<strong>«Potenza della lirica…»</strong>
- comunicazione283
- 19 feb 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Indipendentemente dalla classifica, il cantautore romano a Sanremo ha manifestato un messaggio forte, che ha commosso tutti. Sala stampa e teatro Ariston gli hanno tributato una “standing ovation”. La mamma, vittima di un’emorragia cerebrale, si “risveglia bambina”. Le similitudini con “Ti regalerò una rosa”, dedicata anche al povero Antonio Cosimo Stano
«Quando ho ascoltato la canzone di Cristicchi, “Quando sarai piccola”, ho avuto una forte emozione, mi sono scappate le lacrime: una storia così l’ho vissuta sulla mia pelle; non c’è critica che possa scalfire minimamente un brano così carico di sensibilità». Anna, commerciante, confessa la sua emozione a un paio di clienti, che condividono. «Vero – ammettono – anche a me è piaciuta: in una rassegna dove per il più del tempo la faceva da padrona il disimpegno e il divertimento, ho avvertito, forte, la sensazione che in quel momento si fosse fermato il tempo, tutti facessero silenzio per ascoltare le parole di una canzone trascinata da una musica altrettanto suggestiva».
«Uno che scrive una cosa così, come minimo deve averla vissuta sulla sua pelle, perché solo dal cuore di chi soffre possono scaturire parole simili: per mio padre sono diventato il suo migliore amico, non mi riconosce più, quando gli telefono quasi mi redarguisce: hai telefonato in ritardo questa sera, amico mio, mi dice; e io: “Papà, non mi riconosci? Sono tuo figlio…”». Paolo racconta la sua di storia, lo fa con la stessa dolcezza con la quale il cantautore di “Ti regalerò una rosa”, altro suo grande successo, ha trattato un dolore altrettanto personale.
EVITATA OGNI RETORICA
«Ho voluto evitare la retorica – dice lo stesso Simone Cristicchi in conferenza stampa il giorno dopo il debutto – perché se l’avessi percepita non l’avrei nemmeno presentata al Festivalinvece ci siamo commossi tutti perché si tratta di storie vere, è vita autentica, si toccano corde emotive in un mondo in cui c’è una grande compressione emotiva, tanto che trasmettiamo sempre meno».
«La poesia non dovrebbe basarsi sui numeri ma su altri parametri – prosegue Cristicchi – sta accadendo qualcosa di inatteso e, cioè, che un autore, come me, non abituato a certe dinamiche sta facendo ascoltare la propria canzone a milioni di persone: per me è stata una grandissima sorpresa». Al mattino circolano già le prime proiezioni, non solo per addetti ai lavori: “Quando sarai piccola” è al secondo posto in radio, mentre il video registra visualizzazioni da primato su Youtube. Non solo, il brano riceve una bella spinta dalla sala stampa e una meritatissima “standing ovation” in teatro, gli applausi e la la commozione degli orchestrali che di canzoni sotto il loro naso ne hanno viste passare; una parte di quegli applausi vanno anche a Valter Sivilotti, il direttore che sabato 8 marzo dirigerà l’Orchestra della Magna Grecia che accompagnerà Cristicchi insieme ad Amara al teatro Orfeo in “Concerto mistico per Battiato” (nella serata dedicata alle cover i due artisti al Festival hanno cantato “La cura”, una delle più grandi suggestioni del cantautore siciliano).
«TORNARE BAMBINI», UN DRAMMA
“Quando sarai piccola” racconta di una delle circostanze di fronte alle quali ti mette la vita: “quando i genitori diventano figli”. Quella dell’artista è una storia personale: racconta la malattia della mamma che qualche anno fa, a sessantatré anni, è stata colpita da una grave emorragia cerebrale, per tornare bambina al suo risveglio. «La Federazione Nazionale Alzheimer – rivela Cristicchi – mi ha scritto: il senso di questo brano va oltre una patologia, parla del ciclo della vita, un messaggio più spirituale che medico; molti che vivono ogni giorno situazioni simili si sono ritrovati nelle mie parole». Applausi a scena aperta in teatro. «Prima del debutto ero preoccupato, ero teso, poi mi sono rilassato: ero riuscito a mantenere quell’equilibrio che in teatro significa andare per sottrazione, meno si fa e più il messaggio arriva potente».
E ancora: «Ho descritto – conclude il cantautore – la sofferenza di vedere un genitore diventare fragile, ma c’è anche la rabbia di vedere una persona amata cambiare e la fatica di volerlo accettare; chi fa questo lavoro può essere considerato un cronista, un fotografo: la canzone è un momento di libertà per raccontare una storia, ed è questo quello che ho fatto».
SIMONE E QUEL PENSIERO PER COSIMO
Tempo fa Cristicchi, romano, quarantotto anni appena compiuti, dopo un concerto, rispose a una nostra domanda a proposito della canzone, “strumento potentissimo”. «In tre minuti – ci disse – riesce a smuoverti quello che hai dentro, a farti sentire delle emozioni, a trascinarti dentro una storia. “Ti regalerò una rosa” è l’esempio, il mio manifesto: trovo interessante utilizzare il palcoscenico, mettere in luce queste realtà di cui poco si parla e dire “Esiste Antonio Cosimo Stano!”, uno dei miei “santi silenziosi”, a volte agnelli sacrificali che muoiono per risvegliarci; nei miei concerti dedico spesso questa canzone all’anziano disabile picchiato selvaggiamente a Manduria, che il caso ha voluto si chiamasse proprio come il protagonista di “Ti regalerò una rosa”: mi piace pensare a Cosimo come al protagonista di questo brano, che vola finalmente libero, ora che ha fregato tutti trasferendosi in un’altra dimensione. Chi ha compiuto quell’aggressione ha sì una grande responsabilità, ma è anche il mondo ad averne una enorme: che mondo abbiamo costruito, che mondo stiamo dando a questi ragazzi se poi compiono questo tipo di azioni? Cosa ci ha portati all’indifferenza, che poi è il male del momento storico che stiamo vivendo?».
Per la cronaca, la giudice Vilma Gilli, condannò i tre aggressori, due a 10 anni di reclusione, mentre a 8 anni e 8 mesi il terzo. Il giudice riconobbe il reato di tortura nei confronti del sessantaseienne, escludendo l’aggravante della morte dell’uomo come diretta conseguenza di quelle violenze portate avanti con “inaudità crudeltà” da una baby-gang composta per buona parte da minorenni











Commenti