top of page
Logo-Master-3__1_-removebg-preview.png

<strong>Kimia, prima per distacco</strong>

  • comunicazione283
  • 7 ago 2024
  • Tempo di lettura: 3 min


Mostra al mondo intero un messaggio a favore delle donne del suo Paese contro la repressione del governo dei talebani: educazione e diritti. Non è salita sul podio insieme alle donne più veloci del mondo, ma ha corso con un peso sulle spalle che molte sue colleghe non avevano. A lei va la nostra riconoscenza. Un gesto che la spinge sul gradino più alto dell’intera Olimpiade

Ultima nelle qualificazioni alla finale dei cento metri, prima nel coraggio. Kimia Yousofi, fra i sei atleti in gara alle Olimpiadi di Parigi per la Nazionale dell’Afghanistan, mostra il suo volto contrito. E’ triste, fra il temere ripercussioni una volta tornata nel suo Paese o approfittare di quell’occasione, unica, per lanciare un messaggio, non ci pensa su due volte. Ora o mai più, dice a se stessa, così tira fuori quel messaggio che ha scritto velocemente e di nascosto sul retro del suo pettorale, per mostrarlo al mondo intero: “Educazione” e “I nostri diritti”. In una sola parola, “Rispetto”.

In Afghanistan le donne hanno pagato (e continuano a farlo) un prezzo esagerato da quando, nell’agosto di tre anni fa, i talebani sono tornati al potere. Secondo un rapporto delle Nazioni unite, è bene ricordarlo, sostiene che l’Afghanistan è, al mondo, il Paese più repressivo per le donne, che vengono private di ogni diritto.

«VOGLIAMO I DIRITTI FONDAMENTALI!»

Penso di sentirmi responsabile per le ragazze afghane perché non possono parlare – ha dichiarato a fine gara Yousofi – non sono un politico, dico e faccio solo quanto ritengo sia giusto: posso parlare con i gli organi di informazione; dare voce delle ragazze afghane; dire alle persone cosa, queste, chiedono: vogliono diritti fondamentali, istruzione e sport».

“Educazione”, “Sport” e “I nostri diritti”, si diceva. Le parole di Kimia Yousofi, non sono, dunque, destinate alle sole donne afghane, ma a tutte quelle donne i cui diritti vengono negati, calpestati in ogni parte del mondo. Sono giunte quando meno te lo aspetti, venerdì 2 agosto, nei preliminari della gara dei 100 metri femminili. Questa gara ha un senso: è destinata alle atlete e agli atleti dei Paesi più piccoli (o più poveri) che non hanno possibilità di svolgere attività agonistiche sostenendo i talenti sportivi. Così, grazie a questa gara, Kimia è riuscita a protestare con grande coraggio contro l’oppressione delle donne sostenuta dal regime talebano in Afghanistan. Non è un caso che gli stessi talebani, pare, non volessero che Kimia fosse lì.

KIMIA, LA PIU’ GRANDE

Prima della nascita di Kimia, i genitori di Yousofi sono scappati dall’Afghanistan e hanno cresciuto lei e i suoi tre fratelli in Iran. Nel 2012, a 16 anni, Yousofi ha partecipato alle selezioni riservate alle ragazze immigrate in Iran. Nel 2016, nel periodo in cui i talebani erano esclusi dal potere, Kimia è tornata in Afghanistan per allenarsi e avere la possibilità di rappresentare il Paese alle Olimpiadi del 2016. Quelli di Parigi sono i suoi terzi Giochi.

Dopo che i talebani sono tornati al governo è fuggita in Australia con l’aiuto del Comitato Olimpico Internazionale. A Sydney ha cercato di migliorare la sua conoscenza dell’inglese e finite le competizioni di Parigi inizierà a cercarsi un lavoro. Se lo avesse già fatto avrebbe potuto gareggiare con la squadra olimpica dei rifugiati, ma il suo obiettivo era rappresentare l’Afghanistan, con il desiderio di dare voce a chi non ne ha una, le donne del suo Paese.

Non è salita sul podio insieme alle donne più veloci del mondo, ma ha corso con un peso sulle spalle che molte sue colleghe non avevano. A lei va la nostra riconoscenza, il più grande applauso (purtroppo solo virtuale) per essere campionessa di coraggio, con un gesto che la spinge sul gradino più alto dell’intera Olimpiade.

 
 
 

Commenti


Costruiamo Insieme Scs

CF/P.IVA: 02963230731 

REA: TA - 182579

ALBO NAZIONALE COOPERATIVE N. A231425 Tel: 099 661 13661 

Mail: info@costruiamoinsieme.eu - costruiamoinsiemescs@pec.it

Sede legale/amministrativa: Via F.Cavallotti 84 - 74123 Taranto 

Logo-Master-3__1_-removebg-preview.png
231-removebg-preview.avif

Lavoriamo Insieme Srl

Sede legale/amministrativa: Via F.Cavallotti 84 - 74123 Taranto 

Tel: 099 661 13661 

Mail: info@lavoriamoinsieme.eu

associazionelavoriamoinsieme@pec.it

 

iso.avif
iso.avif
  • Instagram
  • White Facebook Icon

Copyright ©2018-2019 - Powered by GruppoINSIEME

All rights deserve

bottom of page