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Bloccata la missione di aiuti umanitari a Gaza

  • Claudio Frascella
  • 3 ott 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Flotilla, fine corsa


Militari israeliani hanno fermato i numerosi attivisti italiani. Lo scopo era portare nelle zone della Striscia acqua, cibo, medicinali, generi di prima necessità. Dalla Farnesina, due ipotesi: accettare l’espulsione volontaria immediata o respingerla. Una ventina le imbarcazioni intercettate. Dal sito vengono aggiornati gli organi di stampa e, dunque, il governo. Sulle navi intercettate viaggerebbero anche due parlamentari


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Identificati e trattenuti. Secondo il Ministero degli Esteri, gli occupanti degli equipaggi della Flotilla, l’insieme di imbarcazioni diretto verso Gaza con l’obiettivo di portare sostegni umanitari a quanti soffrono, potrebbero poter scegliere tra l’espulsione o la detenzione in attesa di rimpatrio forzato.

Nel pomeriggio di mercoledì, erano stati intercettati da Israele a circa settanta miglia dalla Striscia di Gaza, dove centinaia di migliaia di esseri umani, fra questi, bambini e donne, alla disperazione a causa di fame e sete, senza contare la grave mancanza di assistenza sanitaria. Prima l’uso degli idranti, poi gli abbordaggi.


Diretta dalla Flotilla: le navi Al Manhuga, Fair lady e altre durante la notte.
Diretta dalla Flotilla: le navi Al Manhuga, Fair lady e altre durante la notte.

TUTTO IN UNA NOTTE

Con queste modalità l’esercito israeliano ha continuato per tutta la notte, proseguendo la sua attività di intercettazione e di sequestro di uomini e viveri.  Fino a due giorni fa, gli attivisti italiani fermati erano una già una trentina. Come gli altri componenti degli equipaggi intercettati, anche gli italiani saranno accompagnati in uno dei principali porti mercantili di Israele, a poche decine di chilometri dalla Striscia di Gaza. Poi, stando secondo informazioni giunte dalla Farnesina, l’unità di crisi del governo italiano, saranno posti di fronte a due alternative. accettare l’espulsione volontaria immediata o respingendo l’espulsione, dunque accettando la detenzione in attesa di rimpatrio forzato.


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STOP A VENTI IMBARCAZIONI

Fino a ieri, secondo informazioni riportate dall’agenzia Ansa, erano una ventina le imbarcazioni Global Sumud Flotilla intercettate dalla Marina israeliana. Sono queste le ultime informazioni fornite dal sito “Flotilla”, che aggiorna gli organi di stampa e, dunque, il governo, sulle rotte impegnate dalle imbarcazioni in tempo reale. Sulle navi che risultano intercettate viaggerebbero anche due parlamentari: il senatore Croatti (Cinquestelle) e la onorevole Scuderi (AVS).

«Circa trenta sono imbarcazioni che continuano a navigare a tutta velocità verso Gaza, a sole 46 miglia nautiche di distanza, nonostante le incessanti aggressioni della marina militare israeliana», aveva riportato su Telegram la Global Sumud Flotilla.


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STOP, NESSUNA REAZIONE

Un portavoce menzionato dalla tv araba, ha confermato che la missione del gruppo continua, «nonostante gli arresti e che le imbarcazioni – almeno fino a queste ore – starebbero a continuare navigando nel Mediterraneo per rompere l’assedio di Gaza: abbiamo circa trenta navi che stanno ancora cercando di allontanarsi dalle navi militari delle Forze di occupazione per raggiungere le coste di Gaza». «Sono determinate, motivate e stanno facendo tutto il possibile per giungere a destinazione».

Le immagini delle telecamere, che hanno ripreso parte delle scene fra intercettazione e fermo degli equipaggi sono state spente non appena soldati dell’esercito hanno compiuto le prime manovre. Nel breve volgere di un’ora le connessioni sono state annullate del tutto.

Sembra questo, al momento, l’epilogo sul confronto impari fra Flotilla e Israele. Le navi militari israeliane, a conclusione delle operazioni, avevano prima affiancato le imbarcazioni per poi salirvi a bordo e invitare gli occupanti a seguirli. Gli attivisti non hanno posto la minima resistenza.

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