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Sara Curtis, nuotatrice italo-nigeriana, prima nei risultati e nei social

  • Claudio Frascella
  • 10 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

«Abbattiamo i pregiudizi in vasca!»


«Riempiamo le piscine per abbattere i pregiudizi!». Vent’anni nell’agosto prossimo, padre italiano e madre nigeriana, è già un gioiello. Zittisce numerosi haters, li smonta con un sorriso. Che fai, litighi con un ignorante? Nemmeno a parlarne. Intanto incassa prima e complimenti, fra interviste e primati nazionali. Si allena negli Stati Uniti, una scelta vincente

 


Di Agnagnas - Opera propria, CC BY-SA 4.0
Di Agnagnas - Opera propria, CC BY-SA 4.0

Sara Curtis, vent’anni nell’agosto prossimo, padre italiano e madre nigeriana, è già un gioiello. A Roma, al Settecolli, ha inanellato una serie di successi e primati con un sorriso contagioso. Ma il suo carattere ci aveva già regalato più di una soddisfazione, settimane fa, quando l’avevamo sentita rilasciare una serie di dichiarazioni importanti, coraggiose come «Riempiamo le piscine per abbattere i pregiudizi!». Condiviso non appena stava per pronunciarsi.

E di questo scriveremo a breve. Prima ci dedichiamo alla stretta cronaca, quella sportiva, che ha proiettato Sara, protagonista di questa pagina di “Storie”, su tutte le tv, i siti e le prime pagine dei giornali, a cominciare da quelli sportivi con caratteri di scatola (cioè robusti, per intendersi).


PRIMO GIORNO, A ROMA

Sara, dunque, e quel suo impegno sportivo che ne fa un’atleta impeccabile in vasca e un fiume in piena al microfono. Al Settecolli, in questi giorni, la diciannovenne piemontese di Savigliano entra a bordo vasca tra le ovazioni dei tifosi. In diretta Rai regala subito quel sorriso, contagioso, di cui dicevamo che la contraddistingue.

Dunque, prima giornata allo Stadio del Nuoto di Roma. Arriva subito l’exploit, nemmeno l’avessi invocato: record europeo nei 50 dorso.

«Sono davvero, davvero felice – dice in mixed-zone l’atleta di Esercito e Cs Roero – perché nuotare all’aperto per me è sempre come sbattere contro un muro; invece fare il mio personale, un tempo che vale il record europeo, è fantastico. Ho capito che si può migliorare anche nei periodi di carico: Roma è casa mia e mi dà energia; questi risultati confermano che allenarmi negli Stati Uniti è stata la scelta giusta: il salto di qualità viene da lì, la pressione la gestisco bene, anzi mi aiuta: ora spero che questo record duri, ma il prossimo obiettivo è batterlo la prossima volta».



SECONDO GIORNO, SEMPRE AL TOP

Secondo giorno. Altra prestazione da ricordare: record italiano nei Cento stile libero, la gara in cui Marrit Steenbergen firma il nuovo record mondiale. «Sono felicissima per questo miglior tempo italiano – ha raccontato a caldo l’atleta italiana a Rai Sport – era il traguardo della stagione; volevo scendere sotto quel muro il prima possibile e ci sono riuscita a Roma, insieme al mondiale di Marrit: è stato il massimo; gara super competitiva. Il rapporto con lo stile libero? E’ sempre stato amore-odio, ma io e il mio entourage sapevamo di potercela fare: si preannuncia un’estate intensa, solo lunedì scorso un po’ di riposo: ora preparo gli Europei, a Parigi punto a divertirmi; a fine gare torno in Virginia».

E per finire. Gran finale nell’ultima giornata: record del mondo per la statunitense Gretchen Walsh nei Cinquanta stile libero e, per Sara, un altro primato italiano. Dalla stessa Walsh arrivano parole importanti per la nuotatrice italiana: «Sara? Quando mi chiedono di lei dico che arriverà dove vuole». «Sono molto contenta e soddisfatta – esulta la nostra ragazza – l’abbraccio con Gretchen è stato meraviglioso: ha detto cose bellissime su di me, sono felice per il suo record. Nonostante la pressione ero tranquilla, l’America mi ha dato nuove amicizie, quello che mi mancava; è stato un grande salto, ma ne è valsa la pena. Sui record sono fiduciosa e orgogliosa di aver fatto due finali di stile libero così importanti con due mondiali in vasca; se sto facendo questo salto di qualità, penso che molto lo debba alle mie compagne di allenamento».

 


Dal Profilo Instagram Ufficiale DI @ssaracurtis
Dal Profilo Instagram Ufficiale DI @ssaracurtis

RECORD E MESSAGGI

E torniamo al suo meme, condiviso in quantità industriale da quanti, come noi, ha nella testa e nel cuore la parola “rispetto”: «Riempiamo le piscine per abbattere i pregiudizi!». Non è uno slogan, si diceva, piuttosto è una linea. E Sara, questo concetto, lo ha ripetuto  forte e chiaro: il nuoto non ha padroni. Il colore della pelle non è un ostacolo, è solo un dettaglio.

Piemontese, figlia di padre italiano e madre nigeriana, Sara Curtis rivendica le sue origini senza mediazioni. A Sky Sport, ai microfoni di Re, e ai media nazionali, ha tagliato corto: definire le persone “di colore” non ha senso. In vasca si vince con il lavoro, non con gli stereotipi. Quello che vorrebbe le persone nere meno adatte all’acqua è una favola vecchia da sfatare.

Il suo obiettivo è chiaro: essere un punto di riferimento per le ragazze che si trattengono per paura dei giudizi. E sposta il tema dove va spostato: il vero gap, soprattutto in Africa, non è il talento. Sono le vasche che mancano.

Tra primati italiani ed europei, Sara ha incassato anche razzismo online. La sua risposta non si è fatta attendere, è giunta secca: «La pelle è una caratteristica in più. L’ignoranza? Ci rido su». Poi torna al blocco, si tuffa, e trasforma il rumore imbarazzante di certi social in prove sportive eccezionali. Forza Sara!

 
 
 

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