Da Socrate a Fromm, passando per Marx e il Manifesto dell’uguaglianza
- Claudio Frascella
- 19 apr
- Tempo di lettura: 4 min
La libertà secondo la filosofia
Il valore di un concetto che nasce dalla ribellione. Gli antichi filosofi hanno tramandato pensiero e sostanza, su cosa, in realtà, significhi vivere in libertà. Tema in apparenza semplice, diventa una corsa ad ostacoli. Spiegare il senso di questa parola in poche battute è missione complicata, ma stuzzicante

Abbiamo spesso scritto nelle sue varie declinazioni il valore della libertà, un concetto che nasce sì dalla ribellione, ma a cui viene data enorme profondità dagli antichi filosofi che nel tempo hanno tramandato pensiero e sostanza, cosa significhi la parola “libertà” e cosa sia il vivere in libertà. Come tutti gli argomenti, in apparenza semplici, questi diventano una corsa ad ostacoli, perché spiegare il senso di libertà in poche battute, in una pagina di riflessione, è missione complicata.
Qualsiasi ragionamento sulla libertà rappresenta uno dei nodi fondamentali del pensiero filosofico occidentale. Pur nella varietà e complessità delle posizioni, a partire dall’era moderna si possono individuare due modalità principali con cui il tema è stato più volte affrontato. La libertà, provando a parlare “politico”, viene vista come superamento dei vincoli esterni e oggettivi che impediscono all’individuo di realizzare, liberamente, il proprio progetto di vita: libertà, riflettono i filosofi, vista come condizione personale ed esistenziale, che esula dal contesto esterno specifico in cui il soggetto si trova a vivere.

SALVO ECCEZIONI…
Con eccezioni diverse, per esempio, i pensatori occidentali hanno affrontato il tema della libertà in senso individuale e individualistico. Una nostra breve ricerca, per esempio, ci porta sulle tracce del “Saggio sulla libertà” scritto dall’inglese John Stuart Mill, pubblicato a metà Ottocento.
Se sul piano squisitamente teorico la posizione di Mill appare condivisibile e auspicabile, negli stessi anni il tedesco Karl Marx mette in evidenza quali siano le condizioni di una sempre più ampia fetta di popolazione: masse di lavoratori, cioè, che hanno abbandonato il mondo rurale per lavorare nelle fabbriche delle grandi città, andando a demarcare in modo sempre più netto la distinzione tra classi agiate e classi proletarie.
L’obiettivo per Marx consiste nel superare la struttura della società borghese del suo tempo, basata su sfruttamento e contrapposizione sociale, per creare «un’associazione nella quale il libero sviluppo di ciascuno rappresenti la condizione per il libero sviluppo di tutti». (Manifesto del partito comunista, 1848).

QUANTE RIFLESSIONI HAI
Quando si parla della libertà di essere se stessi, la filosofia offre riflessioni vastissime e spesso molto complesse. Qui, però, l’obiettivo è diverso: proporre un percorso chiaro, immediato e legato all’esperienza concreta.
Ma per una percezione diversa della libertà è bene compiere un breve percorso in alcune delle frasi più celebri sulla libertà selezionate dagli studenti.
Una fra le più celebri, legata anche questa al senso di libertà è “Conosci te stesso”: frase legata a Socrate, filosofo dell’antica Grecia. Non puoi essere libero se non sai chi sei; se non conosci desideri, paure, limiti, rischi di vivere secondo le aspettative degli altri. Parola di Socrate.
SALUTAMI A SOCRATE
“Ama e fa’ ciò che vuoi”, appartiene ad Agostino. Ma, attenzione, non fatevi ingannare dall’uso che si fa di questa frase, perché non significa “fai quello che ti pare”, ma che se ami davvero il bene, allora le tue azioni saranno libere e allo stesso tempo responsabili. L’“amore” qui è inteso come cura per gli altri e per te.
Quando si parla della libertà di essere se stessi, la filosofia offre riflessioni vastissime e spesso molto complesse. Qui, però, l’obiettivo è diverso: proporre un percorso chiaro, immediato e legato all’esperienza concreta. Ma per una percezione diversa della libertà è bene compiere un breve percorso in alcune delle frasi più celebri sulla libertà selezionate dagli studenti.
Una fra le più celebri, legata anche questa al senso di libertà è “Conosci te stesso”: frase legata a Socrate, filosofo dell’antica Grecia. Non puoi essere libero se non sai chi sei; se non conosci desideri, paure, limiti, rischi di vivere secondo le aspettative degli altri. Parola di Socrate.

AGOSTINO, NIETZSCHE
“Ama e fa’ ciò che vuoi”, appartiene ad Agostino. Ma, attenzione, non fatevi ingannare dall’uso che si fa di questa frase, perché non significa “fai quello che ti pare”, ma che se ami davvero il bene, allora le tue azioni saranno libere e allo stesso tempo responsabili. L’“amore” qui è inteso come cura per gli altri e per te.
“Diventa ciò che sei” è, invece, di Nietzsche. Lui insiste sull’idea che ognuno abbia un potenziale unico e che la libertà sia il coraggio di svilupparlo, anche se va contro le aspettative sociali. Non è un invito all’egoismo, ma a non vivere come copia degli altri.
“La libertà è obbedire alla legge che ci diamo da noi stessi” è di Kant, grande filosofo che non fa altro che collegare la libertà alla responsabilità morale: non sei libero quando segui solo i tuoi istinti, ma quando scegli consapevolmente delle regole interiori (come non mentire, non usare gli altri) e le rispetti anche quando ti costano.

CONDANNATI ALLA LIBERTA’
“L’uomo è condannato a essere libero”, scriveva Jean-Paul Sartre. Una frase provocatoria per dire che non puoi scappare dalle tue scelte: anche non scegliere è una scelta. La libertà, quindi, non è comoda: porta – sempre secondo Sartre – con sé ansia, responsabilità, rischio di sbagliare.
“Non si nasce donna, lo si diventa” è, invece, di Simone de Beauvoir. Una riflessione riconducibile al femminismo, tano che parla di identità costruita, non solo data alla nascita. In generale, dice de Beauvoir, molti studiosi la leggono come: non nasci già “te stesso”, ci diventi attraverso scelte, relazioni, conflitti con gli stereotipi.
Infine, Erich Fromm, anche se il sentiero filosofico sulla libertà, l’uso e il suo impiego, è lungo e articolato. Fromm dice: “Non esiste né bene né male se non c'è la libertà di disobbedire”, ad indicare un’idea fondamentale: il valore morale delle azioni esiste solo quando l’individuo è realmente libero di scegliere.
Se una persona non ha la possibilità di disobbedire, di deviare dalle regole o dalle imposizioni, allora le sue azioni non possono essere considerate né veramente “buone” né “cattive”, perché mancano di responsabilità autentica.




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