la risposta di Mosca alle dichiarazioni di Trump. Giungono attraverso la Tass, l’agenzia russa. Ci pensa la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova: «Le minacce di Washington di lanciare nuovi attacchi militari contro l’Iran sono inaccettabili: la Russia respinge categoricamente il ricatto ai partner stranieri dell’Iran aumentando i dazi commerciali». «Chi intende usare i disordini in corso in Iran come pretesto – prosegue il ministro – per un nuovo attacco alla Repubblica islamica come quello del giugno scorso, deve essere consapevole delle conseguenze disastrose di tali azioni per la situazione in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale globale».
Infine, l’annuncio-choc. Oggi, mercoledì 14 gennaio, secondo fonti governative iraniane:«sarà giustiziato un manifestante di 26 anni».









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