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Milano-Cortina, le Olimpiadi costose risparmiano sulla manodopera

  • Claudio Frascella
  • 13 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Tre euro per pulire una stanza!


Tanto prevede un contratto in subappalto. Cameriere impegnate in alberghi a quattro stelle che affittano stanze a ottocento, mille euro a notte. Scendono in piazza, protestano, la questura sposta la manifestazione altrove. Sindacati di base accanto alle donne, quelli “istituzionali” grossomodo inesistenti. Le fasce sociali più deboli invocano rispetto

 



Tre euro netti per pulire una stanza affittata a poco meno di mille euro a notte. Si può. In Italia, dove spesso molto è permesso, senza che qualcuno, tranne rari casi, tiri fuori la testa dal sacco e urli che una cosa del genere, tre euro a stanza, non solo non sia giusta, ma è un manifesto sfruttamento delle fasce più deboli. Più forza economica ai poteri forti, più insicurezza alle fasce sociali in grave difficoltà.

E, alla fine, il personale impegnato negli alberghi di Milano e dintorni, sbotta. Esplode di rabbia. Non sono in molti a raccoglierne lo sfogo. Pochi organi di informazione, se non i soliti noti, quei giornali e quelle trasmissioni che fanno pelo e contropelo e agli sprechi e alle ingiustizie.


UNA MONTAGNA DI SOLDI

Avevamo letto DEL libro “Una montagna di soldi – Sprechi, incompiute e affari: lo scandalo delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026”, scritto da Giuseppe Pietrobelli, giornalista de Il Fatto Quotidiano. Ora, lo stesso giornale che nei giorni scorsi ha consolidato il proprio successo nelle edicole (quelle ancora aperte) e con gli abbonamenti online, rispetto a giornali poco rispettosi dei propri lettori, a cominciare da una storica flessione registrata da Repubblica in questa speciale classifica, pone l’accento su una delle ultime, incomprensibili vicende. Appunto: “Tre euro netti per pulire una stanza che viene venduta a 800 euro a notte”.

Il giornale diretto da Marco Travaglio nell’edizione cartacea e da Peter Gomez in quella online, raccoglie lo sfogo di donne impegnate non in pensioncine di quart’ordine, dove la pulizia, si sa, è solo un optional, ma ai piani di un hotel a “quattro stelle” di Milano. Questa donna, non la sola, come riporta il quotidiano, è «una delle tante lavoratrici in appalto che reggono il sistema del turismo di una città che vive il grande evento delle Olimpiadi invernali».



DODICI CAMERE IN SEI ORE!

«Ogni giorno – racconta Irene – ci consegnano un foglio dove devi fare 12 camere in 6 ore; se non riesci a fare il numero di camere stabilito nelle tue 6 ore, sei pagato per le camere che fai». Irene si spiega meglio, per chi non avesse afferrato il concetto: «E’ come se fossimo pagati a camera, non a ore: di media 800-900 euro al mese». Alla domandacome si fa a vivere con quelle cifre a Milano, la risposta è secca, da far cadere le braccia.«In tante vivono fuori, se no ci si arrangia, questo è il mondo del turismo».

Vogliamo aggiungere a che ora una di queste donne deve svegliarsi e alzarsi al mattino, prendere i mezzi per trovarsi puntuale al lavoro? Ore. «Questa non è una vita, è una galera!», diceva un personaggio in un film di Carlo Verdone, che anticipava di più di trent’anni l’affare Milano-Cortina. Un affare, ha riportato lo stesso Fatto Quotidiano, che sfiora i cinque miliardi. Tanti, rispetto a un progetto presentato alla stampa a qualcosa che somigliava al «chilometro zero».



E I SINDACATI…?

Così le lavoratrici in questione scendono in piazza, protestano, affiancate il più delle volte dai sindacati di base (e quelli “tradizionali” dove sono, in tribuna?). La manifestazione, in un primo momento, si sarebbe dovuta tenere di fronte alla sede di Federalberghi ma dopo il divieto della questura, è stata spostata in piazzale Loreto, lontano dal centro.

«Nel settore degli hotel le cameriere ai piani lavorano secondo una pratica lavorativa che noi definiamo di cottimo integrale – spiega al Fatto Quotidiano Mattia Scolari, segretario Cub Milano e provincia – le buste paga non sono costruite sulla base delle ore effettivamente lavorate, ma sono costruite sulla base dei minutaggi attribuiti al ribasso già predefiniti per la pulizia di ciascuna camera; con queste Olimpiadi i lavoratori e le lavoratrici degli hotel non vedranno un euro in più in busta paga, anzi…». A quando il recupero di un briciolo di rispetto, ci si domanda.


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