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Triste primato, da Taranto alla Penisola scatta l’allerta

  • Claudio Frascella
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Caldo record, primi!


La Città dei Due mari e la Puglia ionica in prima linea. Occhio al rischio-siccità. Le minime nel capoluogo resteranno sui 25–26 gradi, con aria afosa anche dopo il tramonto. A soffrirne di più, gli anziani, i bambini e le persone fragili. Non solo il personale medico degli ospedali e dei presìdi sanitari, raccomandano massima prudenza. Uscite ridotte nelle ore centrali, idratazione costante e attenzione a luoghi poco arieggiati

 

La nuova spinta dell’anticiclone nord-africano, si chiama così questa soffocante cappa di caldo, si fa sentire. In questi giorni, il nostro Centro-Sud, a cominciare dalla Puglia, entrerà nel vivo di una nuova ondata di temperature insopportabili. La nostra regione, come del resto la provincia di Taranto, non fa eccezione a tutto il resto del nostro Paese. Anzi, sarà proprio l’area ionica a finire sotto pressione più di altre province del meridione, anche a causa della forte umidità che fa salire la percezione del calore.

Quali saranno i giorni in cui soffriremo di più? Stando alle previsioni, patiremo fortemente il caldo venerdì 17 e sabato 18 luglio, quando – sempre stando alle previsioni – il promontorio africano toccherà il picco.

Nello specifico, nell’entroterra Tarantino, quello Brindisino e Foggiano, i termometri potranno superare i 40 gradi. Sulla costa ionica, Taranto resta “zona rovente”, conmassime tra 37 e 40 gradi, senza contare – si diceva – l’umidità che alzerà di parecchio la percezione del caldo.



NOTTE, SOLLIEVO PARI A ZERO

Di notte, detto brutalmente: sollievo zero, rassegniamoci. Le minime nel capoluogo ionico e dintorni, resteranno sui 25–26 gradi, con aria afosa anche dopo il tramonto. A soffrirne di più, come sempre, saranno gli anziani, ovviamente i bambini e le persone fragili. Per questo motivo, sono in molti, non solo il personale medico degli ospedali e dei presìdi sanitari, a raccomandare massima prudenza. Uscite ridotte nelle ore centrali, idratazione costante e attenzione a luoghi poco arieggiati.

Il caldo prolungato porta con sé altri effetti collaterali, come lo stress termico nei centri urbani; il rischio incendi,  più alto nelle zone rurali e collinari; l’affaticamento per chi lavora all’aperto. Le autorità, naturalmente, invitano alla calma, ma anche a un alto senso di responsabilità. Fra i suggerimenti: evitare il sole diretto, usare il condizionatore con criterio, controllare i soggetti più vulnerabili e seguire gli aggiornamenti-meteo.  


 

SI COMINCIA A RESPIRARE, FORSE

Un po’ di respiro dovrebbe arrivare a partire da domenica prossima, 19 luglio, con l’ingresso di correnti nord-atlantiche più fresche. Il calo sarà graduale e porterà temperature più gradevoli nella settimana successiva. Intanto, è il caso di dire, l’Italia si tinge di rosso: 45 gradi all’orizzonte! Non è un caso isolato, bensì la terza fiammata in poche settimane e questa volta l’Italia intera si colora di bollini.

A Firenze, bollino rosso dallo scorso 8 luglio, alle 9.30 si toccavano già 33,5 gradi e le notti non scendevano sotto i 22-23 gradi. Salgono i bollini arancioni: martedì erano sette città, mercoledì salgono a nove, con Cagliari, Campobasso, Latina, Milano, Pescara, Rieti, Trieste, Verona e Viterbo.

Secondo le proiezioni del meteorologo Federico Brescia, su molte zone del Centro-Sud e in tutta la Sardegna si toccheranno 39-41 gradi. Alcune aree dell’entroterra entro venerdì potrebbero sfiorare i 45 gradi, con lo zero termico sopra i 5000 metri.



FA PAURA LA SICCITA’  

A rendere il quadro più pesante c’è la mancanza d’acqua. La siccità sta già colpendo parti del Piemonte e il rischio è che si estenda ad altre regioni. Quando caldo e carenza idrica vanno insieme, i danni si sommano. Partiamo dall’agricoltura: raccolti a rischio, ulivi e ortaggi soffrono, meno resa per gli agricoltori; reti idriche: più sprechi e consumi, con invasi già sotto media; ambiente: fiumi più bassi, terreno secco e incendi più probabili; economia e salute: costi più alti per famiglie e imprese, più ricoveri per colpi di calore.

Ma anche il mare preoccupa: torna l’alga tossica. In Puglia, oltre al caldo, c’è da monitorare il mare. Tra il 15 e il 30 giugno Arpa Puglia ha rilevato la presenza di questo tipo di alga. I bagnanti hanno segnalato tosse, bruciore agli occhi, prurito e febbricola. Non si tratta di allergia, spiega l’allergologo Attilio Di Girolamo del Policlinico di Bari: «È un effetto tossico e irritativo – dice Di Girolamo – diretto delle sostanze prodotte dalla microalga; chiunque può avere sintomi se esposto a concentrazioni sufficienti».



IN ESTREMA SINTESI…

I consigli sono semplici: evitare soste prolungate nelle aree interessate quando il mare è mosso, fare la doccia dopo il bagno e rivolgersi al medico se i sintomi persistono. I controlli Arpa continueranno fino a settembre.

Caldo africano, città bollenti, acqua che manca e mare da tenere d’occhio. L’emergenza parte da Taranto e dalla Puglia, ma è ormai una questione nazionale. Servirà pazienza fino a domenica e, più in generale, una gestione diversa della risorsa idrica per i prossimi mesi.

 
 
 

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