Dopo i sessant’anni, per vivere sani e belli
- Claudio Frascella
- 27 lug 2025
- Tempo di lettura: 4 min
«Ve la do io la dieta!»
La genetica può aiutare ad arrivare anche a centodieci anni. Lo assicura Longo, un docente in fatto di “elisir”. Suggerisce, in due mosse: cosa fare e non fare quest’estate. Altre scuole di pensiero. Di certo fa bene bere, ma acqua, come se piovesse. Alcol, lasciamo stare, non aiuta. Non siate rigidi: scelte ragionate per farci stare bene
Se la vita comincia a quarant’anni, la dieta può anche cominciare a sessanta. Insomma, la Terza età, con tutto il rispetto per quanti ci stanno già dentro (un “range” tutto da vedere a proposito di “anni”, quelli che si hanno e quelli che si sentono…), può attendere.
Vi risparmiamo un sacco di titoli, dai libri ai soggetti, ai film, le sceneggiature televisive riprese comunque da un tema che sta a cuore a tanti. Noi compresi. La vita è un dono, va vissuta a tutto tondo e se cerchiamo e, magari, riusciamo a rendercela più sobria, alleggerendoci l’età, fisica e mentale, meglio per tutti. Per noi e per quanti ci stanno intorno. Una, quella fisica, infatti, il più delle volte dipende dall’altra, quella mentale.

VIA I PREAMBOLI
Preambolo inevitabile considerando che uno dei massimi esperti mondiali di biogerontologia e nutrizione, Valter Longo, è italiano e proprio in questi giorni su una delle riviste patinate più famose al mondo, “Men’s healt”, ha indicato tutta una serie di suggerimenti. Tutti interessanti. A questi, ma anche ad altre indicazioni riprese da altri “dietologi” di fama nazionale e internazionale, faremo riferimento in questo approfondimento dal carattere spensierato, “domenicale” per tenerci sul “leggero”.
Direttore del Longevity Institute di Southern, California, Longo, autore di successi librari come “La dieta della longevità” e “Il digiuno per la prevenzione del cancro”, sostiene che «l’alimentazione gioca un ruolo centrale nel rallentare l’invecchiamento e migliorare la qualità della vita».
L’estate può essere il momento perfetto per ripensare alla nostra alimentazione così da assicurarci nel dare al nostrocorpo proprio ciò di cui ha bisogno. Attenzione, non è necessario rivoluzionare completamente la nostra dieta: sono sufficienti piccoli accorgimenti a fare la differenza.

GENETICA E STILE DI VITA
Dicevamo di Longo. «Genetica e stile di vita – sostiene lo studioso dalle pagine di “Men’s Healt” – sono due elementi che interagiscono profondamente nel determinare quanto viviamo: la genetica può aiutare ad arrivare anche a centodieci anni, ma per vivere fino a sessantacinque o novanta, il ruolo decisivo lo giocano alimentazione e abitudini quotidiane».
Il concetto alla base della teoria dello studioso è semplice: ciò che mangiamo (e quando mangiamo) influisce direttamente sui processi biologici che regolano l’invecchiamento, la salute metabolica e la prevenzione delle malattie croniche.
Ecco i punti chiave della dieta della longevità secondo Longo per chi ha superato i sessant’anni: 80% dell’apporto calorico da carboidrati complessi (non raffinati); ampio consumo di cereali integrali, legumi, frutta secca e olio extravergine di oliva; frutta in quantità moderata. Non finisce qui, anzi lo studioso dalle colonne della rivista, prosegue, suggerisce una maggiore quantità di proteine, per sostenere la massa muscolare, fondamentale in età avanzata. Questa alimentazione ha l’obiettivo di ridurre l’infiammazione cronica, migliorare il metabolismo e fornire supporto nutrizionale a tutto l’organismo.

CONSULTIAMO UN MEDICO…
«Sebbene le ricerche di Longo siano promettenti, non esiste una dieta perfetta valida per ogni individuo – puntualizza Men’s Healt - per età, condizioni mediche, livello di attività fisica e fabbisogni nutrizionali sono fattori determinanti. Prima di intraprendere cambiamenti significativi nel proprio regime alimentare — soprattutto quelli che includono restrizioni o periodi di digiuno — è sempre consigliabile consultare un medico o un nutrizionista».
Altra scuola di pensiero, rispetto a quella messa in campo dallo “studioso fra gli studiosi”. Anche questa seconda è una campana che sentiamo la necessità di ascoltare. A proposito dei cibi indicati dopo i sessant’anni, il segreto risiede nella qualità e non nella quantità.
Con l’avanzare dell’età i soggetti interessati alla dieta, potrebbero non sentire più la sete come prima, anche se il corpo richiede ancora acqua, tanta, specie in estate con il caldo che fa: dai sei agli otto bicchieri al giorno: non solo acqua, ma liquidi in genere, principalmente tè, zuppe e frutta succosa.

SALE? MENO, GIU’ LE CALORIE
Passiamo alle cose da ridurre, con buona pace dei dietologi: sale (meno può fare molto per la pressione sanguigna); zuccheri aggiunti (congediamo le calorie vuote e facciamo spazio a nutrienti più preziosi); grassi saturi(limitazione dei cibi processati per assumere grassi sani: olio d’oliva e frutta secca).
Peccatuccio, alcolici: ne abbiamo proprio bisogno? E allora, limitiamoli alle occasioni speciali: questa scelta, senza tanto girarci intorno, è un grande regalo per il nostroorganismo.
Infine, teniamo a mente che ogni pasto è un’occasione per nutrire corpo e mente: non una dieta rigida, ma scelte ragionate che hanno come unico scopo farci stare bene.
Una dieta sana si coniuga perfettamente con l’attività fisica:anche solo una passeggiata quotidiana può fare miracoli.Pranzetti e cenette, ma sì, meglio se in compagnia, aiuta a socializzare: non solo è divertente, ma aiuta a mangiare e digerire meglio.








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