<strong>«Ma quale calcio…»</strong>
- comunicazione283
- 12 gen 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Allievo nelle giovanili della Juventus, firma con l’Albinoleffe, che lascia subito dopo. «Da un anno e mezzo lavoravo su due aziende di consulenza con le quali ho già guadagnato due milioni». Si è trasferito a Dubai, lì segue i suoi staff e aziende che si fidano ciecamente delle sue strategie
Un tempo, quando si era piccoli, alla domanda «Cosa ti piacerebbe fare da grande?», la risposta il più delle volte era «fare l’astronauta». Oggi, fra i giovanissimi, il sogno è «diventare un calciatore». Ci sono scuole-calcio e genitori impazziti aggrappati alle reti che recintano i campetti. Sognano anche loro con i figli. Un ingaggio generoso, ci fossero le qualità, metterebbe al sicuro un’intera famiglia.
Ma non è sempre così. Il segno dei tempi è un altro. La notizia, infatti, che in questi giorni fa scalpore e scorre sul web, a una velocità sorprendente, è che un giovane calciatore, appena ventuno anni, lascia il calcio per darsi all’impresa. E’ Amedeo Poletti, fino a giorni fa calciatore dell’Albinoleffe e, oggi, imprenditore milionario con due aziende. Parliamo di serie C, categoria che è l’incubazione alle serie più importanti, come la B e la A, ma la storia di Amedeo ci riporta alla mente quella di Antonio Percassi, oggi presidente dell’Atalanta. Percassi, cento partite in serie A, decise di lasciare il calcio professionistico a soli venticinque anni per dedicarsi all’attività di imprenditore. Oggi è uno degli uomini più ricchi d’Italia e il suo patrimonio è stimato intorno al miliardo di dollari.
AMEDEO CAMBIA STRATEGIA
Ma torniamo ad Amedeo che, in breve, ha cambiato passo alla propria vita. Studiando e investendo in due aziende che oggi fatturano due milioni di euro. E non solo, Amedeo, felice, aggiunge anche: «Non sarei mai stato felice, nemmeno in Serie A».
Così, Amedeo, si trasferisce a Dubai. Per seguire da vicino alcune aziende di consulenza e software da lui stesso ideate e che lo stanno rendendo tra i più giovani e ricchi imprenditori.
Cresciuto nelle giovanili della Juventus, Poletti aveva iniziato la trafila nelle serie minori, fino alla serie C, con l’Albinoleffe prima di prendere una decisione importante che avrebbe lasciato perplessi in molti: lasciare il calcio a ventuno anni, quando l’attività calcistica ha inizio e non finisce.
Ad essere messo al corrente del suo proposito, l’Albinoleffe, messo al corrente di quanto coltivava da tempo. «Il mio club ha sempre saputo cosa facessi fuori dal campo: eravamo in perfetto accordo, che se il calcio per me fosse diventato solo un passatempo, glielo avrei fatto sapere, senza lasciare che venissero a saperlo dopo, e così è stato».
«MI DISPIACE, DEVO ANDARE…»
«Il calcio per me – ha confermato Amedeo al “Corriere della Sera” – è sempre stata una fortissima passione che, però, è svanita nel momento in cui è diventata lavoro. Per me la libertà di tempo e luogo valeva più di queste emozioni; un calciatore, per quanto ben pagato, resta un dipendente che deve rispettare orari e appuntamenti, con allenamenti, ritiri, partite. Così, alla fine, mi sono chiesto: “Ma se arrivassi in serie A e guadagnassi tutti quei soldi, sarei felice?”. Non sarei stato felice. In tanti continuano a giocare perché non hanno un’alternativa, io me la sono costruita».
Quello che, ormai, è un ex calciatore, al momento è in Brasile in vacanza, ma ha fatto già sapere quello che sarà il suo futuro. Amedeo Poletti gestisce già due aziende, una di consulenze con sede a Milano e un’altra di trading online a Dubai, dove, si diceva, a breve si trasferirà, e il fatturato non gli fa rimpiangere il calcio: le due attività, infatti, con la prima nata da un anno e la seconda da sei mesi, fatturano un milione a testa.
«La mia passione è creare realtà che possono risolvere problemi alle persone tramite un software, un algoritmo o qualunque altro tipo di servizio: ho consulenti e programmatori, io sto più dietro le quinte e mi concentro sulla parte strategica. E’ da un anno e mezzo che mi sto focalizzando sulla finanza perché è un mercato liquido dove ci sono tante opportunità».










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