Il Commissario Ricciardi girato nella Città dei Due mari
- Claudio Frascella
- 12 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Napule è…Taranto
Quattro episodi, a partire da lunedì scorso su Raiuno. E’ subito successo, con alti indici d’ascolto e gradimento. Protagonista del personaggio scaturito dalla penna di Maurizio De Giovanni, l’attore Lino Guanciale. Regia di Gianpaolo Tescari. Vicoli a gradoni del centro storico, apparentemente napoletani, sono in realtà le postierle in Città vecchia. Scene di interni ed esterni, tra cui via Duomo e via Nuova

Torna con i soliti alti indici d’ascolto quel Commissario Ricciardi, che sentiamo anche un po’ nostro. Il motivo è molto semplice, una volta lo abbiamo appena accennato: Taranto, inizialmente un po’ defilata rispetto alle riprese dedicate al personaggio scaturito dalla penna di De Giovanni, autore del fortunato protagonista della serie televisiva.
Lino Guanciale, bel tenebroso, ebbe modo di confermare la prosecuzione dello sceneggiato che lo vede protagonista, in occasione di un suo spettacolo tenuto proprio a Taranto, al teatro Orfeo: «A breve cominceremo le riprese per la terza serie: le cui riprese inizieranno nel febbraio del 2024 a Napoli per poi terminare due mesi dopo a Taranto», ebbe a dire l’attore, all’uscita del teatro tarantino, circondato da uno stuolo di fan in cerca di autografi e selfie. Disponibile, a dispetto di molti attori, sicuramente meno noti, che invece di concedersi per il minimo sindacale ad un pubblico al quale dovrebbero riconoscenza, si lasciò sfuggire l’anticipazione. «Tornerò a Taranto, ancora per lavoro, anche se non escludo che possa tornare da turista: conosco perfettamente la città vecchia, ma guardando le altre bellezze, seppur di sfuggita, considero questa una delle più belle città d’Italia».

PIAZZE, STRADINE E POSTERLE
Taranto come Napoli, si diceva. Operazione che, nella sostanza, somiglia a “Speriamo che me la cavo”, il film della Wertmuller interpretato da Paolo villaggio. Anche in quella occasione la città di Taranto ospitò il cast del film che si ispirava al libro di Marcello D’Orta. L’atmosfera autentica dei vicoli del centro storico di Napoli, che restituisce la vera vita popolare, è stata in parte ricreata nelle stradine e piazze di Taranto vecchia, seguendo la stessa scelta adottata nelle stagioni precedenti.
«Vediamo la Napoli povera, la stessa delle altre due stagioni, che è stata ricostruita dagli scenografi a Taranto vecchia. Poi c’è la Napoli ricca, ricostruita in città e a Roma. Di Napoli sono stati utilizzati luoghi iconici dell’epoca fascista, come il Palazzo delle Poste o la Casa del Mutilato», ha raccontato in sede di presentazione il regista Gianpaolo Tescari, a proposito delle location, rivelando, tra i luoghi più suggestivi in cui ha girato, il Museo Filangieri di Napoli.

LA CITTA’ CHE CREA UN’ATMOSFERA
Ricorda lo slogan di un vecchio brandy, ma a detta di produttori e regista, ma anche sceneggiatori che hanno perfezionato le location con quel tocco “napoletano”, Taranto è una città che crea un’atmosfera. L’atmosfera autentica dei vicoli del centro storico di Napoli, che restituisce la vera vita popolare, è stata in parte ricreata nelle stradine e piazze di Taranto vecchia, seguendo la stessa scelta adottata nelle stagioni precedenti. Le riprese nel capoluogo ionico si sono svolte dal 16 marzo al 19 aprile dello scorso anno, per un totale di cinque settimane. Successivamente, cast e troupe si sono trasferiti a Roma, dove le riprese sono proseguite fino alla fine di maggio.
Alcune ambientazioni, come i camerini e la sartoria del San Carlo o la via Toledo d’epoca con i negozi dei Colombo, sono state ricostruite nell’ex area NATO di Bagnoli. I vicoli a gradoni del centro storico, apparentemente napoletani, sono in realtà le postierle di Taranto, che collegano la parte alta e bassa della città. Qui sono state girate scene di interni ed esterni, tra cui via Duomo e via Nuova.








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