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Nato in questi giorni nello Zoosafari a Fasano (Brindisi)

  • Claudio Frascella
  • 20 ago 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Quel gorilla è pugliese


Nel nostro Paese non accadeva da cinquant’anni. Solo qui gli unici esemplari italiani. Il “piccolo” porta gioia all’intera comunità, in quanto la notizia giunge dopo la scomparsa di Riù, fino allo scorso anno unico esemplare di gorilla presente nel nostro Paese. Orgogliosi del loro nascituro mamma Tamani e papà Nasibu, che sorveglia l’intera famiglia, i piccoli Tonka e Thabo

 


Il tenero cucciolo di gorilla nato allo Zoo Safari – Foto: www.zoosafari.it
Il tenero cucciolo di gorilla nato allo Zoo Safari – Foto: www.zoosafari.it

È nato un cucciolo di gorilla allo zoosafari di Fasano. E’ il primo esemplare che nasce in Italia dopo cinquant’anni. Una notizia che ha reso felice molti, dopo aver appreso del “lieto evento” proprio dalle pagine ufficiali dello Zoosafari. La notizia fa il paio con una foto che ha subito fatto il giro del mondo in pochi istanti: mamma Tamani che stringe a sé il suo piccolo. Non molto distante da lei papà Nasibu. Una notizia che restituisce gioia e speranza all’intera comunità, riportando alla mente di molti la storia di Riù, il “gorilla triste”di Fasano, morto in solitudine lo scorso anno.

«Quella appena registrata è la seconda nascita di gorilla nella storia d’Italia. L’ultima si era verificata nell’aprile del 1980 a Roma; la tecnica di riproduzione di questa specie è molto delicata, suscettibile a malattie infettive. L’allevamento degli esemplari è sempre complesso: fondamentali sono le condizioni sociali e la variabilità genetica: gli individui non devono essere imparentati tra loro. Nasibu, il maschio arrivato a Fasano, è diventato il leader-riproduttore e, come tutti i maschi, svolge anche un ruolo protettivo contro possibili minacce». E’ quanto ha spiegato l’etologo Spartaco Gippoliti all’AGI, Agenzia giornalistica Italia,

 

Le prime pagine dei quotidiani locali


QUI GLI UNICI ESEMPLARI

Come spiega l’esperto in un documentato reportage riportato dall’AGI, il parco aveva organizzato il tutto in modo da favorire la nascita del piccolo. «Le femmine iniziano a essere fertili intorno ai nove anni – spiega ancora Gippoliti – mentre i maschi maturano qualche anno dopo; tutti gli esemplari arrivati a Fasano erano già adulti, in piena etàriproduttiva: l’età media dei gorilla si aggira intorno ai quaranta, quarantacinque anni, in casi eccezionali a cinquant’anni; in questo momento, gli unici gorilla presenti in Italia si trovano proprio a Fasano, mentre in passato erano stati ospitati anche negli zoo di Torino e di Roma».

Il piccolo gorilla porta gioia all’intera comunità dello Zoosafari di Fasano, in quanto giunge dopo la scomparsa di Riù, fino allo scorso anno unico esemplare di gorilla presente nel nostro Paese, non a caso noto come il “gorilla triste”. Così, dopo decine di anni, Fasano ha accettato con orgoglio questa seconda sfida: ospitare un’intera famiglia Gorilla-gorilla.

 


Visitatori in auto durante il Safari allo Zoo Safari di Fasano – Fonte: www.trulliarcoantico.it
Visitatori in auto durante il Safari allo Zoo Safari di Fasano – Fonte: www.trulliarcoantico.it

ARRIVATI LO SCORSO ANNO

Il primo gruppo, spiega Fanpage.it, giornale online diretto da Francesco Cancellato, è giunto a Fasano nel marzo dello scorso anno; tre esemplari provenienti dal Parco Zoologico Blijdorp (Rotterdam, in Olanda): la femmina Tamani, (31 anni) con i suoi duefigli, la femmina Tonka, (12 anni) e il maschio Thabo (9 anni). Sempre lo scorso anno, ma stavolta in ottobre, è invece arrivato Nasibu (17 anni), nato in Germania, ma proveniente dal Parco Zoologico “Pairi Daiza” di Brugelette, in Belgio. E’ lui, Nasibu, il padre del cucciolo. Con il suo arrivo, il parco si è fortemente attivato con lo scopo di realizzare una famiglia completa, obiettivo a lungo inseguito.

L’intero ambiente che oggi ospita l’intera famiglia di gorilla, è estesa su circa mille metri quadrati, con aree esterne dotate di castelli in legno, cascate, spazi verdi e zone di privacy. Gli ambienti interni, invece, sono suddivisi in quattro appartamenti interconnessi da ponti e tunnel, progettati per rispettare i bisogni etologici degli animali e garantire il benessere del gruppo. Con questa nascita, lo Zoosafari di Fasano non celebra soltanto un traguardo, ma anche un simbolo concreto dell'impegno verso la conservazione di una delle specie più minacciate al mondo.


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