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Donald Trump, stavolta sbotta, ne ha anche per Israele

  • Claudio Frascella
  • 25 giu 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

«Sono inviperito!»


«Era stato trovato un accordo per il “Cessate il fuoco” e Netanyahu che fa? Sgancia bombe sull’Iran», dice il presidente USA. «I due Stati non sanno nemmeno cosa “cavolo” stanno combinando!», riprende. «Non so che dire: sarà che questi due Paesi hanno combattuto così a lungo, e così duramente, che ora non sanno cosa c… stanno facendo!».

 

«Israele e Iran non sanno nemmeno cosa “cavolo” stanno facendo!». In realtà, Donald Trump ha usato una parola più pesante di “cavolo” e per una volta ci trova perfettamente d’accordo, sui toni e perfino sui contenuti. Il presidente degli Stati Uniti, in partenza per il vertice Nato all’Aja, ieri ha proprio dato l’impressione di aver perso le staffe ed essersela presa un po’ di più proprio con Netanyahu. Con il leader israeliano, Trump aveva precedentemente avuto una lunga conversazione telefonica nel corso della quale gli era stata assicurata una breve tregua, un “cessate il fuoco”. Un primo passo dopo il quale i due Stati avrebbero potuto aprire un dialogo dopo gli attacchi reciproci registrati in questi giorni. Attacchi aperti, ad onor del vero, proprio da Netanyahu che aveva imbastito qualcosa che ha a che fare con una “guerra preventiva”: «Iran, non hai l’atomica? Ma hai tutta l’intenzione di costruirla e, dunque, bombardarci, ergo: prima che siate voi a farci saltare per aria, ci pensiamo noi…».

«DARSELE DI SANTA RAGIONE!»

Certo, è un fantaragionamento, ma forse non tanto distante dalla realtà, se Trump, che ha un’alta considerazione di se stesso, ieri mentre si stava imbarcando per una nuova missione Nato in Europa, si è lasciato andare ad un affondo nel quale non ha risparmiato nessuno dei due Paesi belligeranti. Netanyahu, in particolare, è finito nel mirino del presidente USA. «Israele non attaccherà l’Iran – aveva assicurato Trump alle agenzie, mettendoci la faccia e ostentando la sicurezza dell’uomo forte che non deve chiedere mai – tutti gli aerei torneranno a casa, mentre faranno un saluto amichevole all’Iran», le sue parole. «Tranquilli – aveva aggiunto, sicuro – nessuno sarà ferito, da questo momento è in vigore il “cessate il fuoco”: l’Iran, da parte sua, non ricostruirà più le sue strutture nucleari».  Quasi temendo che la parola appena data dal leader israeliano potesse essere subito disattesa, aveva esortato: «Israele, non sganciare quelle bombe: se lo fai, è una violazione grave, riporta a casa i tuoi piloti, subito!».

TRUMP, MOLTO “CONTRARIATO”

Viene informato, pare che Israele stia insistendo nonostante avesse assicurato di bloccare gli attacchi. A quel punto, Trump perde la pazienza e usa l’espressione più in voga, qualcosa che, dicevamo, assomigli più a “cacchio”. Trump si “infervora” (e anche qui andiamo con i piedi di piombo, altrimenti diventa un film del “Monnezza” Anni Settanta.

Censura l’atteggiamento di Israele: «Dopo un'ora dall'accordo – dice Trump – Israele che fa? Prende e sgancia un carico di bombe mai visto». Perde le staffe, a domanda risponde, sempre più “incavolato”: «Non so che dire – risponde ai giornalisti – sarà che questi due Paesi hanno combattuto così a lungo, e così duramente, che ora non sanno cosa c… stanno facendo! Non so darmi altra spiegazione!».

SEVERO CON NETANYAHU

Severo nei confronti di Netanyahu. «Israele ha sganciato missili subito dopo aver accettato l'accordo». Circa l’Iran: «Le capacità nucleari del Paese sono esaurite e non ricostruirà mai il suo programma nucleare».

Restiamo in attesa di nuovi sviluppi, evidentemente in positivo. Intanto, ieri mattina, all’alba, nella base italiana dell’Unifil, a sud del Libano, sono partiti gli allarmi causati dal lancio di missili tra Israele e Iran. Nel momento in cui venivano effettuati gli ultimi lanci, e Trump annunciava la tregua tra Israele e Iran, ecco che nella base di Shama sono riecheggiati gli allarmi che ordinavano ai militari di trovare riparo con i dispositivi di protezione indossati.

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