top of page
Logo-Master-3__1_-removebg-preview.png

Vittima di gelosia, è stato accoltellato a morte

  • Claudio Frascella
  • 23 gen
  • Tempo di lettura: 4 min

Addio, Youssef


Origini egiziane, soccorso a nella sua scuola superiore di La Spezia, la corsa inutile in ospedale. Di mezzo un’amica, fidanzata con Zouhair, origini marocchine, che ha “inflitto” una lezione al compagno di scuola. Attonita la popolazione scolastica che accusa l’Istituto. «Ho incontrato i familiari del ragazzo ucciso, per testimoniare che lo Stato c’è», ha dichiarato Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione. «C’è un fascino nei confronti della violenza, i conflitti d’amore i ragazzi ormai li regolano così», il commento dello psichiatra e psicologo Paolo Crepet



Prima di chiudere gli occhi per sempre, Youssef Abanoub, lo studente di origini egiziane accoltellato all’interno dell’Istituto professionale “Domenico Chiodo” di La Spezia, ha lottato per ore tra la vita e la morte: il ragazzo, purtroppo, è morto la sera stessa. Motivi di gelosia avrebbero spinto Zouhair Atif, l’omicida, a munirsi di un coltello.

Una storia che non avremmo mai voluto raccontare, specie perché successa fra due ragazzi di origini straniere: uno, il ragazzo ucciso, egiziano; l’altro, il suo omicida, marocchino. Vi risparmiamo i commenti di quanti, ottusi, non manifestano un briciolo di umana pietà nei confronti di Youssef, che non c’è più. «Fino a quando se le danno fra loro…», è arrivato a scrivere, poi rimuovendo un messaggio bestiale, qualcuno. Una delle battute che circolano sui social, a proposito degli interventi sui diversi canali di comunicazione, non solo per ragazzi, è la seguente: «Prima di aprire bocca, pronunciarvi, assicuratevi che il cervello sia connesso». Evidentemente per quanti si sono lasciati andare a riflessioni idiote, più che provocatorie, questo invito è stato completamente ignorato.



LA CRONACA, DRAMMATICA

Ma torniamo alla cronaca. Youssef è stato colpito al costato da Zouhair, diciannove anni, marocchino residente ad Arcola, studente nella stessa scuola, è stato arrestato per omicidio. Youssef, origini egiziane, era stato soccorso dai medici del 118 e dalla Croce Rossa, che hanno tamponato come hanno potuto una copiosa emorragia durante la corsa in ospedale. Trasferito, nel pomeriggio in Rianimazione, Youssef è morto poco dopo.

Un ragazzo di origini egiziane, che non c’è più, e un ragazzo di origini marocchine, che non sa spiegarsi – parole del suo legale – questa sua escalation di violenza. Zouhair affida la sua difesa a un avvocato. Quest’ultimo, dal suo canto, fa il suo mestiere, blandisce quel gesto estremo come può. Non lo giustifica, ma prova a imbastire una difesa, dopo l’arrestodel suo assistito, connotato secondo gli inquirenti da “peculiare brutalità” e “allarmante disinvoltura”.

Lo ha scritto il gip spezino nell’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere per Atif al termine dell’udienza di convalida dell'arresto. Provvedimento confermato da Cesare Baldini, l’avvocato che difende il giovane, uscendo dal carcere della città ligure dove si è svolta l’udienza preliminare.



«UN PASSATO DI SOFFERENZE…»

«Ha detto di essersi sentito minacciato da questo ragazzo – ha detto il legale dell’omicida – e nega assolutamente ci siano stati altri episodi di minacce da parte sua con un coltello in passato». Poi l’avvocato traccia un profilo psicologico sul suo assistito: «È una persona con un passato di grandi sofferenze, lasciato da solo in Marocco fino ai quindici anni, poi tornato prima del Covid e ritornato dopo la pandemia. Una persona che si sente isolata, con poche amicizie, in passato dedito ad autolesionismo. Tutto lascia pensare ci sia lo spazio per una perizia psichiatrica, ne parleremo con il Pubblico ministero. Per assurdo trovo che la misura cautelare in carcere sia oggi la soluzione che meglio possa difendere Zouhair da se stesso».

Secondo quanto appreso, il giudice ha indicato il reato di omicidio aggravato dai futili motivi e non avrebbe ancora preso in considerazione l'aggravante della premeditazione, a carico del 19enne, data dall'aver portato a scuola il coltello. L'aggravante della premeditazione potrebbe essere applicata in un secondo momento. Intanto si attende di sapere quando verrà disposta l'autopsia per Aba e quando verrà eseguita. Solo dopo l'esecuzione dell'autopsia il corpo potrà essere restituito ai genitori per le esequie.



RABBIA A SCUOLA

È stato anche il giorno della rabbia e della richiesta di giustizia da parte degli studenti delle scuole superiori della Spezia. Circa un migliaio nel momento di maggiore presenza. Dalle sette del mattino una processione di ragazzi e ragazze in lacrime ha continuato a portare fiori, messaggi e lumini accesi all’ingresso, per poi attendere in silenzio l’orario di entrata. Ma un’ora dopo, alle otto, ha avuto inizio  la protesta.

La scuola accusata di non aver fatto abbastanza per prevenire la tragedia, di aver sottovalutato i segnali dati dal suo assassino. «Un ragazzo problematico» dirà poi una studentessa al megafono che, afferma, «aveva già minacciato» altri di loro in passato. «La scuola è complice», hanno gridato gli studenti. Così scrive l’agenzia giornalistica Ansa in un suo primo, puntuale reportage.  


Il ministro Giuseppe Valditara alla Camera
Il ministro Giuseppe Valditara alla Camera

VALDITARA: «LO STATO C’E’»

«Ieri sono stato a La Spezia – dice il ministro dell'’Istruzione, Giuseppe Valditara – dove hoincontrato anche il dirigente scolastico, alcuni docenti, il prefetto e le forze dell’ordine, e i familiari del ragazzo ucciso, proprio per testimoniare che lo Stato c’è. È stata disposta un’ispezione, valuteremo, però dobbiamo farlo in modo pacato; non dobbiamo gettare la croce addosso a nessuno».

Anche lo psichiatra e psicologo Paolo Crepet è intervenuto sulla tragedia, lanciando una dura provocazione contro una società che avrebbe reso la violenza persino attraente. Crepet, fra le altre cose, ha criticato apertamente i modelli culturali e gli “idoli” di oggi, ritenuti corresponsabili di un clima di crescente aggressività tra i giovani. Ospite del programma “Ignoto X”, condotto da Pino Rinaldi su La7, Crepet ha dichiarato: «C’è un fascino nei confronti della violenza, mi pare, è evidentissimo. È molto cool la violenza. Ma perché non lo diciamo? Ma perché una ragazza esce con un ragazzo, è fidanzata con un ragazzo che ha il coltello in tasca? Ma voi, veramente pensate che questo avvenga solo in una scuola? Ma ho visto male io o ci sono le piazze piene di ragazzi con i coltelli?». Per concludere: «Ho visto male io o si regolano i conflitti d’amore in quel modo lì. Per fortuna, per grazia di Dio, non finisce tutto come a La Spezia. Ma vogliamo contare le coltellate fuori da una discoteca, in un bar di una qualsiasi piazza di una qualsiasi città italiana?».

Commenti


Costruiamo Insieme Scs

CF/P.IVA: 02963230731 

REA: TA - 182579

ALBO NAZIONALE COOPERATIVE N. A231425 Tel: 099 661 13661 

Mail: info@costruiamoinsieme.eu - costruiamoinsiemescs@pec.it

Sede legale/amministrativa: Via F.Cavallotti 84 - 74123 Taranto 

Logo-Master-3__1_-removebg-preview.png
231-removebg-preview.avif

Lavoriamo Insieme Srl

Sede legale/amministrativa: Via F.Cavallotti 84 - 74123 Taranto 

Tel: 099 661 13661 

Mail: info@lavoriamoinsieme.eu

associazionelavoriamoinsieme@pec.it

 

iso.avif
iso.avif
  • Instagram
  • White Facebook Icon

Copyright ©2018-2019 - Powered by GruppoINSIEME

All rights deserve

bottom of page