Il Rapporto Waste Watcher fotografa il paradosso italiano
Buttati via 6,6 miliardi!
Spreco giù dell’11% e sotto i 500 grammi a settimana, ma nella spazzatura finiscono ancora 25 chili di cibo a testa (112 euro a persona). Mentre altrove si muore di fame. Ma è la prima volta che il Paese finisce sotto la soglia psicologica. Non c’è più la stessa disponibilità economica: 493,7 grammi contro i 555 dello scorso anno. Obiettivo è raggiungere un “accettabile” 369 grammi. Segrè: «Non è solo un costo, è un moltiplicatore di disuguaglianze». Gli americani buttano quasi 300 grammi più di noi. Assegnati gli Oscar antispreco 2026

Spreco alimentare, in fumo oltre sei miliardi e mezzo di euro, mentre il mondo muore di fame. Il paradosso che non possiamo più permetterci: nelle cucine italiane finiscono nella spazzatura 25,74 chili di cibo a testa ogni anno. Vale 112 euro a persona, 6,6 miliardi di euro bruciati in tutta Italia.
Una cifra insostenibile, resa ancora più grave da un sistema agroalimentare al collasso. Il clima impazzito e le guerre fanno schizzare i costi di produzione e i prezzi al supermercato. E noi, cosa facciamo? Gettiamo.
Eppure, qualcosa si muove. Ed è una buona notizia, ovviamente dipende da quale angolazione la si voglia esaminare. Per la prima volta, l’Italia è scesa sotto il muro dei 500 grammi di spreco a settimana a persona. Siamo a 493,7 grammi, contro i 555,8 grammi di un anno fa. Un taglio secco dell'11,17% in dodici mesi. Un ridimensionamento dovuto anche al portafogli più leggero, a una crisi economica sotto gli occhi di tutti.
PASSO AVANTI…
Ma il passo avanti è comunque sotto gli occhi di quanti hanno svolto questo studio. Gli italiani si avvicinano all’obiettivo fissato dall’Agenda 2030 dell’Onu: 369,73 grammi a settimana. La meta è, però, ancora lontana, anche se la rotta sarebbe quella giusta.
È, comunque, la fotografia impietosa e allo stesso tempo incoraggiante scattata dal “Rapporto Waste Watcher”, promosso dalla campagna “Spreco Zero” e presentato in occasione della Settima Giornata internazionale Onu contro le perdite e gli sprechi alimentari.
Ma resta l’ingiustizia più grande. A sprecare di più sono proprio le famiglie con meno reddito. Chi ha meno, butta di più, in proporzione alle proprie risorse. «Lo spreco non è solo un danno economico e ambientale», ha spiegato Andrea Segrè, direttore scientifico dell'Osservatorio, «diventa un moltiplicatore delle disuguaglianze».

MILIARDI IN FUMO
Miliardi in fumo qui, in Italia, mentre in altre parti del pianeta si soffre e si muore di fame. È questo il nodo. Non è solo una questione di frigorifero, è una questione etica.
Per vincerla, dice il “Rapporto”, bisogna mappare ogni luogo dove il cibo si perde. E le abitudini stanno cambiando: in vacanza, il 66% dei turisti nelle case vacanza consuma tutto quello che compra. Al ristorante, la doggy bag (busta salva-avanzi) non è più una vergogna, ma un gesto di responsabilità.
Il confronto con gli Stati Uniti è illuminante: gli americani buttano 775,7 grammi a settimana a testa, quasi 300 grammi più di noi. E curiosamente, a sprecare di più sono gli italo-americani: il 42% getta cibo almeno una volta a settimana, contro il 29% della media Usa, pur riconoscendo nell’87% dei casi che «la tradizione italiana insegna a non sprecare».

CAMPAGNA “SPRECO ZERO”…
Intanto, la campagna “Spreco Zero”, come riporta, puntuale, l’agenzia giornalistica nazionale Ansa, celebra chi fa bene. Consegnati i vincitori 2026 del premio “Vivere a spreco zero”, giunto alla 14esima edizione, gli Oscar italiani della sostenibilità.
Dal gelato vegetale e stagionale del laboratorio Pod di Torino all’Orto Solidale valdostano che recupera frutta e verdura in eccesso per le persone fragili, fino a “Il Sogno di Lola”, il cortometraggio degli studenti di Castellammare di Stabia contro lo spreco.
Per la Biodiversità premiata la Stazione consorziale di Granicoltura per la Sicilia, avamposto per i cereali nei climi aridi. Per le Scuole vince l’Istituto Archè di Catania con la sua Circolare Gastronomica.

…E IL TERZO SETTORE
Per il Terzo Settore i Magazzini sociali di “Io Potentino Ets”, che ridistribuiscono l’eccesso. Per le imprese “Fruttagel” con il progetto “Dal campo al banco con Ortilio” in 40 classi tra Emilia-Romagna e Molise.
Novità di quest’anno, il premio speciale “Staffetta tra generazioni” a “Prendi in casa”, l’idea che fa incontrare anziani soli e studenti fuorisede: un tetto in cambio di compagnia. Per la Saggistica, infine, “Uniti per la vita. Storia di simbiosi e cooperazioni” di Maurizio Casiraghi e Telmo Pievani.
Piccole rivoluzioni che insegnano una cosa semplice: il cibo non si butta. Mai. Soprattutto quando altrove manca.




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