top of page
Logo-Master-3__1_-removebg-preview.png

Quarantacinque anni, la sua scelta dolorosa, ma definitiva

  • Claudio Frascella
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Marco se n’è andato e non ritorna più…


Napoletano, trasferitosi anni fa a Londra, non pensa più all’Italia. «Ho trovato lavoro, casa, una compagna e due figli. Perché dovrei tornare, per far circolare curriculum e ottenere, se tutto va bene, un “contratto a termine”?». La scelta qualche anno prima dell’entrata in vigore della Brexit. «Un amico mi ha suggerito il trasferimento, ho lavorato in un bar e, nel frattempo, mandato curriculum in giro». Alla fine l’ha spuntata. «Se ci sai fare, qui ti premiano anche…»



«A Napoli piangi due volte: quando arrivi, perché vorresti scappare via da una città che non ti appartiene; e quando parti, perché non vorresti andar via, nemmeno con le cannonate». E’ proprio così, la città del “…vedi e poi muori”, esercita un fascino fra bellezza e persone, che non ha eguali: non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

Dunque, deve essere stata dura per Marco, 45 anni, napoletano, legatissimo alla sua terra, ammettere che doveva fare le valigie e andare via. «E non solo dall’Italia, ma dal mio Paese: i motivi sono sempre gli stessi, specie per noi che abbiamo un sesto senso, avvertiamo prima di altri che sta arrivando il momento di imprimere la svolta al tuo presente per avere un futuro decorso».

Marco vola a Londra, prima di prendere casa e mettere su famiglia, fa anche il barista. Si mantiene sulle spese in attesa dell’occasione: «che sia d’oro o d’argento, lo diranno le occasioni», pensa l’ex scugnizzo. Arriva perfino la casa di proprietà, il matrimonio e due figli. Ma andiamo per ordine.

 


QUI, SE CI SAI FARE…

Marco doveva far presto, un amico gli aveva suggerito di non pensarci troppo, di raggiungerlo a Londra, prima che il passaggio dal resto dell’Europa al regno Unito si complicasse per via della Brexit, che stava lì lì per cambiare il corso della vita all’Inghilterra, ma sostanzialmente al Regno Unito. La Brexit è entrata in vigore ufficialmente il 31 gennaio 2020, quando il Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles eIrlanda del Nord), mediante referendum consultivo, ha lasciato legalmente l’Unione Europea, segnando l’inizio di un periodo di passaggio per chiudersi in un anno solareconclusosi, appunto, il 31 dicembre 2020, data in cui sono entrate pienamente in vigore le nuove regole di relazione commerciale e di cooperazione Unione Europea e Regno Unito.

Quella di Marco, trasferitosi a Londra in breve tempo, è una decisione sì sofferta, ma ragionata. Se ne è accorto in breve tempo, tanto che non ha nascosto le sue sensazioni rilasciate a ilfattoquotidiniano.it. «Qui, a Londra – ha dichiarato al quotidiano diretto da Peter Gomez – se vuoi lavorare troverai sempre un posto con facilità; certo – puntualizza Marco – con la Brexit qualcosa è cambiato, c’è stata un po’ di flessione con gli stipendi, che rimangono superiori di almeno un terzo rispetto l’Italia, ma la dinamicità del mercato del lavoro non è comparabile con il nostro, dove tutto è immobile o lo sfruttamento è dietro l’angolo».



DA LONDRA CON RAMMARICO

Marco è rammaricato, ammette che il percorso compiuto, passando da un lavoro all’altro, gli è costato tanto. Almeno dieci anni di lavoro. «In Italia non ho concluso nulla – racconta – in dieci anni a Londra, invece, ho comprato casa, ho fatto due figli e ho un lavoro che mi piace».

Una svolta radicale, dall’incertezza, l’instabilità, ad una esperienza, uguale ma contraria. «Qui c’è una vera concorrenza al rialzo nel mercato del lavoro e se ti impegni portando a casa i risultati, l’azienda te lo riconosce». Dicevamo dell’attaccamento alla propria terra, specie da parte degli uomini del Sud, napoletani in primis. Per lui è, ormai, l’esatto contrario. Lo ammette con il dolore nel cuore, di chi sa che quella della quale parla è una sconfitta. Ma non ha problemi ad ammettere che in Italia, ormai, non tornerebbe più.    

Laureato in psicologia a Roma, conclude anche il dottorato di ricerca nel 2010 mentre svolgeva il compito di tutor all’università. «Appartenevo alla “Generazione mille euro”: dopo alcuni anni in una società di consulenza, che collaborava con un importante istituto di credito, ho aperto la mia Partita Iva: lavorare da professionista è stata, però, dura». L’azienda comincia a licenziare e Marco trova altro, provando a restare nell’ambito delle consulenze. Purtroppo non va bene, nonostante il suo impegno e una professionalità crescente grazie all’esperienza che matura anno dopo anno, per lui arrivavano sempre e solo contratti a termine. Fino a quando un brutto giorno resta senza lavoro. E’ il 2014.«Per otto mesi – ricorda – ho inviato e portato curriculum ovunque, niente!»


 

L’OCCASIONE FA L’UOMO FELICE

L’occasione giunge un anno dopo, quando un amico gli consiglia di trasferirsi a Londra. E’il periodo dell’ultimo grande esodo di massa nella capitale inglese prima dell’ingresso dellaBrexit. Sacrifici ripagati, quasi subito. «All’inizio – ricorda Marco – per un periodo ho lavorato in un bar e nel frattempo inviato curriculum: seicento in un mese e mezzo, fino a quando non mi ha chiamato una grande società di consulenza: sono rimasto lì otto anni:facevamo scheduling, lavoravamo per i “clienti a progetto” in base ad esperienze e competenze».

Anche lì, a Londra, Marco fa la sua esperienza con lo spettro del licenziamento, lui chegestiva duecentocinquanta persone specializzate in servizi finanziari, lavoratori di banche o società finanziarie. «Due anni fa – conclude – hanno fatto diciannovemila tagli, la maggior parte nel ramo Risorse umane, ma non mi sono abbattuto: in poco tempo ho trovato lavoro in un’altra azienda competitor».

In Italia, e questo Marco lo sa, a quarantacinque anni, senza un posto di lavoro, sarebbe stato ancora più complicato trovare non solo una nuova occupazione, ma la forza per rimettersi in discussione. Ecco perché Marco se n’è andato e non ritorna più.

 
 
 

Commenti


Costruiamo Insieme Scs

CF/P.IVA: 02963230731 

REA: TA - 182579

ALBO NAZIONALE COOPERATIVE N. A231425 Tel: 099 661 13661 

Mail: info@costruiamoinsieme.eu - costruiamoinsiemescs@pec.it

Sede legale/amministrativa: Via F.Cavallotti 84 - 74123 Taranto 

Logo-Master-3__1_-removebg-preview.png
231-removebg-preview.avif

Lavoriamo Insieme Srl

Sede legale/amministrativa: Via F.Cavallotti 84 - 74123 Taranto 

Tel: 099 661 13661 

Mail: info@lavoriamoinsieme.eu

associazionelavoriamoinsieme@pec.it

 

iso.avif
iso.avif
  • Instagram
  • White Facebook Icon

Copyright ©2018-2019 - Powered by GruppoINSIEME

All rights deserve

bottom of page