Stranieri in Italia, c’è l’ok del Governo nel triennio 2026/2028
- Claudio Frascella
- 2 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Decreto flussi, via libera
Con il provvedimento è previsto l’arrivo in Italia di mezzo milione di lavoratori provenienti dall’estero. Snellire le lungaggini burocratiche. Per la ricerca di occupazione, si potrebbe ricorrere a figure di sostegno per l’inserimento socio-lavorativo, suggeriscono i sindacati
Quattrocentocinquantamila fra il 2023 e il 2025. Ieri, la premier Giorgia Meloni, insieme con il suo governo ha autorizzato l’ingresso in Italia di mezzo milione di lavoratori stranieri, nel prossimo triennio, quello che andrà dal prossimo anno, 2026, al 2028.
Si tratta del nuovo decreto-flussi approvato ieri, martedì 1 luglio. Da Palazzo Chigi, informano che il decreto rappresenta una manodopera indispensabile al sistema economico e produttivo nazionale e altrimenti non reperibile. Della serie, “non facciamo storie, la manodopera ci serve come il pane”. Non che in Italia non ci sia voglia di lavorare: purtroppo è il futuro a preoccupare gli italiani. A cominciare da quanti vogliono mettere in piedi famiglia. Non è semplice, come non è semplice garantire un futuro ai propri figli.

TENIAMO CONTO DEL FABBISOGNO
Nell’arco del prossimo triennio, come informa Massimo Nesticò dell’agenzia Ansa, sono assegnate poco più di duecentotrentamila quote per lavoro subordinato non stagionale e autonomo e duecentosettantamila circa per lavoro stagionale nei settori agricolo e turistico.
Secondo Palazzo Chigi, le quantità sono stabilite tenendo conto dei fabbisogni espressi dalle parti sociali e dalle domande di nullaosta al lavoro presentate negli anni scorsi, con lo scopo di una programmazione che recepisca le esigenze delle imprese.
A fronte di trentottomila visti di ingresso, scrive, invece, il Fatto quotidiano, nel 2023 sono stati rilasciati novemila permessi di soggiorno per lavoro (7,5% rispetto alle centotrentaseimila quote previste per quell’anno).
Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche Idos, che pubblica ogni anno un dossier sull’immigrazione, asserisce che il sistema è disfunzionale, gravato da normative pluridecennali e da lungaggini burocratiche incompatibili con le esigenze di datori che per 3/4 sono privati in cerca di badanti o aziende sotto i dieci dipendenti.

RESTITUIAMO CONDIZIONI DI REGOLARITA’
Maria Grazia Gabrielli della Cgil, dal suo canto, indica queste tre priorità: una procedura di regolarizzazione per tutti i settori economici e produttivi; l’accesso alle quote per chi è già nel territorio nazionale; la possibilità di rilascio di un permesso di soggiorno per ricerca di occupazione anche ricorrendo a figure di sostegno per l’inserimento socio lavorativo. Lo stesso sindacato indica che tutto ciò si rende necessario per restituire condizioni di regolarità nei titoli di soggiorno e per sottrarre forza lavoro dalla condizione di irregolarità, costantemente alimentata dagli esiti delle procedure dei flussi.
Resta ferma la volontà di incentivare gli ingressi fuori quota, anche nella prospettiva di un ridimensionamento del meccanismo del "click day". Questo, si deduce, potrà avvenire seguendo un percorso graduale, facendo in modo che questo riguardi anzitutto i profili professionali più ricercati dai datori di lavoro e che potenzi la formazione dei lavoratori nei Paesi di origine.









Commenti