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Maurizio Raselli, chef piemontese trapiantato a Lecce

  • Claudio Frascella
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 14 ore fa

«Donare, meglio che ricevere…»


«Ogni settimana dispongo un tavolo al quale ospito una famiglia bisognosa», dice il titolare delle “3 Rane Ristoro”. “Tavolo sospeso”: Non è l’unica storia, in Salento esistono altre le attività e operatori del settore alimentare che si prodigano per i più bisognosi. «Con i fornitori più sensibili realizziamo cassette con generi alimentari che consegniamo ad alcune famiglie», spiega ancora il ristoratore



«Donare è più bello che ricevere». Parole di Maurizio Raselli, storia scoperta e pubblicata, intervista compresa, sul sito di Telenorba, gruppo editoriale fra i più importanti del Sud. Il gesto dello chef piemontese, trapiantato a Lecce per amore, non è isolato. Ma sono il garbo, il tono, il sincero gesto generoso, a richiamare l’attenzione della gente. In primis, quello della collega che fa un ottimo lavoro (di questi tempi, poi, in cui si fagocitano violenze pur di fare notizia), ponendo in “prima” un gesto di grande spessore.


Raselli, titolare del locale “3 Rane Ristoro”, le cose le dice con il saper fare del comunicatore esperto. Non si impettisce, le parole non le cala dall’alto, mostrandosi “ganzo” a favore delle telecamere.


In primo piano la sua storia, bene, ma sicuramente più il senso del suo gesto. Nel suo piccolo, ma accogliente ristorante leccese, introduce il primo “tavolo sospeso” offrendo ogni settimana un pasto ad una famiglia bisognosa. L’idea, spiega l’imprenditore, nasce da un progetto a cura dell’associazione di promozione sociale “Fermenti Lattici”, attiva nel contrastare la povertà educativa minorile, facendo del cibo uno strumento di trasformazione sociale: il cibo che diventa farmaco per aiutare gli altri e nutrire se stessi.



IN PRINCIPIO FU IL CAFFE’…

Il “tavolo sospeso”, evoca a chi scrive un breve racconto televisivo regalato da quel grande sceneggiatore che era Tonino Guerra (Fellini, De Sica, Antonioni). Ospite di Vittorio De Sica in un bar nel centro di Napoli, per parlare di lavoro, vedeva gente che ordinava un caffè e alla cassa ne pagava due: «…Un caffè e un sospeso». Così per un pezzo, fino a quando, incuriosito, chiese a De Sica: «Ma cos’è ‘sta storia del “caffè sospeso”». E il regista di quattro Preni Oscar: «Un po’ di pazienza…». Una mezz’ora dopo, dalla porta principale del bar spunta un ometto. Un aspetto dimesso del povero in canna. con discrezione chiede alla cassa: «Per caso, c’è un “caffè sospeso”?». E, infine, il cassiere al barista: «Un “caffè sospeso” al signore!». Napoli, il primo grande esempio di autentica solidarietà.


Raselli non entrerà nel solco della tradizione, ma compie lo stesso un gesto straordinario. Di questi tempi, come si diceva. «Mi sono reso conto quanto sia più bello donare che ricevere», spiega alla giornalista. «Donare deve essere un imperativo categorico in una società che, in quanto a valori, va impoverendosi». Non è solo il titolare del ristorante leccese. «A darmi una mano in questo progetto, ho trovato disponibili i miei fornitori, con i quali fornisco ad alcune famiglie cassette con dentro prodotti alimentari di prima qualità: è come se improvvisamente cadesse un muro di pregiudizi, per porre davanti a tutto la solidarietà», spiega il ristoratore.



TAVOLO SOSPESO IN SALENTO

Quello del “3 Rane” il progetto “primo tavolo sospeso”. Un ristoratore, Reselli, dona pasti per arricchirsi moralmente, aiutando le persone in difficoltà. Non è il primo. Sul suo stesso indirizzo, “Alimenta Bistrot” (Lecce): tavola calda sociale, inaugurata questo mese. La sua missione: promuovere un approccio sano e sociale al cibo.


McDonald’s Surbo e Fondazione Ronald McDonald: In collaborazione con la parrocchia San Massimiliano Kolbe di Lecce, vengono donati circa 80 pasti caldi a settimana a persone in difficoltà. Ristorante Sociale (Caprarica di Lecce): Nato all'interno dell’Ambito di zona di Martano, offre pasti gratuiti a persone con reddito inferiore a 2mila euro, nell'ambito della lotta alle nuove povertà. Infine, Chef for Friends: Un'iniziativa in cui chef di importanti ristoranti salentini prestano servizio volontario nelle mense della Caritas di Lecce

 
 
 

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