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<strong>Morire di lavoro…</strong>

  • comunicazione283
  • 11 dic 2024
  • Tempo di lettura: 3 min


Ventisei i feriti. Tre risultavano dispersi, poi il ritrovamento che fa salire il numero delle vittime. Nel centro in provincia di Firenze, lutto cittadino e un minuto di raccoglimento. Lo stesso in Parlamento, dove il Presidente ha espresso il cordoglio per le famiglie, gli operai che hanno perso la vita e quanti sono ancora sotto osservazione.«Non è possibile che ci siano persone che vanno al lavoro e non tornano più a casa», ha dichiarato Lorenzo Fontana

Esplosione in un deposito Eni a Calenzano, provincia di Firenze. Ieri, martedì 10 dicembre, è stato rinvenuto l’ultimo corpo dei cinque dipendenti che hanno perso la vita in un incidente nel quale, per competenza, ha aperto le indagini la Procura di Prato. E’ andata meno peggio, agli altri ventisei colleghi feriti, chi gravemente (due operai ricoverati in prognosi riservata nel Centro ustioni dell’ospedale di Pisa), chi in modo più lieve, tanto che questa ennesima, triste vicenda di morti sul lavoro, potrà quantomeno raccontarla. Di sicuro un giorno che i sopravvissuti non potranno mai dimenticare; una di quelle esperienze che segnano tanto le famiglie che in questa tragedia hanno perso i propri cari, quanto le altre vittime di quell’assordante esplosione che ha raso al suolo la centrale. Cinque morti e ventisei feriti.

È stata, dunque, identificato l’ultimo dei dispersi nell’esplosione di Calenzano. L’uomo è la quinta vittima della lista delle persone che mancavano all’appello iniziale (due morti e tre dispersi, questo il primo bollettino). Tutti operai alla guida di autocisterne.

LE VITTIME

Fra le vittime, un operaio originario di Catania (57 anni), un operaio di Napoli (62 anni), un operaio originario della provincia di Novara (49 anni), un operaio nato in Germania, ma italiano (45 anni), e un operaio di Matera (45 anni). Questa mattina (mercoledì 11), si svolgerà la commemorazione delle cinque vittime dell’esplosione. L’annuncio da parte del sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani, che sarà in compagnia del presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo.  Il primo cittadino ha già formato il primo doloroso protocollo che si adotta in circostanze così drammatiche, estendendo il lutto cittadino per due giorni (martedì e mercoledì). Fra le iniziative formulate dal sindaco, l’invito all’intera popolazione ad osservare mercoledì mattina alle 10.00, orario dell’esplosione, un minuto di silenzio.

Le salme delle vittime sono state trasferite a Firenze, per procedere, secondo prassi, all’autopsia e all’identificazione. La procura di Prato, come si diceva, che coordina le indagini, ha già assegnato agli esperti l’esame autoptico delle vittime. L’azienda Eni, intanto, sta attivamente collaborando con gli inquirenti per individuare le cause che hanno provocato l’esplosione delle quali è prematuro ipotizzarne la natura. La società, in un comunicato, esprime inoltre la propria vicinanza alle famiglie delle persone decedute e ferite, assicurando che ogni informazione sarà messa a disposizione delle autorità giudiziarie che stanno conducendo le indagini.

CORDOGLIO DI STATO

Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nel corso dell’incontro con la stampa parlamentare, ha fatto osservare un minuto di silenzio per le vittime dell’esplosione. «La Camera – ha dichiarato – sta cercando di lavorare su tutti i fronti, non solo dal punto di vista legislativo, abbiamo recentemente fatto gli Stati generali, c’è una commissione bipartisan che sta lavorando, è una tematica su cui c’è molta sensibilità; è un atto doveroso: non è possibile immaginare che ci siano persone che vanno al lavoro e non tornano più a casa; quella delle morti sul lavoro è una piaga che persiste: bisogna tentare in tutti i modi di farla finire. su questo c’è un impegno bipartisan».

Proprio l’incidente di Calenzano ricorda altri fatti avvenuti, sempre quest’anno in depositi industriali. E’ del 21 giugno l’esplosione all’Aluminium di Bolzano che provoca un morto e cinque feriti. Il 23 ottobre, altra esplosione, che fa crollare parte di un capannone della Toyota Material Handling di Bologna provocando due morti, un ferito grave e una decina di dipendenti.

L’anno si era aperto l’11 gennaio a Valfabbrica (Perugia), dove un operaio di 50 anni era morto dopo essere stato travolto dalla terra mentre si trovava all’interno di uno scavo per la riparazione di un tratto del sistema fognario nella zona. A seguire, il 15 febbraio, un operaio quarantenne aveva perso la vita dopo essere stato investito da un mezzo in movimento in un’azienda di Longhena (Brescia). 

 
 
 

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