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Meno turisti, colpa dei prezzi e dei guadagni facili

  • Claudio Frascella
  • 10 ago 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Puglia, stai passando di moda?


La corsa alla ricchezza dei gestori di stabilimenti, locali, pub, discoteche. In crisi l’economia della nostra regione. Sull’argomento interviene Pinuccio, sei milioni di visualizzazioni sui suoi social per un solo tema: «C’è una rincorsa al lusso che non ci appartiene: piatti semplici sono diventati “gourmet”». «Comuni del Tarantino stanno facendo bene ripristinando tratti pubblici», aggiunge l’ex “inviato” di Striscia la notizia. Come dargli torto. E gli operatori? Colpa del denaro, ne circola sempre meno…

 

«Concessioni: sono da rivedere, bello notare ancora fazzoletti di spiagge libere, non molti, sia chiaro: comuni del Tarantino stanno facendo bene ripristinando tratti pubblici, ma servirebbe un vero Piano coste». In una battuta, tre righe, non di più, resa fra le tante riflessioni al Nuovo Quotidiano di Puglia, ieri, da Pinuccio, Alessio Giannone all’anagrafe, c’è tanta più verità di quanto non ne abbiano espressa in questi mesi caldi i politici “seduti” nell’emiciclo barese, in altre parole nella sede della Regione Puglia.

Per carità, a Bari stanno pensando se candidarsi, oppure ostacolare la corsa a questo o quel candidato nella corsa alla poltrona di governatore della regione. Insomma, ci sono argomenti “più seri”, che non provare a porre un freno all’ascesa dei prezzi e alla delusione che provano tanti pugliesi, praticamente bloccati in casa dall’escalation dei listini: andare in uno stabilimento, fare due bracciate e a prendersi il sole, per una sola giornata occorrono banconote a tre cifre. E, non è finita. Anzi, è proprio da qui che è esplosa la crisi. «Signori, dobbiamo invitarvi a porre panini e contenitori nelle vostre borse: in questo stabilimento il regolamento è chiaro: potete acquistare pizza e bibite, o consultare il menù del nostro ristorante».

 


Le ”Prime” di questa mattina
Le ”Prime” di questa mattina

DICE IL SAGGIO, PINUCCIO

E giù “mazzate”, per dirla alla Pinuccio. Ma anche basta, aggiungiamo noi. E quell’operatore barese andato su tutte le furie, perché il Comune non lo ha autorizzato a occupare il Lungomare? «Ma sa, egregio signore, egregi politici, quanto perdo questa estate? Seicentomila euro!». Perbacco, più di una mezza milionata. Al netto, presumiamo, considerando che il commerciante non ha fatto lontanamente allusione alle spese, al personale e qualsiasi altra voce. Hai capito? Vuoi vedere, ora, che non potrà comprarsi la Ferrari e dissetarla a suo piacimento, la colpa è del Comune di Bari, che sta provando a porre un freno a tanta speculazione? Ci duole il cuore, davvero. Una volta, qualcuno, riprendendo la leggenda della savana, leone-gazzella, e riscrivendola a proprio uso e consumo, giustificava con un sorriso, di solito irritante, un classico del furbetto: «La mattina si svegliano un dritto e uno sciocco, si cercano perché uno ha bisogno dell’altro…».

Sempre il Quotidiano rende un servizio importante ai lettori e agli stessi attori della movida pugliese, ponendoli di fronte, a distanza sia chiaro, sul tema “Calo del turismo”. Le risposte sono diverse, i titolari di stabilimenti, ristoranti e locali, non si mettono nemmeno d’accordo fra loro, tanto che non fanno una bella figura: per qualcuno il calo è del 10%; per qualche altro, no, il calo è del 30%. «Ma ci rifaremo a Ferragosto», auspica qualcuno, perché la speranza del battitore libero, quello con una mazza in unamano, è sempre l’ultima a morire. Stando così le cose, avanziamo un’ipotesi: per Ferragosto in arrivo nuovi dolori per i pugliesi o il turista in arrivo da altre regioni o dall’estero.



IL LUSSO CI HA ILLUSI

«C’è una rincorsa al lusso che non ci appartiene – dice Pinuccio, sei milioni di visualizzazioni per un’analisi spartana che ci trova d’accordo, nell’intervista resa al collega Binetti – abbiamo trasformato un patrimonio povero che ci caratterizzava in qualcosa che vuole sembrare esclusivo; piatti semplici come la frisa o la pasta all’assassina, nati dal riuso e dall’umiltà, sono diventati piatti “gourmet”». E l’elenco potrebbe continuare, all’infinito, dalle fave e cicoria ad una normale burrata.

Qualcuno pensa che tutto tornerà come prima. Eppure, mentre entriamo nel vivo della calda stagione, questa estate qualcosa è cambiato. Lo scrive in una analisi condivisibile il sito Leccenews24.it. E come dargli torto. Nel Salento, ma anche dal Gargano allo Ionio, ci sarebbero meno turisti, meno pugliesi disposti a un salasso, perché di questo si tratta quando si tratta di danaro. Le vie del centro, quelle che ad agosto dovrebbero ribollire di voci e di passi, sembrano solo tiepide. I ristoratori sbuffano, i lidi contano le sdraio vuote. È un’estate diversa. Più silenziosa. Più corta. Più vuota.



MENO TURISTI, AI RIPARI!

Meno turisti, ma non è solo colpa del turista o del turismo che è cambiato. È cambiato il Salento, scrivono sul sito, e questo non può essere negato. Per anni, in effetti, abbiamo pensato che bastasse il mare. Che bastasse la fama. Che bastasse l’influencer di turno a ballare la pizzica su Instagram per garantirci la fila alla porta. Abbiamo campato di bellezza naturale e folklore, affittato ogni stanza disponibile, venduto ogni angolo. Abbiamo creduto che l’onda non finisse mai, che bastasse essere “belli” per essere scelti. Sempre.

E invece no. La verità è semplice: non siamo più competitivi. Prezzi troppo alti per i servizi offerti. Accoglienza, a volte, lasciata al caso. Un traffico da metropoli senza metropolitana. Un turista deve volerci venire, in Salento. Non capita più qui per caso. E spesso, dopo esserci venuto, non ci torna. La verità è che il Salento è ancora amato. Ma non è più irresistibile.

In linea teorica dovremmo rimboccarci le maniche e riguadagnare il terreno perso. Per impreparazione, per improvvisa fortuna. Non ci va nemmeno di pensarci su, non c’è più tempo: “Non voglio le doglie, voglio il bambino!”, esclamava Al Pacino in “Ocean's Thirteen”. Insomma, avevamo vinto una lotteria, ma non abbiamo saputo amministrare la fortuna che ci era capitata fra le mani. Ci tocca riprendere. Ricominceremo da tre, ripartendo dalle bellezze della nostra terra, quelle non potrà mai togliercele nessuno. Occorrerà fare attenzione e avere rispetto del turista e, soprattutto, dei soldi, specie se non sono nostri.

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