Putin e Trump si sentono al telefono per parlare ancora di guerra in Ucraina
Smettiamola una buona volta!
E in Nepal migliaia di giovani in strada, una ventina i morti. Ma la violenza non paga, il primo ministro si dimette. Intanto il Cremlino parla di “conversazione franca e pragmatica”. Ma il mondo è stanco di telefonate insignificanti: la gente non vuole più sentir parlare di armi e finte tregue. Mentre certi governi pensano ai conflitti, la gente normale ha altri problemi: trovare un lavoro e, con questo, massimo rispetto. Vivere insieme italiani e stranieri, senza odio, impegnarsi per salvare un ambiente che sta male, anche grazie a certe “bravate”. A Kathmandu il governo aveva chiuso i social. La reazione dei ragazzi, stanchi di corruzione e della mancanza di futuro

Putin e Trump hanno parlato al telefono. La notizia viene dalla Russia. Hanno parlato per un’ora e mezza della guerra in Ucraina. Parlato di tregua, armi, accordi. Sempre le stesse cose, ci viene da dire. I governi parlano di guerra. Sempre guerra.
Ma la gente normale, quella che si dibatte nei piccoli-grandi problemi che possono avere le famiglie, chi ha compiuto un viaggio della speranza in un altro Paese e, invece, di trovare lavoro e dignità, e invece ha problemi. In Italia, in Ucraina, in Russia, in America. Problemi veri, di tutti i giorni. La gente ha bisogno di lavoro. Un lavoro vero, con rispetto. Non un lavoro di un giorno, non un lavoro sottopagato. Un lavoro che ti fa vivere con dignità.

RISPETTO FRA ITALIANI E STRANIERI
C’è bisogno di rispetto tra italiani e stranieri, per esempio. Sono molti gli stranieri vivono qui, lavorano qui, pagano le tasse qui. Lavorano nei campi, nelle fabbriche, nelle case. Aiutano il nostro Paese, l’Italia. Ma spesso non hanno i nostri stessi stessi diritti. E questo, non è giusto. Rispetto vuol dire diritti uguali per tutti.
La gente ha bisogno di aria pulita, di acqua pulita, di una terra che non muore. L’ambiente è malato. L’estate è troppo calda, i fiumi sono secchi, il mare è sporco e scambiato per discarica a cielo aperto. I governi spendono tanti soldi per le armi. Miliardi di euro. E poi ammettono candidamente: non ci sono soldi per il lavoro, per la scuola, per gli ospedali, per l’ambiente. Ma tutto questo, com’è possibile?

NEPAL, I GIOVANI PROTESTANO…
La gente è stanca. Davvero stanca. Lo vediamo in Nepal. Appena ieri, in Nepal il governo ha chiuso i social (TikTok e Instagram). Perché? Perché aveva paura delle critiche. Risposta? I giovani sono scesi in strada a Kathmandu, la capitale. Ragazzi giovani, della Gen Z, anche minorenni con la divisa di scuola.
All’inizio invocavano solo il ripristino dei social. Poi hanno buttato fuori tutto quello che avevano dentro: non c’è lavoro, c’è corruzione, i politici rubano, i figli dei politici, i cosiddetti “nepo-kids” (che in Italia chiamiamo nepotismo), hanno tutto: ville, fanno viaggi, i giovani normali niente.

…LA POLIZIA FA FUOCO
La polizia ha risposto con violenza. Ha sparato. Sono morte almeno una ventina di persone. Centinaia di feriti. I giovani, arrabbiati, hanno messo a fuoco il Parlamento e altri palazzi, simbolo del potere. Il giorno dopo la protesta, il primo ministro Oli ha dovuto rassegnare le dimissioni.
Ci volevano tutti quei morti per capire che non è una storia di social. È una storia di dignità. I giovani, come in qualsiasi altro Paese, Italia compresa, chiede futuro. Non vogliono scappare all’estero per vivere. È lo stesso in tutto il mondo. I grandi parlano di guerra, i giovani chiedono futuro, lavoro e rispetto. Pensiamo sia ora di smetterla una buona volta con le guerre.




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