Quanto sono aumentati i prezzi nella nostra regione
- Claudio Frascella
- 10 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Puglia, disastro inflazione
Fra Nord e Sud non c’è partita. Dal quinto all’ottavo posto BAT, Foggia, Lecce e Taranto. Rispetto ad altre città e province, hanno registrato un aumento del 2,3%. Più contenute le percentuali di Pisa, Campobasso e Isernia, Trapani e Benevento: 0,40%

Finalmente primi. Ma, attenzione, c’è da stare poco allegri. Dove pensavate che la nostra provincia, insieme con altre città della regione, fosse ben piazzata in una classifica virtuosa? Nella qualità della vita, non diremmo, posto che nei giorni scorsi abbiamo fatto un’attenta analisi sugli spunti forniti dal Sole 24 Ore, che ponevano Taranto al 99° posto. C’è un’altra classifica, che al momento vi abbiamo risparmiato, anche se la cronaca ci impone di essere trasparenti e di vuotare il sacco, qualsiasi cosa questo contenga. Diciamo tempo al tempo. Un “dolore” per volta.
Detto che fra Nord e Sud non ci sia partita per ciò che riguarda benessere, lavoro e, dunque guadagno, l’ultima proiezione nella lettura dei dati provenienti da tutta Italia, ecco che dal quinto all’ottavo posto figurano, ma solo per ordine alfabetico, perché la percentuale è identica per tutte, BAT, Foggia, Lecce e Taranto, che rispetto ad altre città e province, hanno registrato un aumento del 2,3%.

AUMENTO DEI PREZZI
Di quanto sono aumentati i prezzi in Puglia nel 2025 e nel resto d’Italia, ci si domanda. Ce lo spiega, per quanto possibile, l'indice dell'inflazione. E in Puglia, si diceva, va peggio rispetto a tanti altri territori. Nell'ultimo report del Sole 24 Ore sulla Qualità della vita, già da noi esaminato, è possibile leggere, nel sottodominio “ricchezza e consumi”, la classifica per provincia dell’inflazione generale, con una percentuale calcolata tra settembre 2024 e settembre 2025.
Dunque, se le migliori province con l’inflazione più contenuta sono Pisa, Campobasso e Isernia, proseguendo con Trapani e Benevento, partendo da uno 0,40%, ecco la Top ten delle peggiori province: Cosenza (+3,00%), Siena (+2,9) Belluno (+2,5), Napoli (+2,4), Bat, Lecce, Foggia e Taranto (+2,3), Pistoia (+2,3), Vibo Valentia, Crotone e Bolzano (+2,2).

CHI STA MENO PEGGIO
Sull'altro fronte della classifica, la città più virtuosa d'Italia è Pisa, dove con +0,6%, l'inflazione più bassa d'Italia, si ha un aumento annuo di 162 euro. Al secondo posto Campobasso, +0,7% (seconda per inflazione minore, ex aequo con Aosta) e un maggior costo della vita di 165 euro. Medaglia di bronzo per Benevento (+0,8% e +177 euro). Seguono, nella classifica delle città risparmiose, Sassari (+0,9%, + 179 euro), Aosta (+0,7%, +194 euro), Brindisi (1%, +197 euro), al settimo posto Trapani (+0,9%, +208 euro), poi Reggio Emilia (+0,8%, +220 euro) e Caserta (+1%, +221 euro). Chiude la top ten delle migliori, con 233 euro, Catanzaro (+1,2%).
Bolzano è la città più cara d'Italia. È quanto riconosciuto dall'Unione Nazionale Consumatori, che ha stilato la classifica in termini di aumento del costo della vita sui dati territoriali dell'inflazione di giugno, resi noti oggi dall'Istat. Pur registrando un tasso tendenziale del +2,3 per cento, terzo in Italia ex aequo con Belluno e Napoli, l'aumento dei prezzi ha comportato la spesa aggiuntiva più alta: 763 euro annui per una famiglia media.








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