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Salviamo ambiente, salute e settantatré posti di lavoro

  • Claudio Frascella
  • 30 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Una foresta in città


«Per l’area di Taranto che soffre gli effetti della lunga vicenda dell’ex Ilva, sono stati attivati gli atti per 12 procedure per 317 milioni di euro», scrive Il Sole 24 Ore. Se il progetto andasse a buon fine, le speranze per gli ex 73 lavoratori di “Isolaverde” di tornare prossimamente al lavoro iniziano a farsi più concrete



C’è un collega, giornalista anche lui, che ad ogni consultazione elettorale mi dice sempre la stessa cosa. Cosa saranno, vent’anni? Di più, trenta, forse. C’entrava, c’entra, spesso l’ex Ilva, il siderurgico che in sessant’anni ha fatto di Taranto, basata sulla pesca, sull’attività mercantile, una città “industrializzata” e da trent’anni non solo sull’orlo del fallimento, anche sociale, ma anche della salute. Qual è la cosa che mi dice il collega: «Chiunque si candidi al Comune dice sempre le stesse cose, tanto che se cancellassi nome o sigla politica, non capiresti chi l’ha scritto, se un partito di sinistra o un partito di destra». E la cosa buffa, aggiunge, «è che quando arrivano al dunque, cioè a cosa fare dell’industria, destra e sinistra, si abbottonano, compiono la supercazzola; tutti vogliono chiudere lo stabilimento, quando il tema si capisce che diventa impopolare, fanno un passo indietro: ragioniamoci».

Ma qual è l’argomento! Un attimo di pazienza, ci siamo. «Nessuno che faccia una proposta che spettini i giochi, chessò: piantiamo centomila alberi, un albero a famiglia!».Ragionamento che non fa una grinza. Intanto, un programma politico del genere non ce l’avrebbe nessuno, pertanto sbucherebbe come se niente fosse dagli altri programmi: centomila alberi! Hai detto niente. Del resto, il governo, quello di prossimità, la Regione, o quello centrale, devono risarcire questa città: lo dicono da trent’anni, da quando cioè Taranto ha cominciato a prestare finalmente attenzione alla salute.


Foto via Instagram, @madeintaranto
Foto via Instagram, @madeintaranto

TRENT’ANNI DOPO

Così, adesso, trent’anni dopo, lo scrive Il Sole 24 Ore, lo scrive La Gazzetta del Mezzogiorno: l’ultimo bando del Just Transition Fund (JTF) 2021-2027 partito per l’area di Taranto, alla quale sono stati assegnati complessivamente circa 800 milioni di euro, è quello chiamato “Trasformazioni Taranto”. Domande a sportello dal 27 ottobre al 31 dicembre. Ci sono 8 milioni per le piccole e medie imprese affinché, attraverso la transizione ecologica e la trasformazione digitale, sostengano processi di innovazione di prodotto, di processo ed organizzativi. E non ci sembra poca roba, per cominciare.

Negli ultimi mesi, scrive il quotidiano di Confindustria, il JTF Taranto ha registrato un buon riscontro. Nell’ultimo report di fine settembre, l’Autorità presenta una proiezione di attivazione entro fine anno pari a 34,1 milioni di euro. Tuttavia, si afferma, i pagamenti effettuati risultano ancora marginali rispetto al costo selezionato. In totale sono pari a 3,2 milioni di euro. Le proiezioni al 31 dicembre 2025 indicano però «una progressiva attivazione delle operazioni» e «un incremento atteso del costo selezionato pari a circa 49,4 milioni di euro».

 


Ex Ilva di Taranto, simbolo della crisi industriale e della possibile rinascita verde del territorio - Foto CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Ex Ilva di Taranto, simbolo della crisi industriale e della possibile rinascita verde del territorio - Foto CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

SALVIAMO SETTANTA POSTI!

Non solo. «Obiettivo del Fondo europeo per la transizione giusta (JTF) è accelerare la decarbonizzazione attraverso la conversione delle attività produttive e attenuare le conseguenze sociali sul territorio». «Per l’area di Taranto – scrive Il Sole – che soffre gli effetti della lunga vicenda dell’ex Ilva, sono stati attivati gli atti per 12 procedure per 317 milioni di euro. Si tratta di dati che “evidenziano una dinamica sempre più positiva sul piano procedurale non ancora pienamente riflessa nei livelli di spesa certificata”. afferma l’autorità di gestione del programma».


Foto via Instagram, @madeintaranto
Foto via Instagram, @madeintaranto

DAL SOLE ALLA GAZZETTA

La Gazzetta del Mezzogiorno, firma Fabio Venere, va oltre. Fa una considerazione che ci trova intanto d’accordo, intanto perché potrebbe avere anche il valore di un salvagente per una cooperativa sociale che vive da qualche tempo nel disagio (Isolaverde, settantatré i lavoratori interessati). «La giunta comunale di Taranto candida alla Regione i progetti per la Green Belt – scrive Venere – l’infrastruttura verde finanziata dal Just transition fund (Jtf), per 84 milioni di euro. E, a questo punto, le speranze per gli ex 73 lavoratori di Taranto Isolaverde di tornare prossimamente al lavoro iniziano a farsi più concrete: i tempi per loro, però, inutile illudersi, non saranno brevi».

Nei giorni scorsi, infatti, l’esecutivo municipale ha approvato la documentazione necessaria per la candidatura della “Green Belt” (dall’inglese, cintura verde). Si tratta di un’ambiziosa infrastruttura verde che ridisegnerà il futuro urbanistico ed ecologico del capoluogo ionico.

 

 
 
 

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