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Mattia Furlani e il suo “no” alla fiaccola olimpica

  • Claudio Frascella
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

«Con il massimo rispetto…»


Il campione olimpionico di salto in lungo rinuncia al ruolo di tedoforo. «Me lo hanno chiesto due ore prima», dice, nemmeno il tempo di organizzarsi, aggiungiamo noi. Non è semplice organizzare un rituale così importante, ma dimenticarsi di avvisare per tempo, è un contrattempo da matita blu. Ma il ragazzo medagliato non ne fa un dramma, può succedere. Purché l’eccezione diventi regola, aggiungiamo noi 


Di Erik van Leeuwen, attribution: Erik van Leeuwen (bron: Wikipedia). - Zenfolio - Erki Pictures, GFDL
Di Erik van Leeuwen, attribution: Erik van Leeuwen (bron: Wikipedia). - Zenfolio - Erki Pictures, GFDL

«Me l’hanno chiesto a Rieti due ore prima della cerimonia, quindi ho dovuto rifiutare. A Terni, invece, non me la sentivo, non è la mia città. Se non lo senti tuo, è giusto non farlo».Mattia Furlani, ventuno anni il prossimo 7 febbraio, lunghista, bronzo olimpico a Parigi 2024, campione mondiale a Tokyo 2025 e campione mondiale indoor a Nanchino 2025 – ma la teoria di successi potrebbe proseguire – non ama i giri di parole. Del resto è uno che ha il senso pratico, “mi alleno, mi sacrifico, registro risultati”, quando c’è da assumere una posizione lo fa senza tema di smentita. Rifiutare l’invito ad essere uno dei tedofori che portano la fiaccola delle prossime Olimpiadi (Milano-Cortina) deve avergli pesato non poco. Non lo dice, lo diciamo noi però: in tutte le cose occorre un minimo di tatto. Si può rimediare a una dimenticanza così grave, cercando di scusarsi e porgli lo stesso la domanda «Te la senti di sfilare per un paio di centinaia di metri con la fiaccola del sacro fuoco olimpico?». E lui, Mattia: «…E me lo dite un paio di ore prima?». Non vogliamo farcipassare per “uomini di mondo” vantando, come diceva il grande Totò, “tre anni di militare a Cuneo”, ma non siamo nemmeno ingenui.



NON CI SONO “SANTI”

Dopo il secco rifiuto di Mattia, qualcuno nei piani alti della Federazione si sarà mosso, avrà provato a dissuaderlo, a fargli telefonare da qualcuno più “influente”: questione di principio, Mattia non si è mosso di un centimetro. Insomma: «Grazie, come se avessi accettato…». Sarà andata più o meno così. Una questione di principio, appunto, perché chi ha avuto la fortuna di fare quei tre anni nel capoluogo piemontese, queste cose le conosce perfettamente. «Non insistiamo, l’errore è stato il nostro – come non averci pensato! – sarà per un’altra volta: poi, se questa storia finisce sui giornali non ci facciamo una bella figura, lui è campione olimpionico, andiamoci piano…». Non fosse stato campione, l’approccio sarebbe stato diverso, non fantastichiamo.

Dunque, se uno l’invito lo rivolge appena due ore prima della fiaccolata, può aspettarsi anche un garbato “No…”. Del resto, Furlani, figlio di Marcello (altista da 2,27 m nel 1985) e Khaty Seck (velocista italiana, origini senegalesi) e fratello di Erika, altista di livello internazionale, rilascia a un sito, l’autorevole Fanpage.it, giornale online del gruppo editoriale Ciaopeople con sede a Napoli, e diretto da Francesco Cancellato, rilascia una lunga intervista. E, sia detto sempre con il massimo rispetto, l’intervista pubblicata in questi giorni sarà stata concordata con margini ragionevoli. Una lunga intervista, puntuale, precisa e non giocata sul “rifiuto olimpico”, come avrebbero potuto fare considerando che su internet c’è chi vive di astuzie per un solo “like” in più.



DA ATLETA, CAPISCO…

Senza alimentare una discussione – chiede il giornalista Vito Lamorte a Mattia Furlani –“qual è il tuo punto di vista su quanto sta succedendo?”. E l’atleta, campione olimpionico: «Dipende dal punto di vista: da atleta posso capire chi si infastidisce nel vedere persone che magari non conoscono il significato dell’Olimpiade o i sacrifici che ci sono dietro; dall’altra parte, però, è anche vero che lo sport è di tutti e portare la fiaccola è un’opportunità unica». A chiudere il ragionamento, Mattia, analisi lucida, zero risentimenti: «Ognuno fa le sue valutazioni: questa è semplicemente la mia». Dichiarazione da medaglia d’oro.

“È una conversazione che nasce senza formalità quella con Mattia Furlani – chiosa Lamorte – che risponde con la naturalezza di chi è abituato ai grandi palcoscenici ma non ha mai perso il contatto con la quotidianità”. Parole sante, fine dell’episodio. Ma il collega, in coda, chiede come l’atleta stia vivendo questo periodo. «Bene, adesso sono in preparazione piena – conclude Furlani – anche se ormai siamo quasi alla fine perché la stagione è alle porte: abbiamo concluso un ciclo importante e tra poco iniziamo ufficialmente il 2026». Infine, il collega di Fanpage domanda su come siano andati gli allenamenti. «Molto bene, abbiamo monitorato tutto con attenzione, sotto tutti i punti di vista. Ci sono stati tanti miglioramenti su alcuni aspetti, quindi adesso l’obiettivo è mantenere tutto il lavoro fatto finora per arrivare a dei picchi importanti tra poco». Sia detto, come sempre, con il massimo rispetto.

 

 

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