La petizione (800 firme) corre sul web dopo l’annuncio del trasferimento
Suor Lina, no all’addio…
Destinata a Cernusco sul Naviglio. Ha 97 anni, 75 dei quali trascorsi alle Marcelline. La religiosa, originaria di Ostuni, è costretta sulla sedia a rotelle dopo una caduta. Intanto, l’abbraccio di alunni ed ex alunni nel salone dell’istituto con il preside Angelo Murrone. Appello, rispettoso, alla Madre Generale: “Fatela restare nella sua casa”

Quasi 800 firme per chiedere che suor Lina resti a Lecce. È la petizione che sta correndo sul web, la voce di una comunità che non vuole separarsi da una presenza diventata, per generazioni di famiglie, molto più di una religiosa. Suor Lina Marseglia, 97 anni, originaria di Ostuni, ha trascorso 75 anni all'Istituto Marcelline di Lecce. Un'intera vita tra aule e corridoi, accanto a bambini, ragazzi, famiglie ed ex alunni che in lei hanno trovato una presenza familiare, un punto di riferimento.
La notizia del trasferimento nella casa delle Marcelline di Cernusco sul Naviglio ha suscitato il dissenso pacifico di numerose famiglie. La decisione, presa dalla Madre generale dopo una caduta che ha costretto la religiosa sulla sedia a rotelle, prevede la partenza in queste ore. Da qui la richiesta chiara indirizzata alla Madre generale: permettere a suor Lina di rimanere nella sua casa di Lecce, circondata dagli affetti costruiti in 75 anni.

ALUNNI, EX ALUNNI, UN CORO…
L’altra mattina il salone dell’istituto si è riempito di alunni ed ex alunni. Generazioni diverse, unite dagli stessi ricordi, dagli aneddoti e dalla commozione per un distacco che ha aperto una ferita nei cuori di centinaia di persone cresciute con lei. A moderare l’incontro Angelo Murrone, coordinatore didattico e preside dei licei dell’Istituto di Cultura e Lingue Marcelline di Lecce. Alla fine, un regalo per lei: un Gesù Bambino in legno, da portare con sé nella nuova casa.
E così quelle quasi 800 firme diventano molto più di un numero. Sono il segno di un affetto profondo, la richiesta di non spezzare un legame costruito nell’arco di una vita. Perché per chi l’ha conosciuta, suor Lina non è soltanto una religiosa: è un volto di casa. E quella casa, per loro, è Lecce.

E ALLA FINE…
Alla fine, il momento più intimo. Un regalo per lei: un Gesù Bambino in legno, piccolo e semplice, da portare con sé nella nuova casa di Cernusco. Un simbolo per dirle che non parte sola.
Ed è per questo che quelle quasi 800 firme non sono solo un numero. Sono il tentativo di una comunità di dire che certi legami non si misurano in chilometri né in decisioni organizzative. Per Lecce, suor Lina non è mai stata soltanto una religiosa dell’Istituto. È un volto di casa. E la sua casa, per chi l'ha amata, resta qui.




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