Campione di statura mondiale, fugge da Cuba, sposa l’Italia
- Claudio Frascella
- 1 giorno fa
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Andy, che storia la sua!
La decisione in aeroporto a Madrid. Contatta un collega italiano che gli consiglia di accelerare la sua posizione in Italia. Detto-fatto, in breve Diaz Hernandez, in arrivo dall’Avana, ha la cittadinanza italiana. Si allena, brucia le tappe, compie una impresa dietro l’altro. Mette al collo una, due, tre medaglie, entra nelle Fiamme Gialle per meriti sportivi. Polverizza avversari e primati

Andy Diaz Hernandez, un grande campione. Se lo hai nella testa e nel cuore, val la pena e provare ad essere un campione dentro e fuori dallo stadio, dal palazzetto, strutture sportive nelle quali il nostro si misura da qualche tempo con una certa, legittima ambizione.
Andy e una storia dal brivido facile, dall’emozione contagiosa, a cominciare dal modo in cui racconta le sue esperienze umane e sportive. Con quel sorriso, il suo, che non conosce confini. Nonostante non più di cinque anni fa, prende la decisione della sua vita. Smarcarsi dal suo Paese e prendere la strada dell’Europa. Ancora non sa dove il suo desiderio di vivere la vita possa portarlo. Così, un bel giorno, stappa una storia incredibile, la sua naturalmente, perché – raccontano le cronache – tutto prende le mosse da una fuga rocambolesca.

UN’ESTATE FA…
Sembra il titolo di una vecchia canzone, invece è storia. Una storia, quella che matura nella calda stagione. Estate 2021, Andy, appena partito da L’Avana (Cuba) per trasferirsi con la nazionale cubana a Tokyo per prendere parte alle Olimpiadi posticipate, nello scalo a Madrid, il futuro atleta azzurro si allontana dalla squadra. Il volo per il Giappone scalda i motori, i suoi compagni lo cercano. Andy, invece, ha fatto perdere le tracce, è già fuori dall’aeroporto. Ha perfino abbandonato i bagagli. «Ora o mai più!», dice fra sé e sé. Non che disponga di chissà quali cifre, del resto il “colpo d testa” lo ha deciso lì, nell’aeroporto di Madrid.
Oggi veniamo a sapere che quel giorno con sé Andy aveva pochi soldi, appena quanto basta per acquistare un biglietto per un volo che lo porti verso il Paese che ha tanto sognato: l’Italia. Nella sua scelta gioca un ruolo importante l’aver incontrato durante le gare Fabrizio Donato, uno che Andy aveva già eletto ad esempio, umano e sportivo. Così contatta quel suo amico mediante uno dei social. Donato, finanziere, triplista anche lui, bronzo olimpico di Londra (2012), lo accoglie ad un patto: «Nella posizione in cui mi trovo, devi chiedere asilo politico: non posso tendere una mano a un amico se non in regola».

RISPETTO PER LE REGOLE
Andy, pollice in su, gli dice “Okay” e passa due notti davanti alla questura. Poi arrivano, uno dietro l’altro: il tesseramento con la Libertas Unicusano Livorno, la cittadinanza italiana per meriti sportivi nel 2023, infine l’arruolamento nelle Fiamme Gialle, il gruppo sportivo della Guardia di Finanza che ha sede a Castelporziano.
«Vincere è difficile, confermarsi a un anno di distanza lo è ancora di più», scrive Marco Marangoni dell’Agenzia giornalistica AGI. E allora, come fare? Basta chiedere a quel ragazzone di 30 anni con le treccine, sangue cubano di L’Avana, ma innamorato da sempre dell’Italia, Paese per il quale non solo gareggia, ma porta medaglie importanti e preziose. Questa in due battute, il vecchio e anche nuovo campione del mondo di salto triplo indoor.
ONORE AL MERITO
Nel 2022, Andy vince la finale di Diamond League a Zurigo (17.70 metri). Batte il campione olimpico e mondiale Pedro Pablo Pichardo. L’anno successivo si migliora di dieci centimetri ma la misura è considerata “ventosa”. Al Golden Gala di Firenze, si perfeziona, con 17.75, strappando il record italiano proprio al suo allenatore. Nella finale di Eugene ecco che arriva il suo secondo successo. La buona notizia arriva l’1 agosto 2024: può finalmente indossare la maglia azzurra anche in occasione delle Olimpiadi. A Parigi è medaglia, di bronzo, ma pur sempre un preziosissimo podio. Il 2025 è il suo anno fortunato. Questione di capacità, intendiamoci. In men che non si dica, meno di un mese, Andy trionfa agli Europei indoor di Apeldoorn e poi ai Mondiali indoor di Nanchino.
Già che c’è, vuole fare il massimo: migliora il suo record italiano portandolo a 17.80. Al termine dell’estate vince il terzo diamante (circuito più importante per l’atletica). Bravo Andy, sei un esempio per molti di noi. Attenzione, non servono medaglie o prestazioni sportive da incorniciare, basta volere una cosa: vuoi diventare italiano, rispetta le regole e i primi a tributarti un applauso saranno i tuoi connazionali, i tuoi nuovi fratelli.




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