<strong>«Giustizia per il povero Satnam!»</strong>
- comunicazione283
- 21 giu 2024
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Trentuno anni, indiano è stato travolto, mutilato e ridotto in fin di vita nei campi vicino Latina. Raccoglieva ortaggi per cinque euro l’ora. Dopo l’incidente è stato abbandonato sanguinante davanti a casa. La corsa inutile in elicottero al San Camillo di Roma. Per il giovane lavoratore, in attesa dei documenti da due anni, non c’è stato niente da fare. L’intervento di Governo, sindacato, sindaco e presidente della Regione Lazio
Abbandonato davanti alla sua abitazione, assieme al suo braccio tranciato, come fosse un borsello, lo zaino nel quale il povero Satnam raccoglieva le sue poche cose prima di andare a raccogliere ortaggi per quattro soldi e in condizioni di sfruttamento a dir poco vergognose. Quel braccio tranciato, si diceva, appoggiato su una cassetta utilizzata per il raccolto. Vergogna.
Purtroppo, Satnam Singh, trentunenne di origine indiana, non ce l’ha fatta, vittima di un grave incidente sul lavoro. Risale allo scorso lunedì pomeriggio l’incidente nel quale il trentunenne era rimasto coinvolto. Un incidente accaduto sul posto di lavoro, in un’azienda agricola di Borgo Santa Maria, praticamente Latina. E’ lì che aveva perso un braccio in un macchinario avvolgiplastica a rullo, trainato da un trattore. Era stato proprio questo pericoloso macchinario a schiacciarlo, arti inferiori compresi.
Invece di essere soccorso, era stato abbandonato davanti alla sua abitazione, si diceva: braccio tranciato, appoggiato su una cassetta usata per la raccolta degli ortaggi. Una volta avvisato, il personale sanitario lo aveva soccorso e trasportato con urgenza in elicottero all’ospedale San Camillo di Roma. Qui, ricoverato in gravi condizioni, Satnam è morto giovedì mattina.
INTERVIENE LA PROCURA
Facendo seguito alla denuncia della Flai Cgil Latina-Frosinone, la Procura di Latina ha aperto un’inchiesta per lesioni personali colpose, omissione di soccorso e disposizioni in materia di lavoro irregolare. Attualmente sono in corso le indagini dei Carabinieri per definire, fra le altre cose, la posizione lavorativa e la regolarità sul territorio italiano dell’operaio. Alla Camera è stata avanzata richiesta di una informativa al Ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, sulla lotta al caporalato e venire a conoscenza di quella che sarà la strategia del Governo per conoscere al più presto i fatti.
Queste le prime indicazioni scaturite dalle prime notizie raccolte, con la solita puntualità dall’agenzia Ansa, nella mattinata di ieri.
Non si fatta attendere una prima nota da parte del Governo, a firma del viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci. «Apprendo con sgomento – dichiara – della tragica morte del bracciante indiano, Satnam Singh, mutilato da una macchina agricola e abbandonato al suo destino da caporali senza scrupoli; voglio esprimere tutto il mio cordoglio e la vicinanza ai familiari della vittima, per il quale ci eravamo attivati come Ministero, per il tramite di Inail, al fine di garantire ogni cura e supporto necessario. La storia di Singh è la fotografia più cupa di quel pezzo di economia criminale fondata sull’abuso e sullo sfruttamento dei lavoratori più deboli e ricattabili, che dobbiamo sradicare con decisione e senza compromessi. Confido che si faccia al più presto luce sulle responsabilità per questa morte assurda ed evitabile, rinnovando l’impegno del Governo a collaborare con le autorità per fare chiarezza, ma anche attraverso nuove e più incisive azioni predisposte dal Tavolo sul caporalato, insediato al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali».
GOVERNO: «VIOLATI I DIRITTI UMANI»
Al viceministro, fa eco il sindaco di Latina, Matilde Celentano. «Questo episodio rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali, della dignità umana e delle norme inerenti la sicurezza dei lavoratori». «Quanto accaduto – commenta il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca – è sconcertante, crudele e vile: la sicurezza sul lavoro e la lotta al caporalato sono la nostra priorità».
Solo martedì sera, Nino Femiani, giornalista che aveva firmato un servizio per il Resto del Carlino/Quotidiano Nazionale, aveva sentito Laura Hardeep Kaur, segretaria generale Flai Cgil Frosinone Latina. Trentasette anni, indiana di seconda generazione, aveva annunciato per giovedì mattina una iniziativa alla a Terracina, alla presenza di Silvia Guaraldi, segretaria nazionale dei lavoratori dell’agro industria. «All’orrore dell’incidente – dice la sindacalista – si aggiunge il fatto che, invece di essere soccorso, l’agricoltore indiano è stato “smaltito” in prossimità della sua abitazione: il braccio amputato era in una scatola».
INDIANA ANCHE LA SINDACALISTA
Come è venuta a conoscenza di quanto accaduto, le chiede il cronista. «Mi ha chiamato un suo compagno, un altro lavoratore indiano che era con lui nel pulmino da nove posti che li portava dai campi di fragole a casa; da queste parti la comunità indiana è numerosissima, ventimila unità, spesso trattate come bestie».
Le chiedono se il lavoratore mutilato, abbandonato e morto ieri per le gravi ferite riportate, fosse in regola. «Figuriamoci – la secca risposta della sindacalista indiana, Laura Hardeep Kaur – lavorava in nero: senza uno straccio di contratto, guadagnava cinque euro all’ora. Da due anni era in attesa dei documenti per mettersi a posto…».










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