Piero Bitetti, sindaco di Taranto da appena due mesi, si dimette
- Claudio Frascella
- 30 lug 2025
- Tempo di lettura: 3 min
«Manca rispetto, mi dimetto!»
«Causa “inagibilità politica”». Fatale lo scontro con gli ambientalisti. Secondo il primo cittadino, questi avrebbero lanciato accuse con toni gravemente offensivi. Un attrito che rischia di far saltare il tavolo che avrebbe dovuto avere luogo proprio oggi. Difficile ci sia un ripensamento dell’ultima ora
Tensione a Palazzo. Mentre la vicenda sull’ex Ilva, viene discussa, anche con toni animati – e secondo il primo cittadino con poco rispettosi – il sindaco Piero Bitetti, a due mesi circa dalla sua elezione, si dimette non senza suscitare grande scalpore. Si tratterebbe, anzi, si tratta – in quanto ufficializzate in queste ore – di «Dimissioni con effetto immediato per motivi di inagibilità politica». E’ quanto Bitetti comunica agli Uffici del Comune di Taranto.
Una decisione dolorosa, ma imprescindibile, fa capire il sindaco. Quanto causato dalle decisioni del primo cittadino della Città dei Due mari, sarebbero stati i toni e le forti contestazioni indirizzategli da parte di cittadini e associazioni ambientaliste, al termine di un incontro sul futuro del siderurgico (ex Ilva).

ATTESO ALL’USCITA
All'uscita dal confronto, che avrebbe anticipato il Consiglio comunale, sembra che un gruppo di manifestanti abbia bloccato il passaggio del sindaco, urlandogli frasi gravemente offensive, tanto che per motivi di sicurezza il sindaco è subito rientrato nel Palazzo.
Fra le sue dichiarazioni, raccolte dalla agenzie giornalistiche, fra queste Ansa e Adn Kronos, anche una invocazione: «Abbiate rispetto delle nostre lacune: stiamo prendendo appunti per capire ogni aspetto di questa vertenza così complessa; siamo qui per difendere il territorio: non ho trascorso una sola notte dal giorno della mia proclamazione, senza pensare all'ex Ilva; la prima bozza di accordo ci è stata inviata il 18 giugno con richiesta di approvazione in 48 ore: tredici anni di transizione, il periodo che ci è stato proposto francamente ci sembra troppo: servono accordi più rispettosi».

LUNEDI’, TENSIONE A MILLE
Quanto accaduto sarebbe scaturito in seguito all’incontro fissato da Bitetti nel pomeriggio di lunedì 28 che avrebbe dovuto avere con le associazioni ambientaliste (all’incontro presente anche l’assessore all’Ambiente, Fulvia Gravame) per porre attenzione circa l’accordo di programma sulla decarbonizzazione dell’ex Ilva proposto dal Governo. L’incontro con gli ambientalisti era in agenda, intanto in vista del Consiglio comunale monotematico di martedì 29 in vista del vertice al Ministero delle Imprese, oggi, mercoledì 31 luglio. Tranne ripensamenti, l’incontro al quale sono state invitate le istituzioni locali per la firma dell’accordo in questione, slitterebbe. A meno che il sindaco, alla fine non sia irremovibile dalle sue posizioni dopo quanto accaduto due giorni fa.
«Difendere il diritto alla vita». E’ una delle frasi con cui si sono rivolte le associazioni all’indirizzo del sindaco che fino a qual momento era stato ad ascoltarle, senza registrare un certo disappunto nell’essere messo all’angolo senza poter esporre la sua posizione in vista di quello che sarebbe stato l’incontro nella capitale. L’assenza di Bitetti all’incontro di Roma lascerebbe un vuoto istituzionale per giunta in un passaggio fondamentale per il futuro della città.

VIGILIA COMPLICATA
In estrema sintesi, se non rientrassero a tempo di primato le dimissioni del sindaco – cosa molto improbabile e Bitetti non fosse oggi a Roma, nessuna decisione potrebbe essere assunta insieme con il Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il ministro di riferimento, Adolfo Urso, intanto è stato informato delle dimissioni di Bitetti nella stessa serata di lunedì. Nella giornata di ieri, in agenda, lo stesso Urso, aveva una video call di aggiornamento con le associazioni delle imprese di Taranto.
Secondo il Mimit, l’incontro in vista dell’accordo, aiuterebbe a comprendere lo stato delle imprese dell’indotto, con possibili ricadute del piano di decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico di Taranto. Alla luce di quanto accaduto nelle ultime quarantott’ore, a questo punto sarebbe tutto da verificare l’incontro conclusivo per la definizione dell’accordo di programma interistituzionale che sarebbe stato previsto, secondo agenda, proprio domani.








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