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Prime lauree in Medicina, giornata storica per Taranto

  • Claudio Frascella
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Taranto, esami e applausi


Gli studenti in questi ultimi anni hanno compensato l’addio di molti nostri giovani alla Città dei Due Mari. Per contro, a questa disfunzione è arrivata la risposta dei ragazzi dell’Università Aldo Moro. Una boccata d’ossigeno, nella speranza che qualcosa cominci a muoversi in un territorio una volta fatto di arsenalotti, successivamente da “siderurgici”. Fra gli intervenuti, Roberto Bellotti, rettore; Alessandro Dell’Erba, presidente della Scuola di Medicina; Michele De Fazio, coordinatore del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia

 


Li vedi ogni mattina incamminarsi verso la sede della facoltà di Medicina, con ingresso in piazza Ebalia, a Taranto. E’ l’esercito di studenti che ha portato nella nostra città una ventata di ossigeno e di speranza. La Città dei due Mari rischiava di diventare qualcosa di vecchio, destinato a scomparire nel tempo con l’addio di molti nostri giovani concittadini in cerca di una prima occupazione.

Molti di questi ultimi, purtroppo, non tornano più, lo dicono le statistiche. Duecentoventimila abitanti fino a qualche tempo fa, centottantacinquemila oggi. Vanno a tentare la fortuna fuori sede, dove si recano anche per studiare. Scelgono facoltà che l’Università Aldo Moro non offre e, il più delle volte, nelle città in cui i nostri ragazzi si sono recati a studiare, ci restano.

 

UNA SPERANZA PER TUTTI

Col passare di qualche anno si abituano a una vita diversa, a mezzi e strumenti dei quali oggi, molte città del Sud, non dispongono. Eventi, iniziative culturali, attrezzature sportive alla portata di tutti, non solo dei benestanti. Una socialità diversa, più aperta, giocata su confronti diversi che non sia la politica di un posto fisso, una volta da arsenalotto, più tardi da “siderurgico”.

Una mentalità superata. Una volta, appunto, città per arsenalotti, poi per dipendenti del siderurgico, fino a diventare, inevitabilmente, una città per vecchi. E, invece, uno spiraglio arriva da questa deliziosa invasione di ragazzi ai quali non fai in tempo ad affezionartici che devi subito salutarli. I tre anni di studio passano in fretta, lo stesso gli altri due di specializzazione.

 


CIN CIN AI PRIMI “MEDICI”

Così arriviamo alla notizia delle notizie che ieri ha catturato l’attenzione dell’intera città, più di quanto non abbia fatto il Giuramento che ha preso in ostaggio un intero quartiere, quello centrale. Martedì 21 aprile, alle 9.30, nella Banca dei Saperi in piazza Ebalia, infatti, si è svolta la prima seduta di laurea destinata a segnare un momento storico per la città: i primi due studenti del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della sede di Taranto hanno conseguito il titolo accademico, un traguardo dal forte valore simbolico, che rappresenta un passo significativo nel percorso di crescita dell’offerta formativa universitaria sul territorio ionico.

Un risultato, quello conseguito nella giornata di ieri, che premia l’impegno dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, che ha investito con convinzione nello sviluppo del Corso anche nella sede tarantina. L’evento ha assunto un significato ancora più ampio per la città di Taranto, che celebra con orgoglio i suoi primi laureati in Medicina, aprendo una nuova fase per la formazione accademica e per il rafforzamento del Sistema sanitario locale.

 


DAL RETTORE AL PRESIDENTE

Alla cerimonia sono intervenuti, fra gli altri, Roberto Bellotti, rettore dell’Università di Bari; Alessandro Dell’Erba, presidente della Scuola di Medicina; Michele De Fazio, coordinatore del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Presenze autorevoli, a testimoniare l’importanza dell’appuntamento di ieri per l’ateneo e per il territorio.

Attivo con percorso completo dal 2020, il corso di Medicina si sta consolidando grazie alla collaborazione sempre più strutturata con Asl Taranto e al potenziamento dell’offerta formativa avviato nel 2022 con l’ingresso dei professori Piccinni, Schettini e Shonauer.

Il rafforzamento della componente clinico-assistenziale ha consentito di sviluppare il triennio professionalizzante, fase centrale del percorso di studi, attraverso attività di tirocinio e formazione specialistica nelle aree di Chirurgia generale, Pediatria, Terapia intensiva neonatale e discipline collegate.



TERAPIA INTENSIVA NEONATALE

Tra i risultati evidenziati, il mantenimento della piena operatività della Terapia Intensiva Neonatale e il rafforzamento della rete materno-infantile provinciale. Sul fronte universitario, il conseguimento dei primi laureati rappresenta un passaggio simbolico che certifica la maturità raggiunta dalla sede tarantina.

Il polo universitario viene indicato oggi come presidio strategico per la crescita accademica della città e per la formazione della futura classe medica destinata a rispondere ai bisogni sanitari del territorio ionico e dell’intera regione.

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