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<strong>Rayan, un altro brutto addio…</strong>

  • comunicazione283
  • 13 dic 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Diciassette anni, origini tunisine, stroncato da una grave patologia

Studiava al “Polo 3” di Fano, istituto frequentato da altri due studenti, deceduti all’inizio dell’anno scolastico. Francesco, venti anni, anche lui morto a causa di una patologia, e Tommaso, quattordici anni, stroncato da una crisi cardiaca. I compagni, i professori, la dirigente scolastica e i ricordi, i palloncini colorati liberati nel cielo per l’ultimo saluto

I ragazzi non vedranno più un compagno di scuola vivace, amabile, con quel sorriso così contagioso e quella pettinatura così moderna da farne uno dei compagni che certamente non passavano inosservati. Era l’amico degli amici, un sorriso e una parola per tutti, una pacca sulla spalla se sorriso e parole non erano state sufficienti. Anche per questo, Rayan farà sentire la sua mancanza.

«Rayan, un ragazzo sensibile, sempre pronto ad aiutare». E’ il sentimento che accomuna studenti, compagni di classe, i professori, la dirigente scolastica Eleonora Augello. E’ stata proprio lei ad esprimere il cordoglio dell’istituto nei confronti del diciassettenne di origini algerine scomparso a causa di una forma di epilessia che resisteva alla somministrazione di farmaci. Il calvario di Rayan è durato più di un mese, fino quando il ragazzo non è entrato in coma per non uscirne più.

La dirigente scolastica, insieme con professori e studenti, in occasione della scomparsa del diciassettenne hanno ricordato altre due tragedie accadute nello stesso Polo 3 di Fano (Ancona): Francesco, morto a venti anni, anche lui causa di una patologia, e Tommaso, quattordici anni, scomparso per un improvviso attacco cardiaco. Da non crederci. I ragazzi non facevano in tempo a riprendersi da uno choc che, dopo poco, dovevano dire addio ad un altro compagno di scuola. Una sorte che in pochi mesi si era abbattuta su quella stessa scuola.

PRIMA DI LUI FRANCESCO E TOMMASO

Rayan era stata l’ultima vittima, prematuramente scomparsa. Origini tunisine, il ragazzo era frequentava il secondo anno dell’indirizzo “Web Community”. Fino all’inizio dell’anno scolastico aveva condotto una vita normale. Conviveva con saltuari attacchi epilettici, ma nulla lasciava intendere che il povero Rayan, strappato all’affetto dei suoi cari, dei suoi compagni di classe, potesse accusare attacchi così gravi da strapparlo alla vita.  Invece, una crisi improvvisa lo ha spinto a un immediato ricovero nell’ospedale “Salesi” di Ancona. E’ lì che è stata formulata la dolorosa diagnosi: «Ryan ha una forma rara di epilessia, che purtroppo resiste ai trattamenti farmacologici cui è sottoposto». Le condizioni del ragazzo erano peggiorate, tanto che i medici dell’ospedale marchigiano avevano sollecitato il trasferimento al “Bambin Gesù” di Roma, una soluzione che rappresentava anche l’ultima speranza per il malcapitato. Nonostante gli sforzi dei medici dell’ospedale della capitale, per Rayan non c’è stato nulla da fare.

I compagni del Polo 3, dopo la notizia, si sono incontrati allo Sport Park, per ricordare un compagno che non c’è più. Il terzo in pochi mesi, come se sulla scuola in provincia di Ancora si fosse abbattuta chissà quale sciagura. Mentre qualcuno cominciava ad interrogarsi sul perché tre decessi in così breve tempo e nello stesso istituto, la drammatica spiegazione. Motivi di salute. «I ragazzi sono profondamente colpiti – aveva detto la dirigente scolastica – non è semplice metabolizzare la morte di tre compagni in così poco tempo, un destino inaccettabile, specie se maturato in giovane età».

UNO CHOC DOPO L’ALTRO

La notizia della scomparsa del ragazzo di origini tunisine l’aveva comunicata alla scuola la stessa mamma dello sfortunato studente. Un nuovo choc, si diceva, per gli studenti del “Polo 3” che dallo scorso settembre a dicembre di quest’anno hanno detto addio a tre compagni: Francesco, venti anni, all’ultimo anno scolastico, morto a settembre dopo una lunga malattia. Pochi giorni dopo, altro decesso, stavolta era toccato a un quattordicenne, Tommaso, deceduto improvvisamente a scuola per una patologia cardiaca. Infine Rayan, origini tunisine, residente in provincia insieme con la famiglia: mamma, padre pescatore e un fratello, più piccolo, anche lui studente nello stesso complesso scolastico.

«Con Rayan – ricordano i compagni – non era complicato fare amicizia, anzi era spontaneo creare un’amicizia importante».  «Eravamo convinti che si sarebbe ristabilito, nessuno si aspettava che, invece, ci lasciasse». «Alcuni di noi hanno lanciato le prime idee su come ricordare i suoi occhi, il suo sorriso, davvero: al Lido, forse, un posto bello e tranquillo, magari per portare dei palloncini da liberare nel cielo perché questi raggiungano Rayan, il nostro compagno, il nostro amico che non c’è più…».

 
 
 

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