Il blitz americano in Venezuela colpisce Cina e Huawei
- Claudio Frascella
- 19 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Gli USA depotenziano la Cina
La cattura di Maduro, coglie alla sprovvista il governo di Pechino. I rapporti commerciali con Caracas consideravano anche un partenariato “non solo tecnologico” con Brasile, Colombia, Messico e Cile. Ma Trump ha spiazzato Xí Jìnpíng, il blitz militare sarebbe “uno shock informativo”. Le infrastrutture digitali del Sud America (5G, cloud e AI)diventerebbero il vero campo di battaglia fra i due Stati in continuo conflitto commerciale

Il raid su Caracas, in Venezuela, ordinato da Donald Trump, non è stato solo un atto di forza, ma anche una mazzata alla Cina di Xí Jìnpíng, che lì, in Venezuela con Maduro al comando del Paese sudamericano, di investimenti ne aveva fatti (e ne sta ancora facendo) in direzione dell’informatica con in testa il colosso tecnologico cinese Huawei, che ha smesso di essere solo un produttore di apparati per le reti mobili.
Lo scrivono l’Associated Presse e LaPresse, due fra le maggiori agenzie di stampa al mondo. Secondo l’attento esame posto sul tavolo dell’informazione, ripreso da una altrettanto acuta disamina de Linkiesta, giornale di opinioni, analisi e approfondimenti sull’attualità politica, economica e culturale italiana e, naturalmente internazionale, è una incursione sì militare che potrebbe aver cambiato la percezione del rischio. Insomma, non sarebbe più una guerra commerciale o diplomatica, ma una guerra di potere, una guerra che si combatte nei data center.

MADURO PRELEVATO…
Guardando in superficie, il giorno in cui i commando americani hanno fatto il loro ingresso a Caracas e hanno prelevato Nicolás Maduro, l’operazione è stata vista – vissuta, come meglio credete – come una delle dimostrazioni di forza di Donald Trump, il presidente USA. Per il governo cinese, dunque, quel blitz militare avrebbe anche il valore di “uno shock informativo”. Secondo quanto sostiene Linkiesta che riprende agenzia americana e francese, “poche ore prima, Maduro, il leader venezuelano, aveva ricevuto Qiu Xiaoqi, inviato speciale cinese per l’America Latina”. Si era tenuto un lungo incontro in cui le due parti in causa avevano ribadito la loro collaborazione, detto in soldoni “un partenariato strategico”. Questo, fino a quando Maduro non viene preso, prelevato e condotto negli Stati Uniti, con tanto di trionfale conferenza stampa del tycoon americano.
L’emittente di Hong Kong, Phoenix TV, legata a gruppi statali cinesi, ha rimosso in fretta il servizio sull’incontro con Qiu Xiaoqi. Il governo di Pechino non aveva previsto che quello di Washington sarebbe giunto a tanto, ma soprattutto, non lo avrebbe portato a termine in tempi così rapidi, cogliendo la Cina una volta tanto di sorpresa.

PIANI CINESI SPETTINATI
Un’operazione, quella americana che di colpo sconvolge i piani della Cina, che proprio lì, in Venezuela, ma sostanzialmente in America Latina, era attiva nel costruire una delle sue architetture di influenza più sofisticate, qualcosa che concentrasse obiettivi sensibili (ed economici) di elevatissima utilità: petrolio (venezuelano), litio argentino, soia brasiliana. E, a seguire, ma non per questo secondo a temi così importanti, infrastrutture tecnologiche.
A metà dicembre, la politica cinese, indicava “una cooperazione ormai strutturale, di un’integrazione irreversibile”, presentando proprio lo Stato al quale era al comando Maduro, uno dei pilastri della presenza cinese in Venezuela.
Ma il blitz americano che scombina i piani cinesi? Bene, negli ultimi cinque anni Huawei aveva smesso di essere semplicemente produttore di apparati per le reti mobili. Le sanzioni economiche statunitensi avevano suggerito al colosso tecnologico cinese didiversificare, investendo in cloud computing, data center e chip per l’intelligenza artificiale.

SE LA VITTIMA FOSSE HUAWEI
Mentre in Europa si discuteva di altro, in Brasile, Colombia, Messico e Cile, il colosso tecnologico cinese Huawei costruiva infrastrutture digitali critiche, tanto che l’operazione compiuta su Caracas l’ha resa diversa rispetto alle tante avventure latinoamericane del passato.
Trump non sta semplicemente riaffermando una sfera di influenza geopolitica. Sta tentando di creare una sfera di influenza digitale. L’idea implicita è che un continente sotto controllo americano non possa permettersi infrastrutture critiche fornite da una potenza rivale. Il Venezuela fino a pochi giorni dal blitz USA era l’unico Paese del Sudamerica che, stando alle informazioni rese da Nokia ed Ericsson, era diventato quasi completamente chiuso ai fornitori occidentali e dipendente da tecnologia cinese. Ecco perché, alla fine, detto del petrolio, la vera vittima di questa guerra strategica potrebbe essere Huawei.









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