Bari, studentessa universitaria, ventisei anni, aggredita al Rossani
- Claudio Frascella
- 2 giorni fa
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Giuditta, la vile aggressione
Circondata, spinta, presa a calci, mentre cercava solo il bagno. «Ero a terra e piena di sangue». Tra gli aggressori anche una dipendente del parco. Il Comune si costituirà parte civile. «Non basta aumentare i controlli», dice il sindaco. Intanto il governo studia pene più dure per i minorenni dopo i recenti episodi di violenza. Gli altri episodi di violenza nel capoluogo, ricordando l’omicidio di Sako Bakari

Un’aggressione “feroce”. Feroce, è questo l’aggettivo che resta scolpito nella mente dopo aver visto il volto distrutto di Giuditta, ventisei anni, studentessa barese. Nel tardo pomeriggio di giovedì, nel parco Rossani a Bari, è stata assalita e finita a terra, prima colpita e poi, una volta sul selciato, presa a calci da due uomini e un gruppetto di ragazzini.
A far emergere il caso è stata la stessa Giuditta. Prima il suo racconto è esploso online, poi è arrivata la denuncia. Da lì il fascicolo è finito anche a Comune, Procura e forze dell’ordine.

«VOLEVO USARE IL BAGNO»
«Volevo solo usare il bagno del parco: due adulti mi hanno bloccata, poi è arrivato un gruppo di bambini e ragazzini, tra gli 8 e i 14 anni, presumo, e insieme ai due grandi hanno cominciato a prendermi a calci in faccia» racconta la studentessa. «Ero a terra, piena di sangue, ho dovuto chiamare il 118 da sola, mentre la gente guardava», aspetto della vicenda ancora più inquietante.
Portata al Policlinico, Giuditta è uscita in serata con quaranta giorni di prognosi. «Ho il naso spaccato, non si può operare; ci sono fratture multiple: il corpo si rimette, la testa è un’altra cosa», spiega la ragazza.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia locale, gli aggressori sarebbero già stati rintracciati. Tra loro, riferisce il sindaco Vito Leccese, ci sarebbe anche «una donna che lavora alla custodia e pulizia del parco, struttura gestita da una società esterna».
PROVVEDIMENTI IMMEDIATI
Il Comune annuncia provvedimenti immediati. «Un comportamento così grave va punito», ha dichiarato il sindaco Leccese, che ha subito incontrato Giuditta per portarle la vicinanza dell’Amministrazione e ha assicurato che il Comune si costituirà parte civile.
Con la Polizia locale, ha assicurato il primo cittadino, si sta lavorando anche a più controlli nelle zone dove i ragazzi si ritrovano. Ma il sindaco frena, non può fare a meno di manifestare il suo punto di vista, non senza una punta di critica: «Non basta mettere un vigile in ogni piazza, dobbiamo chiederci che comunità vogliamo». Anche l’Università di Bari, dove Giuditta studia Filosofia, ha preso posizione: «Respingiamo una cultura della violenza che sta marcendo la nostra società».

RICORDANDO TARANTO E SAKO
Il problema però è più grande. Negli ultimi giorni a Bari si sono susseguiti altri episodi: un diciassettenne è stato picchiato da coetanei vicino alla stazione, un quindicenne rapinato con un coltello in pieno centro, un autobus preso a sassate. E il filo comune sono spesso ragazzi giovanissimi. Da qui la domanda che torna: «dove sbagliamo, a scuola o in famiglia?».
Nel frattempo a Roma si discute una nuova legge per colpire anche i minorenni responsabili di delitti pesanti. Come nel caso di Bakari Sako, trentacinque anni, ucciso all’alba, a Taranto, da una baby-gang.




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