In programma ad agosto a Taranto, dal 21 agosto al 3 settembre
- Claudio Frascella
- 2 ore fa
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E se i “Giochi” saltassero?
«In Giunta abbiamo espresso preoccupazione per quanto sta succedendo in questi giorni», ha detto Luciano Buonfiglio, presidente del Coni. In città la prima settimana di aprile una riunione con il Comitato organizzatore per avere le prime certezze. «Mi limito a vedere quanto accade, ma non vi nascondo una certa preoccupazione»
Le prime pagine dI questa mattina di 'Taranto Buonasera' e il 'Il Nuovo Quotidiano di Puglia' - Taranto
E se i Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto dal prossimo 21 agosto non si disputassero? Se questi, causa conflitti in atto, fossero rimandati o del tutto cancellati? Ci auguriamo, naturalmente, che questo non accada: in primo luogo perché significherebbe che i Paesi che hanno scatenato un’altra guerra assurda si sono seduti intorno a un tavolo mediando per il bene di tutti; poi, perché, risolti i conflitti, una città come Taranto affacciata sul Mediterraneo e che ha colto una opportunità come quella dei “Giochi”, non venga penalizzata. Non solo dai lavori che stanno riqualificando un territorio in termini di impianti sportivi, ma anche dal rilancio di un’immagine spesso passata in secondo ordine a causa dei fumi industriali.
Veniamo dunque ad una riflessione, anche alla luce di quanto dichiarato dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio. L’idea di un conflitto provoca paure, figurarsi quando un atto scellerato mette in pratica le minacce e comincia a fare le cose sul serio. Questo è accaduto ai confini fra Russia e Ucraina, con i risvolti sotto gli occhi di tutti; questo, ora, si sta ripetendo con i continui bombardamenti in Iran, dove, invece di trovare una strada ragionevole, una soluzione per risparmiare vite umane, ai bombardamenti si risponde con una minaccia allargando la guerra ad altri stati del Medio Oriente.

ATTACCO E RISPOSTA
Come era facile prevedere, i continui attacchi e le relative risposte che stanno interessando il Medio Oriente, potrebbero mettere in serio pericolo macchina organizzativa e Giochi stessi. Non osiamo lontanamente immaginare una tregua, per esempio, fra Iran, Stati Uniti e Israele, con gli atleti che si stanno cimentando alla conquista di una medaglia. Sarebbe fantasport, una disciplina alla quale abbiamo già dato e alla quale non vorremmo nemmeno pensare.
Non ci sono buone notizie, in quanto i bombardamenti si stanno allargando anche lungo il fronte del Mediterraneo, alzando sostanzialmente il livello di allarme e preoccupazioneproprio, si diceva, sullo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 in programma, più o meno, fra cinque mesi (dal 21 agosto al 3 settembre).
Circa il conflitto provocato dall’attacco USA all’Iran e gli effetti provocati a cascata, la questione riguardante l’organizzazione della manifestazione sportiva è stata affrontata nel corso della Giunta del Coni. «Una volta riuniti in Giunta – spiega Buonfiglio – non abbiamo potuto fare altro che ammettere preoccupazione per i Giochi del Mediterraneo; il motivo èquanto sta accadendo in questi giorni; la prima settimana di aprile ci sarà una riunione a Taranto con il Comitato organizzatore alla quale prenderò parte con il ministro Andrea Abodi: sicuramente in quell’occasione avremo più di qualche certezza».

«C’E’ PREOCCUPAZIONE»
«Mi limito a constatare quanto sta accadendo. Siamo preoccupati – prosegue il presidente del Coni – provate ad osservare gli effetti della Borsa, l’imprevedibile che avviene dalla sera alla mattina; un tempo si facevano piani quinquennali, poi triennali, biennali, ora, purtroppo, semestrali: le variabili sono talmente tante, che diventa complicato organizzarsi in maniera ragionata. Fatte le debite premesse, ottimista per natura, devo comunque a vedere quello che sta succedendo oggi: sarei poco onesto se provassi a fornirvi notizie in un senso o nell'altro».
I Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto fin dal giorno dell’assegnazione alla Città dei Due Mari, hanno avuto uno sviluppo complicato, se pensiamo anche ad una serie di ritardi nei lavori accumulati nelle diverse fasi della pianificazione. In virtù di ciò, nel maggio di tre anni fa Massimo Ferrarese, imprenditore ed ex presidente della Provincia di Brindisi, è stato nominato dal Governo Meloni commissario straordinario per i Giochi. Il suo compito principale: gestire i ritardi, la costruzione di nuovi impianti e la riqualificazione delle infrastrutture necessarie nella realizzazione dell’evento.

«…MA STAREMO A VEDERE»
Un primo allarme sulla possibile realizzazione dell’evento sportivo era stato lanciato dicembre dello scorso anno Davide Tizzano, presidente di Federcanottaggio (venuto a mancare a fine 2025). Tizzano in qualità presidente della Confederazione internazionale dei Giochi del Mediterraneo, aveva espresso nel corso del Consiglio del Coni perplessità sullo stato di avanzamento dei lavori. In uno dei suoi ultimi interventi, ebbe a dire che il Comitato organizzatore non fosse in grado di mettere in piedi i Giochi entro la data assegnata.
Tizzano, inoltre, si era lamentato del fatto che mancassero, oltre agli impiantiun’organizzazione che non c’è. Parole successivamente smentite da Ferrarese. Stando a quanto asserito successivamente dal Commissario straordinario dei Giochi, i lavori a Taranto, proseguono secondo il cronoprogramma e saranno completati in tempo utile per i Giochi.
Nel frattempo, il Comitato organizzatore ha presentato il cosiddetto “Look of the Games”, vale a dire l’identità visiva che accompagnerà il racconto dell’evento internazionale. Richiama il fluire dell’acqua – fanno sapere – elemento centrale nell’identità dei Giochi con il mare – il riferimento è al Mediterraneo – come metafora capace di unire popoli e culture. L’auspicio è che i conflitti subiscano un arresto, si torni subito a parlare di pace e, naturalmente, di sport qualcosa che più di ogni altro principio avvicina, più che allontanare.








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