Mattia, atleta dawn, trionfa in Polonia con fisico e cuore
- Claudio Frascella
- 4 giorni fa
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«Papà, tutto questo è per te!»
Dedica tredici medaglie al genitore scomparso in questi giorni. Con il dolore nel cuore, una bracciata dietro l’altra, da solo e con i suoi compagni di squadra, si è messo al collo un primato dietro l’altro. Massimo, fra i dirigenti di una società di Castenedolo, e mamma Giusy, sempre orgogliosi di lui. «Ho dato il meglio per lui, ogni gara era per lui, ogni medaglia un “Grazie!” rivolto a lui, che è stato con me in ogni vasca e ci sarà sempre, anche da lassù», ha dichiarato il campione con l’emozione degli occhi e del cuore

Quando abbiamo visto Mattia, in tv, sul gradino più alto del podio, alzare le braccia al cielo, con i due indici spiegati nell’indicare “lassù”, abbiamo pensato ad una esultanza rivolta al Cielo, ad una forza superiore che lo aveva spinto a registrare l’ennesimo trionfo per infilarsi un’altra medaglia al collo.
E, invece, il significato era ben più alto. Il ragazzo che scriveva primati in vasca con la forza e l’agilità di un delfino, quell’ennesima vittoria l’aveva dedicata ad una delle persone più care che da poco non c’era più: a papà Massimo. Gli sarebbe mancato quell’abbraccio, forte, amorevole, condiviso a bordo piscina insieme con la mamma. «Anche questa medaglia è per te, papà, ti adoro!».

IL CUORE A PEZZI
Un trionfo dopo l’altro, ma questa volta con il cuore a pezzi, ma che parla più forte delle braccia. Mattia Tononi è tornato a casa dalla Polonia con tredici medaglie e con quella dedica a cui facevamo riferimento e che vale più di qualsiasi podio: quella al suo papà Massimo.
Castenedolese, ventiquattro anni, nuotatore con la sindrome di Down, Mattia è la dimostrazione vivente che la determinazione non conosce ostacoli. Ai Virtus European Summer Games di Bydgoszcz, in Polonia appunto, ha gareggiato con la Nazionale azzurra Fisdir e ha illuminato la vasca: sette ori, di cui due da solo nei 50 stile libero e 50 farfalla, e cinque conquistati nelle staffette insieme ai compagni di squadra.

SACRIFICI E VALORI
Dietro ogni primato, ogni medaglia, ci sono anni di allenamenti, sveglie presto, sacrifici. E una vita da incastrare: perché Mattia è anche un ragazzo che lavora, come impiegato in un’azienda del paese. «Vedere mio figlio realizzare i suoi sogni mi riempie l’anima – racconta la mamma, Giusy, che lo segue ovunque, in piscina e nella vita – giorno dopo giorno dimostra di non avere paura; si butta, prova, cade e si rialza. E vince, Mattia!». Ogni giorno e, poi, ad ogni gara.
Le ultime vittorie maturate in Polonia, però, avevano il sapore agrodolce del ricordo. Poco più di un mese fa Mattia, infatti, ha perso papà Massimo. Conosciuto, amato e rispettato da tutti gli abitanti di Castenedolo, per il suo impegno come dirigente dell’Fc Voluntas e tra i fondatori del Real Castenedolo, un mese fa – si diceva – se n’è andato all’improvviso.

MATTIA NON SI FERMA!
Eppure Mattia non si è fermato. Doveva completare quel suo percorso sportivo. Da quel momento quel suo impegno aveva uno scopo in più: onorare la memoria del papà con prestazioni sportive brillanti, con il massimo impegno: lo scopo principale rispettare lo sport, poi i primati e le medaglie, se questi, insieme, arriveranno.
«Anche nel dolore più grande – riprende mamma Giusy – Mattia ha trovato la forza di continuare, perché il nuoto per lui non è solo sport: è casa, è rifugio, è amore!».
Al rientro, Mattia ha voluto dirlo con le sue parole semplici e potenti. «Ho dato il meglio – ha dichiarato con l’emozione degli occhi e del cuore – per il mio papà; ogni gara era per lui; ogni medaglia è un “Grazie!” rivolto a lui; lui è stato con me in ogni vasca e ci sarà sempre, anche da lassù».
Tredici medaglie in una sola manifestazione. Ma quella più preziosa è quella che Mattia porterà sempre nel cuore!




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