Mentre il calcio balbetta, altri azzurri si fanno onore
- Claudio Frascella
- 1 ora fa
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Rugby e baseball, che vittorie!
Battuti per la prima volta gli inglesi (a Roma) e gli americani (a Houston). Certo, gli italiani “acquisiti” hanno il loro peso, ma sono in tanti a sentirsi italiani a tutto tondo. Sudore e lacrime, nello stadio Olimpico esultano in cinquantamila. Negli Stati Uniti, i “paisà” si fanno valere, anche con la macchinetta del caffè in panchina

Se nel calcio, l’Italia quattro volte Campione del mondo e due volte Campione d’Europa, due volte fuori nelle due ultime edizioni del Campionato del mondo e, in questi giorni, costretta a uno spareggio per essere ammessa ai prossimi Mondiali in programma in Canada, Messico e Stati Uniti (contro l’Irlanda del Nord), non si può dire la stessa cosa per altre discipline sportive.
Tutto accade nell’incredulità di moltissimi, salvo i giocatori interessati che vestivano l’azzurro italiano e che nelle rispettive imprese ci hanno messo l’anima: la Nazionale italiana di rugby ha battuto l’Inghilterra, maestra di questo sport; lo stesso gli azzurri di baseball hanno messo spalle al muro gli Stati Uniti, anche questi numeri uno al mondo.

BATTUTI I BIG!
E, attenzione, le due squadre avversarie non avevano formazioni rimaneggiate: in squadra c’erano tutte le stelle nazionali, perfino chi, in un solo anno, parliamo di baseball e USA, guadagna qualcosa come 40 milioni di dollari (Aaron Judge). Ecco perché questo risultato non è solo storico, ma vale più di una vittoria della Nazionale di calcio contro il Brasile.
L’ultima vittoria, infatti, risale al 5 luglio 1982 (in quel Campionato gli azzurri vinsero la Coppa del mondo). Non diremmo una sciocchezza se scrivessimo che le due vittorie valgono dieci volte tanto. Intanto perché è la prima, poi perché specchiarsi negli occhi degli atleti italiani, più di qualcuno oriundo (nel rugby, argentini, sudafricani, neozelandesi e britannici; nel baseball quasi tutti italo-americani).

PALLE OVALI E METE
La prima festa, quella del rugby, è stata festeggiata a suon di punti, emozioni e lacrime. Ci sono voluti 35 anni e 33 match per compiere l’impresa. Ma sabato scorso l’Italia del rugby ce l’ha fatta: ha sconfitto gli avversari con il risultato 23-18. Inghilterra battuta per la prima volta. Unici avversari europei che ci avevano sempre messo sotto, trattandoci per anni con sufficienza. Inghilterra sconfitta dall’Italia nello stadio Olimpico. Cinquantamila i tifosi italiani sfiniti, come i giocatori in campo e come i loro idoli stracolmi di felicità. E con ventimila sostenitori inglesi letteralmente increduli.
Dall’altra parte del mondo, precisamente a Houston, come dire «a casa loro», l’Italia ha battuto 8-6 gli USA regalandosi una vittoria storica al World Baseball Classic 2026, piegando una squadra piena di stelle MLB. Decisivi Lorenzen sul monte e i fuoricampo di Teel, Antonacci e Caglianone. Da non crederci. Avete presente la frase «Se sto sognando, non svegliatemi»? Ecco, proprio così.

CHE SBERLE AGLI INGLESI…
Nel rugby, il risultato si è capovolto negli ultimi venticinque minuti. Vittoriosi con merito, i ragazzi guidati da capitan Lamaro, che insieme ai suoi compagni non si sono persi nei momenti più difficili dell’incontro. Potevano cedere dal punto di vista psicologico, quando nel parziale gli inglesi si erano riportati in vantaggio e, invece, hanno saputo prevalere, anche dal punto di vista della disciplina.
Insomma, gli avversari avevano preso per primi l’iniziativa, ma gli azzurri hanno tenuto botta e sono progressivamente risaliti fino a riportarsi in vantaggio e vincere in una esplosione esagerato dello stadio Olimpico.

…E QUELLE AGLI USA?
E passiamo dalla vittoria sull’Inghilterra nel Sei Nazioni di rugby, a quella del baseball ridà smalto all’azzurro, scolorito dalle sofferenze del calcio. A Houston l’Italia dei “paisà”, come ha riportato l’altro giorno l’agenzia giornalistica Ansa, ha avuto la meglio sugli Stati Uniti 8-6, mostrando di fatto di potersela giocare alla pari con i maestri.
La vittoria certifica un movimento in forte ascesa (argento l’anno scorso all’Europeo, finale persa con l’Olanda). La squadra di Francisco Cervelli era andata in vantaggio per 8-0, trascinata dai lanci di Michael Lorenzen e dai fuoricampo di Kyle Teel, Sam Antonacci e Jac Caglianone, per poi contenere il ritorno in partita nella tentata rimonta dei quotatissimi avversari.

«SONO UN ITALIANO VERO»
«Probabilmente questo è uno dei giorni più belli della mia vita – ha dichiarato Cervelli, venezuelano naturalizzato italiano – sono orgoglioso dei miei ragazzi; abbiamo messo l’Italia nel mappamondo e tutti dovrebbero vedere ciò che hanno fatto. Attaccare, attaccare, attaccare, senza paura" e battere gli Usa: "Può succedere. E' possibile».
Tra chi si felicita per il successo e, rassegnato, ammette. «Per come andiamo nel calcio, dovremo imparare le regole del baseball». E per chi resta scettico, scrive l’agenzia, colpisce la passione per questo sport che trapela, unita alla fierezza delle proprie origini: dalla macchina per farsi un caffè espresso esibita in panchina, alla gestualità manifestata in campo, come a sottolineare: «Sono italiano, avevate qualche dubbio solo perché gioco a baseball?».




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