A 30 giorni dal “via” torna a casa lo spirito dei Giochi panellenici
- Claudio Frascella
- 22 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Taranto riparte dai Giochi
Mancano trenta giorni. Dal 21 agosto al 3 settembre lo Ionio torna a fare da sfondo a sport e bandiere. Tra cantieri e trepidazione, la città abbraccia la ventesima rassegna sportiva. «Siamo nati con lo sport nel sangue», dicono i tarantini. «In questi giorni si parla solo di questo: chi viene, dove dormono gli atleti, se ci sarà traffico: ho già messo le prime locandine fuori dal bar», dice un esercente. «Mia nonna mi raccontava dei Greci e delle gare, di solito diceva che noi siamo nati con lo sport nel sangue: oggi rivedo la città pulita, con le aiuole nuove, non vi nascondo una certa commozione»

A una trentina di giorni dal “via” dei Giochi del Mediterraneo, l’attesissima manifestazione sportiva che si svolgerà a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre.
E la città respira diversa. Tra ponteggi che calano, striscioni nuovi e semafori che cambiano, Taranto si sta preparando. È un’attesa fatta di polvere da cantieri, ma anche di orgoglio. Perché questa non è una città qualunque: è la Città dei Due mari, culla della Magna Grecia. Fu qui che i Greci portarono l’idea di gara, di sfida leale, di Giochi panellenici. Dopo secoli, quell’idea torna in qualche modo a casa.
Ieri la conferenza stampa per svelare apertura e chiusura. Si parla di artisti, coreografie, ingresso delle delegazioni. E per comprendere a che punto siano villaggi, viabilità e accoglienza.

PRIMA LA CONFERENZA
Al tavolo, in una sala dell’Hotel Delfino, Massimo Ferrarese, presidente del Comitato; il sindaco Piero Bitetti; il dg Carlo Molfetta. Insieme con loro, Francesco Paolo Conticello e Angelo Bonello, gli uomini che stanno costruendo lo spettacolo.
In serata, in piazza della Vittoria, “Meno 30 con RDS”. Musica, animazione e la radio ufficiale dei Giochi, “RDS 100% Grandi Successi”. Sul palco Don Cash e le ballerine di RDS. In mezzo alla gente, la mascotte, che farà foto e scalderà la piazza. Ingresso, naturalmente libero, l’invito è rivolto a tutti, tarantini e turisti: venite e riempite i social.
Ma i Giochi, a Taranto, li raccontano le persone. E’ il caso di Antonio, 58 anni, un veterano fra gli esercizi commerciali. Gestisce un bar. «Questi giorni al banco – spiega – si parla solo di questo: chi viene, dove dormono gli atleti, se ci sarà traffico. Io ho già messo le prime locandine fuori dal bar, ma non escludo di posizionare anche qualche bandiera. E non solo per fare colore: è il momento di far vedere che Taranto sa accogliere; manca un mese e già mi sembra di sentire l’inno».

POI UN SORSO DI MOVIDA
«Mia nonna mi raccontava dei Greci e delle gare – dice Maria, settantadue anni, pensionata, residente al Borgo – di solito diceva che noi siamo nati con lo sport nel sangue; adesso che rivedo la città pulita, con le aiuole nuove, non vi nascondo che ho un po’ di commozione: speriamo che dopo i Giochi qualcosa resti anche per noi, non solo per i turisti, che sono già tanti».
«Noi aspettiamo concerti e movida, lo ammetto – confessa Giulia, vent’anni, studentessa universitaria – ma è anche bello pensare che arriverà gente da tutto il Mediterraneo; ho già scaricato il programma delle gare, magari anch’io riesco a ritagliarmi uno spazio da volontaria, se non altro per dire, un giorno, “Sapete, io c’ero!”».
Ieri il primo vero abbraccio pubblico tra Taranto e i suoi Giochi. Da ieri è partito il count-down, quello degli ultimi trenta giorni. Trenta mattine in cui la città si sveglierà un po’ più vicina al 21 agosto, al taglio del nastro, al sacro fuoco che si accende. Taranto si rimette in gioco. Come un tempo accadeva più di duemila anni fa nell’antica Grecia.




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