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Sabato scorso, caos a Milano, minori fermati

Claudio Frascella
7 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Milano saccheggiata


Capoluogo blindato, danni per un milione. Le vetrine sfondate con un monopattino. Oltre cinquanta arresti, quasi tutti sotto i diciotto anni. Paladini, consigliere regionale del Patto Civico, si è recato in Questura: «Ho visto solo lacrime, non tribunali morali sui social: genitori disperati!»




Sabato scorso, 17 ottobre, le manifestazioni contro caro-vita, caro-benzina e pressione fiscale sono degenerate in guerriglia urbana. A Milano centinaia di giovanissimi vestiti di nero hanno assediato piazza Duomo costringendo le Forze dell’ordine ad arretrare sotto il lancio di bombe carta, transenne e bottiglie, fino a occupare la piazza simbolo della città. Il bilancio del sabato è di 197 persone identificate, 28 arresti di cui 12 minorenni e 6 stranieri, 43 denunciati e 141 feriti tra gli agenti. A Milano circa cinquemila manifestanti, tremila a Torino, duemila a Bologna, seicento a Brescia e ottocento a Bergamo.

Tensioni e disordini si sono ripetuti nel pomeriggio di domenica 18, con negozi assaltati in via Orefici e centro blindato. Si sono registrati scontri anche a Torino, Bologna e Bergamo, con sassaiole e petardi contro la polizia.




RIAVVOLGIAMO IL NASTRO…

Ma ripartiamo dal pomeriggio di guerriglia in centro. Presi di mira i negozi Levi’s e Under Armour in via Orefici, a due passi dal Duomo. Vetrine sfondate a calci e con il manubrio di un monopattino, poi l’irruzione: merce portata fuori, grucce lanciate in strada sotto gli occhi di chi filmava.

È poi scattata la carica degli agenti in antisommossa con i lacrimogeni. Piazza Cordusio presidiata, cestini e monopattini a terra. Galleria blindata, locali storici come Camparino e Cracco chiusi, nel pomeriggio il Duomo interdetto ai turisti.

Il bilancio pesa: oltre un milione di euro di danni tra vetrine, arredi e refurtiva. Boutique del lusso, da Hermès a Chanel, serrande abbassate per paura di nuovi assalti. Una cinquantina gli arresti, solo undici maggiorenni. Le accuse sono pesanti: devastazione e saccheggio, pene da 8 a 15 anni, e resistenza pluriaggravata. Per i pm i giovani hanno mostrato «assoluta disinvoltura ad improvvise azioni distruttive e di rara violenza».



PALADINI: «VOGLIO CAPIRE…»

Mentre la Procura di Milano e quella minorile chiedono il carcere per il «concreto pericolo di reiterazione», si apre il fronte delle famiglie senza notizie dei figli. In questura si è SUBITO recato Luca Paladini, consigliere regionale del Patto Civico e vicepresidente della Commissione carceri: «Mi sono fatto dare i nomi e mi sono fatto dire se i genitori potevano venire a conoscenza di che sorte sarebbe poi capitata a questi ragazzi». «Ne ho visti uscire parecchi – ha proseguito Paladini – che sono stati liberati e di alcuni le notizie sono quantomeno contraddittorie: andrà verificato se sono stati portati al Beccaria, se sono stati trasferiti addirittura in altri istituti e carceri minorili in altre regioni italiane. Nel momento in cui ho raccolto informazioni, le notizie non erano del tutto chiare».

Poi l’affondo del consigliere regionale del Patto Civico e vicepresidente della Commissione carceri interviene in video sui social: «Do per scontato che mi verrà detto che dovevano pensarci prima e che sono dei padri e delle madri dissoluti. Io in realtà ho visto genitori disperati, lacrime, persone sinceramente angosciate. Mi interrogo molto sui Tribunali della morale che nascono sui social e non solo: nei prossimi giorni andrò al Beccaria a capire cosa sta succedendo».

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