Sarah Rizea, muscoli d’atleta, cuore di donna
Dalla vasca alla corona di Miss
Nata a Moncalieri da famiglia rumena, campionessa di nuoto artistico delle Fiamme Oro: «La bellezza è volontà». E insegna che per una ragazza con origini straniere, in Italia, nulla è regalato. Non viene dal mondo delle passerelle ma dalle piscine della Rari Nantes Savona. Cento medaglie, un argento europeo a Belgrado e il sogno di Los Angeles 2028

Si chiama Sarah Rizea. Diciotto anni (diciannove il prossimo 8 novembre), italiana. Italiana e basta, anche se la sua storia inizia più a Est, in Romania, dove vivono ancora i nonni. È lei la nuova Miss Italia numero ottanta. Eletta al Castello di Santa Severa, davanti al mare. Ma il suo mare, lei lo conosce in altro modo: è quello clorato delle piscine. E’ lì che si allena da quando aveva otto anni.
Ma, attenzione, non è una miss qualunque. È un’atleta delle Fiamme Oro, nuoto artistico. La disciplina più feroce e più bella che esista: sorridi mentre vai in apnea, fai la coreografia mentre i polmoni bruciano. «L’agonismo mi ha formata – ha detto dopo essere stata incoronata Miss delle miss – mi ha insegnato la disciplina, la squadra, il superare sempre il limite. A Miss Italia ho portato questo: la bellezza come forza di volontà e passione».
Sarah, nata a Moncalieri, vive a Vado Ligure. Ha passato l’infanzia tra compiti e vasca, tra scuola e ore a cercare il gesto perfetto. Un percorso da “operaia dello sport”A Savona lo hanno capito subito, alla Rari Nantes. “Questa va lontano…”. E, infatti, nel 2021 arriva l’azzurro, la Nazionale giovanile. Da lì in poi un rullo: circa cento podi tra gare italiane e internazionali, l’argento nel duo misto tecnico agli Europei di Belgrado 2024, il bronzo ai Mondiali juniores di Lima.

NUMERI CHE PESANO E RACCONTANO
Numeri che non raccontano tutto, anzi, dicono poco. Per esempio: cosa significhi per una ragazza di origini rumene affermarsi in Italia. Diciamolo, in punta di penna, senza retorica: forse deve faticare un centimetro in più. Essere la più bella delle belle, la più brava delle brave. Dimostrare che il suo tricolore è cucito quanto quello delle altre, anche se il cognome tradisce un’altra radice. Lei l’ha fatto senza alzare la voce, lavorando. Doppio.
Al Corriere lo ha detto semplice: «Non voglio smettere di fare l’atleta, ma sono curiosa di vedere quali porte potrebbe aprire Miss Italia. Era il sogno di quando da bambina guardavo la tv, così appena ho compiuto diciotto anni mi sono iscritta».

TUTTI A TIFARE PER LEI…
Oggi la sua vita è un incastro millimetrico: allenamenti professionali, impegni con le Fiamme Oro, lezioni di Scienze e Tecniche Psicologiche alla Sapienza di Roma. E una gestione della pressione da grande, nonostante i diciotto anni. Nel sincro se sbagli un decimo di secondo, salta tutto.
Tifa Juve, stravede per Dybala anche se ora l’attaccante è giallorosso. E guarda avanti. Lontano. Los Angeles 2028. Le Olimpiadi. Il cerchio vero. Miss Italia, insiste, era un sogno da bambina. Le Olimpiadi sono il destino di donna. E Sarah, con la grazia e la fatica di chi non ha mai avuto sconti, ci sta nuotando dritta dentro.




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