Larissa Iapichino supera il record di salto in lungo mamma Fiona May
- Claudio Frascella
- 10 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Di madre in figlia…
Raggiunge i 7,12 metri, superando di un centimetro quello che apparteneva alla lunghista di origine britannica. Orgogliosamente coloured, bellissima, un sorriso contagioso, allenata da papà Gianni, ex astista, compirà ventiquattro anni il prossimo 18 luglio, lo stesso giorno in cui si svolgerà a Londra un’altra tappa della Diamond League. «Finalmente non mi chiederanno più quando avrei superato il suo record», dichiara la nuova primatista italiana. «Ho sentito subito mamma, era felicissima», ha aggiunto

Un centimetro. Solo un centimetro separava Larissa Iapichino dal primato stabilito dallamamma, Fiona May, stabilito nell’ormai lontano agosto del ‘98. Di madre in figlia, oggi è lei la detentrice del record italiano assoluto con 7,12, registrato in questi giorni, durante la Diamond League, svoltasi nell’Hayward Field, a Eugene (già detentrice di quello mondiale under 20 indoor con 6,91 metri).
Altri tempi, quando gli allenamenti non erano quelli sofisticati di oggi e il regime alimentare non era lo stesso, sottoposto al controllo di medici sportivi che prescrivevano diete importanti per raggiungere traguardi straordinari.

VENTIQUATTRO ANNI A LUGLIO
Per intenderci, Larissa, fiorentina di Borgo San Lorenzo, ventiquattro anni il prossimo 18 luglio, è una lunghista italiana, campionessa europea indoor ad Apeldoorn 2025, vicecampionessa mondiale indoor a Toruń 2026 e vicecampionessa europea a Roma 2024. Insomma, una star dell’atletica. Una campionessa fatta in casa. Infatti, lei è figlia d'arte. Suo padre è Gianni Iapichino, ex astista, dal 2021 suo allenatore, mentre sua madre è la lunghista – proprio come la figliola – e triplista italo-britannica Fiona May, due volte vicecampionessa olimpica e due volte campionessa del mondo.
Continua, insomma, la stagione magica per l’atletica azzurra. Un’altra pagina di storia è stata scritta, e un altro primato che resisteva da un’eternità è crollato. Dopo il clamoroso 1’43”13 di Francesco Pernici che aveva cancellato il record di Marcello Fiasconaro sugli 800m, stavolta tocca alla sfida tutta in famiglia alla quale avevamo accennato.

BENEDETTA DIAMOND LEAGUE
Nella tappa di Diamond League, la fiorentina classe 2002 ha ritoccato il record italiano di salto in lungo che apparteneva a mamma Fiona dal 27 agosto 1998. Quel 7.11 firmato a Budapest è durato 28 anni, dunque Larissa non era ancora nata.
È bastato il primo salto per ribaltare tutto. Spinta da un vento regolare a +1.8, Larissa è volata a 7.12. Un solo centimetro per superare la madre, per chiudere un confronto che l’ha accompagnata da quando era ragazzina e tutti la indicavano come «colei che avrebbe potuto fare di più di Fiona». Sul piano della misura l’obiettivo è centrato. Per i titoli e le medaglie c’è tempo: la carriera della prestigiosa erede di papà e mamma è appena cominciata. Dopo quel balzo-monstre l’atleta delle Fiamme Oro ha infilato tre nulli, ha scelto di non saltare una volta e ha chiuso con una misura più bassa.

U.S.A , VIVA L’ITALIA
E dagli Stati Uniti arrivano altre buone notizie per l’Italia, e in particolare per Firenze. Nel getto del peso Leonardo Fabbri ha dominato la scena. Al primo tentativo ha scagliato l’attrezzo a 22.74: gli basta per prendersi la seconda Diamond League dell’anno e per issarsi al comando della classifica generale. È anche il miglior lancio al mondo nel 2026. Alle sue spalle nessuno si è avvicinato (Rajindra Campbell, giamaicano, si è fermato a 22.16).
Firenze, ancora una volta, trascina l’atletica italiana. Tra il record di Iapichino e la vittoria di Fabbri, l’onda iniziata dopo Tokyo cinque anni fa, continua a correre forte e non accenna a fermarsi.
La gara inizia in salita, scrive Andrea Buongiovanni sul sito della Gazzetta dello sport.«Appena arrivata si è rotta la scarpa dello stacco. L’ho aggiustata alla meglio e ha tenuto: ero confusa, ho visto solo un 2 sul tabellone e ho pensato fosse 6.92, non pensavo al primato, in quelle condizioni, poi…».

«MAMMA, FELICISSIMA!»
«Con papà – prosegue la primatista – abbiamo deciso di fermarci: vento instabile, meglio non rischiare; è un record che mi dà fiducia: non è perfetto, ma significa che ho margini, conferma che la strada scelta in inverno era giusta».
Superata mamma, sentiamo che effetto le ha fatto. «Finalmente non mi chiederanno più quando avrei superato il suo record; ci siamo sentite, era felicissima: gli Europei si svolgeranno a Birmingham, dove vive parte della famiglia: sarà speciale: mamma è stata una fuoriclasse, il suo record ha resistito a tutto; ho un sogno: l’oro!».
«In futuro – riprende l’atleta – mi piacerebbe occuparmi di diritto sportivo; servono più tutele per gli atleti e sulle borse Cio da diecimila dollari? Sono d’accordo, basta con la favola del dilettantismo». Prossima tappa, la Diamond League di Londra il 18 luglio, giorno del suo compleanno. Può farsi e, perché no, farci un bel regalo.




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