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Quaranta gradi al mattino, interessata l’Italia, in particolare le città del Nord

  • Claudio Frascella
  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Caldo africano!


Milano, Bologna, Firenze, Modena e Reggio Emilia fra le più interessate. Benché anche Taranto, Bari, Lecce e Foggia, avranno di che lamentarsi. Valori che si attestano anche in un range fra 38-40 gradi, come a Bolzano, Trento e Firenze. Da lunedì scorso l’anticiclone si è presentato con punte di quarantuno gradi, interessando anche le vicine Francia e Spagna, quest’ultima considerata “porta d’ingresso”. Potrebbe registrarsi un cambiamento, ma non prima della fine di giugno



“Caldo africano”. Tante volte abbiamo sentito e usato questa espressione. E’ quel tipo di caldo, insopportabile, che fa sognare litri di acqua che sgorgano da una fonte, vengono tirati su da un pozzo artesiano, scaturiscono da bottiglie appena tirate fuori da un frigorifero o un refrigeratore. Pensate a quanti, gli africani appunto, hanno a che fare con queste vampate di calore insopportabile per interi anni solari, in attesa di piogge che possano portare benessere negli uomini e nei campi.

Tante volte al freddo si preferisce il caldo. Punti di vista, ma non è il caso di dedicarsi a concetti oziosi, complicati che non porterebbero a nulla, se non il fatto di considerare la primavera la stagione più bella: clima mite, alberi che germogliano, fiori che sbocciano, passerotti e rondini che si danno alla pazza gioia. Un quadro romantico, ve lo avevamo anticipato.



L’ANTICICLONE AFRICANO

Ma torniamo al caldo senza più spostarci dal tema principale che affrontiamo quest’oggi, prendendo spunto da un articolo apparso domenica sul quotidiano Il Giornale a firma di Alessandro Ferro: il caldo. Una calura che mostra tutta la sua determinazione, tanto da lasciarci senza fiato. Ma, adesso, il caldo sta facendo proprio sul serio. Dopo gran parte di questo mese, che l’Italia ha registrato un clima tutto sommato sopportabile, ecco la rimonta del nemico dei nemici: l’anticiclone! Un anticiclone sub-tropicale sta già facendo salire temperature massime e minime, senza contare che proprio questa settimana avremo il picco dell’ondata di calore anche con punte massime di quaranta gradi all’ombra.

Il caldo africano fa sul serio, miete già le prime vittime. Da lunedì la colonnina di mercurio ha scalato vertiginosamente i trentacinque gradi, in particolare in molte città del Centro-Nord. Valori che si attestano anche in un range fra 38-40 gradi, come a Bolzano, Trento e Firenze.



AFA OPPRIMENTE

Federico Brescia de Ilmeteo.it, ha un suo punto di vista. «La situazione – dichiara il meteorologo – sarà esacerbata da un ‘blocco atmosferico’: la massa d’aria calda resterà intrappolata sopra i nostri mari, favorendo un’evaporazione massiccia che caricherà l’aria di umidità, trasformando il caldo in una morsa di afa opprimente».

Temperature, queste, che non ci appartengono, specialmente nel mese di giugno, ma che si trascineranno sopra le medie del periodo anche di 8-10 gradi, tanto che anche durante la notte ci ritroveremo a soffrire vampate di calore e a boccheggiare. E se con le espressioni “caldo tropicale” e “notti tropicali”, spesso si fa riferimento a quando le temperature minime non vanno al di sotto dei venti gradi, ecco: in alcune zone d’Italia farà molto più caldo. Facciamocene una ragione.

 

DA MILANO A TARANTO

Grandi città come Milano, Bologna, Firenze, Roma, Modena, Reggio Emilia e, perché no, Taranto, Bari, Lecce, Foggia, registreranno lo scomodo effetto “isola di calore”, «con cemento e asfalto che tratterranno il caldo del giorno – spiega ancora l’esperto – ci troveremo ad affrontare, così, le “notti super tropicali”, con minime che faranno fatica a scendere sotto i 25-27 gradi e tassi di umidità vicini all’80%, un delirio, quanto cioè renderà difficile riposare».

E siccome i mali non vengono mai da soli, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente nel fine settimana, e precisamente fra venerdì 26 e sabato 27 giugno. Sempre secondo i meteorologi, quando giungerà un nuovo afflusso di aria sahariana, ecco che riaffiorerà ancora più minaccioso l’anticiclone. «Una fase all’interno della quale – viene spiegato – le temperature massime potranno raggiungere localmente i 39-40 gradi in numerose aree del Centro-Nord, interessando anche importanti centri urbani come Bologna, Parma, Pavia, Mantova e Firenze».



A QUANDO L’INVERSIONE?

E nei Paesi vicini all’Italia? Anche gli “adiacenti” avranno nuovi record, a cominciare dalla Francia. I valori più elevati dell’ondata di calore, dunque, non li sperimenteremo solo in Italia: oltralpe, i francesi soffriranno maggiormente la canicola africana, con la Penisola Iberica che potrà essere considerata praticamente una “porta d’ingresso” per l’aria calda che giungerà dal Sahara, con picchi (e sofferenza) fino a 45-46 gradi in Andalusia. Tornando alla Francia, considerato epicentro dell’anomalia europea, «l’intero territorio transalpino sarà travolto dalla fase più acuta della cupola di calore, con i termometri che potrebbero raggiungere i quaranta gradi anche a Parigi».

Non è consigliabile sperare che una situazione così, di blocco, possa evolvere velocemente. Le mappe dei maggiori centri meteorologici mondiali, infatti, come d’altronde spiegato dagli esperti, indicano un cambiamento non prima della fine di giugno. Dunque, ci toccherà attendere i primi di luglio, diversamente sarà dura.

 
 
 

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