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Paolo Fresu, dopo l’atto vandalico consumato ai danni del suo “Quadro sonoro”

  • Claudio Frascella
  • 18 giu 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

«Difendiamo arte e bellezza»


«E’ un piccolo segnale di degrado, disattenzione verso valori che Taranto, invece, custodisce in modo straordinario», dice il trombettista e compositore di statura internazionale. «Trovo grave l’aver mancato di rispetto al Monumento al marinaio e al mare, spesso teatro di sconfitte quotidiane come la migrazione»

 

Taranto registra un altro atto vandalico. Stavolta non è un monumento ad essere stato deturpato, anche se i vandali di turno ci sono andati vicino. Si tratta del “Quadro sonoro”, un QR code, composto dal trombettista e compositore di fama internazionale Paolo Fresu e installato nel monumento al Marinaio, che idealmente salutano cittadini, turisti, pescatori e, naturalmente, militari in transito dal Canale navigabile e dal Lungomare.

Subito una premessa su una promessa: a breve sarà reinstallato il QRcode in questione, una app che permette a cittadini e turisti mediante l’uso di un normale telefonino di ascoltare, come in questo caso, due composizioni originali commissionate dall’Orchestra della Magna Grecia.

C’è stata una reazione da parte della città. Centinaia i messaggi inviati agli organi d’informazione e nelle parole espresse attraverso i diversi social. Parole con le quali l’intera città condanna il grave gesto compiuto nei confronti della storia che il monumento rappresenta e del musicista di statura internazionale che lo scorso anno ha composto in esclusiva, e in concomitanza, dei cinquant’anni compiuti lo scorso anno dall’opera in bronzo, alta circa 7 metri, realizzata dallo scultore Vittorio Di Cobertaldo su commissione dell'ammiraglio Angelo Iachino.



A BREVE IL RIPRISTINO

Detto che a breve il “code” sarà ripristinato, “Notte a Taranto”, questo il titolo del quadro sonoro, resterà per sempre uno dei tesori della città. I due brani composti da Fresu e registrati nel giugno dello scorso anno, sono, infatti, di esclusiva proprietà della città di Taranto.

Qual è stata la reazione del Maestro Paolo Fresu alla notizia, che la città non ci ha pensato su un solo istante indignandosi per quanto accaduto per mano di uno o più vandali. «E’ la reazione che mi aspettavo non appena messo al corrente su quanto accaduto: Taranto, città molto bella, dimostra che al contrario di chi prova a spostare le cose verso il basso, ci siano invece persone che credono nel valore della bellezza, della musica, dell’arte, che questa città custodisce in modo straordinario: quanto accaduto è da considerarsi solo frutto del caso, l’indignazione della gente fa ben sperare perché queste cose non vengano a ripetersi».

«Sicuramente – prosegue Fresu, non senza una punta d’amarezza – c’è di peggio in questo momento storico così complicato; quanto accaduto, però, è un segnale di degrado, benché piccolo, di disattenzione verso l’idea dell’arte, della bellezza che, invece, dovrebbe essere sempre nei nostri pensieri, un valore importante che Taranto custodisce in modo straordinario».

 


UN ANNO FA, LA COMMISSIONE

Giugno 2024, a Taranto. L’orchestra disposta davanti al monumento, di fronte al Palazzo dell’Ammiragliato. Il ricordo di Fresu su quell’esperienza diventata un contributo musicale a disposizione di cittadini e turisti. «Un momento di grande emozione – ricorda Fresu – quando Piero Romano, direttore artistico dell’Orchestra della Magna Grecia mi mise al corrente di questo bellissimo progetto, gli manifestai subito grande entusiasmo e, ovviamente, massima disponibilità: una volta a Taranto, Romano mi accompagnò a vedere dove gli altri quadri sonori erano stati installati: Cattedrale, Concattedrale, Castello aragonese, Museo Archeologico; bella l’idea, bello il progetto, perché lega la storia straordinaria di Taranto, di una bellezza monumentale, con la musica che ha un linguaggio, mette cose insieme, le cuce in maniera diretta: per questo gli risposi subito “sì”». 

Due giorni, una passeggiata di studio. «Ho visitato tutti i luoghi della città – ricorda il compositore – che potevano essere sensibilmente musicabili: fra tutti questi, mi innamorai del Monumento al Marinaio che ritenni subito significativo; così feci anche un giro nel Museo della Marina militare per scoprire questa storia incredibile, ma dai risvolti tragici; decisi che quel luogo, il Monumento, per la storia che rappresentava, l’idea dei due marinai che rivolgono un saluto al mare, purtroppo teatro di sconfitte quotidiane – penso alla migrazione – poteva essere la scelta giusta». 


 

IL MARE, SENSO DI ACCOGLIENZA

«Il mare, sì – conclude Fresu – quello dal quale assistiamo a conflitti ancora in corso, crogiuolo di quelle storie, dei nostri valori, della nostra umanità: ecco, ho subito pensato che quello fosse il luogo giusto per accogliere una musica, lanciare un messaggio preciso; quei due brani, “Mar Piccolo” e “Mar Grande”, traducono la bellezza, la storia della città, in un pensiero musicale».

Oltre al Quadro sonoro di Fresu, sono state installate a Taranto le opere musicali esclusive di Giovanni Sòllima (Castello aragonese), Remo Anzovino (Concattedrale Gran Madre di Dio), John Rutter (Cattedrale San Cataldo), Dario Marianelli, Achille Lauro e Simone Cristicchi (Museo Archeologico internazionale).

Il quadro sonoro in questione, commissionato dall’Orchestra della Magna Grecia, è stato realizzato con il contributo dell’Unione Europea, della Regione Puglia/Assessorato regionale al Turismo/Pugliapromozione e POC Puglia 2014/2020 ASSE VI-Azione 6.8.

 

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