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Quarantasette i morti, sei italiani, in un incendio

  • Claudio Frascella
  • 7 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Quella strage di fine anno


E’ accaduto a Crans-Montana, paradiso svizzero per sportivi e jet-set, avvenuta nel locale Le Constellation. «Siamo ancora profondamente sconvolti da quanto accaduto, ma oggi vogliamo presentare informazioni trasparenti: non ci nasconderemo, lo dobbiamo alle vittime», ha dichiarato il sindaco che non ha inteso dimettersi. Intanto, nella giornata di ieri, è atterrato all’aeroporto militare di Milano Linate il volo di Stato che ha riportato in Italia cinque dei sei giovani italiani morti nel tragico fine-inizio anno



Strage di Capodanno a Crans-Montana, paradiso svizzero per sportivi e ritrovo del jet-set internazionale, avvenuta nel locale Le Constellation. Il bilancio aggiornato parla di 47 morti(fra questi, sei italiani) e 112 feriti. Dati, purtroppo, che si rincorrono, non forniscono la stima esatta della tragedia fine-inizio anno.

Nella rubrica “I giorni” non avevamo dato per scelta una notizia così drammatica. Intanto perché tutto si era svolto poche ore prima che intervenissimo con un articolo, una riflessione su quanto sciaguratamente accaduto. Qualcosa che ha addolorato tutto il mondo, come tutte le volte che una tragedia come questa coinvolge dei giovani. Erano centinaia, talvolta diverse fra loro, le fonti e le notizie che si rincorrevano.

Mai nessuna uguale all’altra e non per incapacità dei colleghi, tutti bravissimi a trattare un tema così doloroso, con grande professionalità. Non ci sono state frasi banali, finte commozioni, l’emozione con cui hanno lavorato i cronisti – nel rispetto delle operazioni svolte da forza pubblica, vigili del fuoco e personale del servizio civile – è sembrata sincera.



LOCALE MAI ISPEZIONATO

Ciò detto, dopo il discorso del presidente della Repubblica a reti televisive unificate, abbiamo inteso affrontare un argomento positivo, che fosse di buon auspicio per cominciare l’anno, riservandoci di tornare alla prima occasione sull’argomento con notizie certe su quanto accaduto in quella brutta serata in cui si celebrava il capodanno.

Il Comune, intanto, ha ammesso che, nonostante siano stati effettuati oltre quattordicimilacontrolli antincendio nel solo 2025, è stata riscontrata una mancata attenzione proprio nellocale “Le Constellation”, e non per un solo anno. Dopo una settimana dal devastante incendio che nella notte di Capodanno, emergono gravi falle nei controlli di sicurezza. Il locale, secondo quanto emerso dalla documentazione analizzata dal Consiglio comunale, non era mai stato ispezionato nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025.



«RAMMARICO E DOLORE…»

Così il sindaco della città svizzera nel corso di una conferenza stampa convocata per fare chiarezza sulle responsabilità: «Siamo ancora profondamente sconvolti da quanto accaduto – ha dichiarato il primo cittadino – ma oggi vogliamo presentare informazioni trasparenti: non ci nasconderemo, lo dobbiamo alle vittime». «Non lo sappiamo e ce ne rammarichiamo profondamente”, ha ammesso il sindaco a proposito dei controlli non effettuati per cinque anni. “Sono cinque le persone addette alla sicurezza pubblica, tre di queste effettuano questi controlli periodici, ma non sapevamo che questi controlli non fossero svolti come avrebbero dovuto».

Come riportato dall’inviato Rai di Uno Mattina, dai documenti risulterebbe che il bar fossestato sottoposto a verifiche fra il 2016 e il 2019, comprese quelle antincendio, con richieste specifiche di adeguamenti. I rapporti indicavano una capienza massima di 100 persone per il piano terra e 100 per il seminterrato. Dopo il 2019, non vi sarebbero stati ulteriori controlli per verificare l’effettiva realizzazione delle modifiche richieste. Nel settembre 2025, cioè pochi mesi prima della tragedia, una ditta esterna aveva condotto uno studio acustico, certificando la conformità alle norme sul rumore senza rilevare altri problemi.



SEI LE VITTIME ITALIANE

Intanto, nella giornata di ieri, è atterrato all’aeroporto militare di Milano Linate il volo di Stato che ha riportato in Italia cinque dei sei giovani italiani morti nella strage di Crans-Montana. I feretri sono dei due amici milanesi Achille Barosi e Chiara Costanzo, del bolognese Giovanni Tamburi e del genovese Emanuele Galeppini, che due cortei riporteranno nelle loro rispettive città.

Il volo con le salme proseguirà poi per l'Aeroporto di Ciampino Militare, per riportare a casa il romano Riccardo Minghetti. All'aeroporto militare di Linate erano presenti i genitori di Barosi con amici di famiglia, mentre sull'aereo in arrivo dalla Svizzera, a quanto si apprende, erano presenti i familiari di Chiara Costanzo.

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